Torta soffiata

Altra proposta per colazione o merenda, una maniera per mangiare cereali, in questo caso il miglio, niente vieta però di cucinarla anche con riso soffiato, quinhoa o farro…

Il miglio cereale quindi energia immediata, benessere, se volete saperne di più:

https://www.greenme.it/spazi-verdi/naturomania/549-miglio-proprieta-utilizzi

Ottima ricetta anche per esaurire scorte di cioccolato…

Ingredienti:

Per la torta

130 gr di miglio soffiato

350 gr cioccolato, misto latte e fondente

200 ml latte

Fragole

Per la crema mou

250 ml panna

200 gr zucchero

1 bacca di vaniglia

2 cucchiai di acqua

Procedimento:

  1. Versate il miglio soffiato in una ciotola e versate al suo interno anche il latte, mescolate bene.
  2. Spezzettate il cioccolato e scioglietelo al microonde per un minuto, mescolate bene.
  3. Unite il cioccolato al miglio soffiato e amalgamare. Versate il composto in una tortiera foderata con carta forno.
  4. Fate attenzione a lasciare una nicchia che servirà a contenere la crema mou. Ora la torta va in frigo, si deve compattare, anche tutta la notte.
  5. Preparate la crema mou, in un pentolino versate lo zucchero con 2 cucchiai di acqua, sciogliere a fuoco basso senza mescolare.
  6. Quando lo zucchero inizia a colorirsi togliete il pentolino dal fuoco e unite la panna, mescolate bene e fate cuocere ancora 10 minuti a fuoco basso.
  7. Quando la crema si sarà intiepidita versate nella nicchia che avete lasciato nella torta, fate rassodare un’ora in frigo.
  8. Torta soffiata

    A piacere potete guarnire con frutta fresca

 

Persico con coriandolo e asparagi

Chi ha detto che per cucinare buono e bello ci vuole tanto tempo? Vi racconto di questa ricetta, non vi daró dosi precise perché solo voi sapete chi avete a tavola e quanto appetito hanno… ore 17.50 esco da lavoro e penso… che cucino? Pesce! Pescivendolo, preso Pesce Persico, penso che verdure ho? Proprio ieri a un mercatino ho preso degli asparagi verdi bellissimi, poi a casa troverò il resto.

Mi metto ai fornelli, lavo gli asparagi e li privo del gambo, li trasferisco bel cestello per cottura a vapore, un pizzico di sale e a cuocere per 10 minuti, quando sono cotti li condisco con olio evo e aceto di mele.

Taglio il persico a cubetti, faccio soffriggere aglio con un filo d’olio, aggiungo il pesce e cuocio per5 minuti.

Bel mixer frullo qualche foglia di coriandolo con succo di mezzo limone e olio evo, aggiungo peperoncino in polvere che serve a insaporire e a limitare l’uso del sale.

Impiatto con un coppa pasta per dare una forma carina, aggiungo gli asparagi, condisco con il pesto di coriandolo, ore 19.30 cena in tavola!

Qualche info su Pesce Persico e i benefici del peperoncino:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Perca_fluviatilis

https://www.deabyday.tv/cucina-e-ricette/abc-della-cucina/guide/6811/Come-sfruttare-il-peperoncino-in-cucina-e-non-solo.html

Se poi come me la mattina avete cotto un fantastico pane fatto in casa…

Pane con licoli farina1 e tritordeum

Tartellette di riso Venere

Non so voi personale non sono mai stata un’appassionata della colazione, per questo ho sempre bisogno di creare una valida alternativa al solito biscotto.

Queste tartellette sono l’ideale, senza burro, farina di riso Venere, deliziosa marmellata e yogurt alimento sano ricco di fermenti.

Ingredinti per 4 tartellette, stampo cm 10:

Per la pasta:

115 gr farina di riso Venere

50 gr zucchero bianco

25 gr olio evo

1 uovo

legumi secchi per cottura in bianco

Per la marmellata di fragole:

500 gr fragole

4 cucchiai di zucchero

Succo di un limone

 

150 gr yogurt greco

Procedimento:

  1. preparare la pasta, nella planetaria sciogliete lo zucchero con l’uovo, aggiungete la farina e l’olio, impastate fino ad ottenere un’impasto omogeneo, avvolgete nella pellicola e fate riposare in frigo un’ora.
  2. preparate la marmellata, tagliate a pezzetti le fragole, tenendone da parte qualcuna per guarnizione. In una casseuola fate cuocere a fuoco medio le fragole il succo di limone e lo zucchero, fate cuocere e restringere il tutto, quindi fate raffreddare.
  3. stendete la pasta con il mattarello, spessore 5mm, oleate leggermente lo stampo, stendete la pasta nello stampo rifilando i bordi, stendete sull’impasto della carta forno e adagiate sopra di essa dei fagioli essiccati, cuocete in forno a 180° per 20 minuti+5 minuti senza legumi  e carta forno.
  4. Dalla pasta stesa ricavate della mezze lune, circa la metà dello stampo, foratele con una cannuccia a simulare i puntini della fragola, cuocete in forno circa 15 minuti
  5. Versate all’interno 2 cucchiai di yogurt per ogni tartelletta, coprite con marmellata.
  6. Coprite parzialmente con le mezze lune preparate in precedenza, servite con fragole fresche.
  7. edf

#youngtoyoung18 tasting

Anche per l’edizione numero 52 di Vinitaly continua il progetto youn to young, un’idea nata con l’ente fiera per dar modo ai giovani produttori di vino di farsi conoscere, oltre che partecipando alla manifestazione, diventando oggetto di articoli su blog e post su canali social dei blogger stessi, una bella iniziativa che da modo ai giovani produttori di far degustare i loro prodotti e di raccontare anche la loro storia, il perchè si sono avvicinati al mondo vino e cosa hanno fatto oppure vogliono fare per migliorarlo.

tasting

 

La degustazione di oggi domenica prevede tre vini e quindi tre cantine, partiremo dalla Sicilia per poi passare per il Piemonte e terminare il nostro viaggio in Toscana, dopo aver partecipato alla degustazione ho deciso di impostare l’articolo scrivendo in un primo momento della cantina in generale, quello che si può leggere ad esempio nel sito internet, poi parlare della sensazione e di cosa ha trasmesso il vino e la persona che ce lo ha illustrato.

http://cantinefina.it/

“Carattere” è la parola d’ordine di Bruno Fina e dei suoi figli.

Cantina Siciliana,  i vini Fina hanno il calore familiare e l’esperienza di chi il vino lo ha sempre fatto e lo ha sempre saputo raccontare, ed è in questo modo che si trasmette il carattere ereditato dal territorio e l’armonia degli uomini che quotidianamente ricercano l’eccellenza.

Dopo la degustazione…

Intervenuta alla degustazione Federica Fina, giovane enologa che per il poco che ho potuto capire ha sicuramente ereditato la passione dal padre, creatore e sognatore della cantina Fina, nelle parole di Federica si percepisce passione per il lavoro che svolge e per la sua terra la Sicilia, anche quando racconta che all’inizio giravano per i ristoranti per far conoscere il loro prodotto, per dopo qualche anno vendere in soli tre mesi 8000 bottiglie di vino.

Kebrilla Grillo, il vitigno Grillo 100%, chi mi conosce sa che amo i bianchi fermi, ma questo ha colpito dritto al cuore, Note agrumate miste al profumo di ginestra dal colore giallo paglierino… non vedo l’ora di abbinarlo a una ricetta di pesce.

https://www.cantinaolivero.it/

L’azienda agricola è situata nel comune di Cassine, nell’Alto Monferrato, dove la coltivazione della vite ha origine antichissima e ancora oggi è l’attività prevalente, favorita dalle particolari condizioni e caratteristiche del suolo e del clima. Dal 1915, quattro generazioni della stessa famiglia coltivano i vigneti di proprietà, dai quali nascono i vini conosciuti e apprezzati dalla clientela italiana e estera.

Dopo la degustazione…

Daniele Olivero è uno di quei giovani Italiani che invece di fuggire all’estero dopo la laurea ha deciso di restare e nel 2014 di inserirsi nell’azienda di famiglia che vanta una storia enologica lunga un secolo.

Barbera dAsti “Filari Corti” ha un bel colore rosso rubino intenso ed un profumo che ricorda la frutta rossa. L’affinamento gli conferisce note speziate e può essere degustato al meglio accompagnando primi piatti sostanziosi come grigliate di carne, bolliti, arrosti, brasati, salumi, formaggi, ad una temperatura di circa 20°avendo l’accortezza di aprire la bottiglia una mezz’ora prima. Vitigno Barbera.

 

http://www.carpineto.com/

Era il 1967 quando Giovanni Carlo Sacchet ed Antonio Mario Zaccheo fondarono la Carpineto col proposito di produrre un Chianti Classico di livello internazionale.  I due soci videro nella Toscana un enorme potenziale, dove poter produrre grandi vini applicando le tecniche più all’avanguardia e aumentare gli standard qualitativi dell’epoca. Innovatori per tradizione, Sacchet e Zaccheo, insieme alle loro famiglie, continuano a sperimentare, sempre nel rispetto dei grandi valori storici della Toscana: la linea di prodotti Carpineto include infatti vini delle più prestigiose DOCG fino a vini varietali di grande struttura.

Dopo la degustazione…

Caterina Saccet si laurea come enologa e sceglie di seguire le orme del padre, entrando in cantina e seguendo tutti gli aspetti, dalla vinificazione all’etichetta, ad oggi i vini Carpineto sono esportati in 70 paesi. Oggi assaggiamo questo Rosso Dogayolo chiamato schersozamennte da Caterina baby super tuscan, perchè rispetto ai vini toscani di solito molto invecchiati questo è un vino giovane.

Rosso Dogajolo la forza della gioventù, la maturità del legno, Sangiovese e Cabernet. Rosso rubino vivo. Vinoso e nello stesso tempo fruttato, con sensazioni di ciliegia, gradevoli i sentori di vaniglia, caffè e spezie. Per le sue caratteristiche fruttate, può essere consumato anche con i primi piatti e carni bianche ma il meglio di sè lo dà con piatti di sapore come i piatti tipici regionali, con gli arrosti, con la carne.

Una cosa che accomuna tutti e tre questi giovani produttori è la passione, passione per il vino, passione per la terra, passione per una realtà familiare creata e fatta crescere.

edf

Gateau di verdure con stracchino senza lattosio

Questa è la secoda ricetta che preparo con i prodotti ricevuti dal caseificio Tommasoni, prima di entrare nel vivo con ingrediente ecc vi volevo raccontare un’evento che da un’anno a questa parte un po’ la mia vita “culinaria” l’ha influenzata.

L’anno scorso più o meno in questo periodo ho partecipato a un tour organizzato a Venezia all’interno del Ghetto Ebraico, alla scoperta della cultura, della religione visitando bellissime sinagoghe, e sopratutto alla scoperta della cucina Ebraica, delle regole base  dettate dalla Torà e della cucina Kosher.

Per la cucina Kasher non vanno mai mescolate carne e latticini, in ben tre passi della Torà si raccomanda di non cuocere “il capretto nel latte di sua madre”, per questo motivo gli ebrei osservanti hanno due servizi di piatti e stoviglie diversi, scomparti distinti in frigorifero, ed anche spugne separate, inoltre esistono ristoranti detti di pesce e ristoranti di carne, come detto prima nei ristoranti di carne non si servono e non si usano latticini. Se vi va di aprofondire questo argomento vi lascio questo interessante link

http://www.italykosherunion.it/it/cosa-e-il-kosher/

Tornando a noi ho voluto fare mia per quanto possibile questa regola, in primis perchè la reputo sensata, quindi cerco di preparare piatti vegetariani e vegani il più possibile, limitando il consumo di carne.

In preparazione alla Tomasoni run experience ho deciso quindi di proseguire in questa scelta e di preparare con i prodotti ricevuti piatti vegetariani, leggeri e sani ma sempre e comunque saporiti e mai banali.

Per la ricetta di oggi vi propongo un gateau di verdure svuota frigo, nel senso che può essere preparato con tutte le verdure che avete, a completare il piatto lo Stracchino senza lattosio Tomasoni e deliziosi asparagi verdi.

https://www.caseificiotomasoni.it/it/

Stracchino senza lattosio

Ingredienti per tre cocotte cm 12×12:

300 gr di verdure tagliate a julienne

100 gr stracchino senza lattosio

80 gr grana padano grattugiato

2 uova

80 gr farina di riso

sale

pepe verde

olio evo

Procedimento:

Questa ricetta può essere preparata con tutti i tipi di verdura, io nello specifico ho usato zucca, patate viola, carote e porro, tagliate sottili a julienne.

Montate gli albumi a neve, in un’altra ciotola mescolate le verdure, i tuorli, 2/3 dello stracchino, il grana padano, sale, pepe, mescolate bene quindi aggiungete albumi e mescolate.

Ungete leggermente le cocotte con olio evo, versate il composto e con un cucchiaio livellate.

Aggiungete sopre le verdure il restante stracchino, un filo di olio e infornate a 190° per 25/30 minuti, io ho accompagnato con degli asparagi verdi cotti a vapore e conditi con sale e aceto balsamico.

Il riso e un po’ della sua storia

Il riso è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Graminacee. Questo cereale è molto nutriente, fonte importante di carboidrati, contiene proteine e minerali ed è privo di glutine. E’ un cereale molto antico, tra i primi ad essere utilizzato. Soprattutto in passato rappresentava l’unico mezzo di sostentamento e guadagno per molte popolazioni e ancora oggi la sua produzione è fondamentale. Originariamente erano due le specie importate in Italia:
• “Oriza Sativa” specie di origine asiatica, la più importante
• “Oryza Glaberrima” specie di origine africana, coltivata sempre più di rado
Dalla prima, derivano tre sottospecie: Indica (coltivata maggiormente in India), la Javanica (diffusa in Indonesia) ed infine la Japonica (adatta alle zone temperate), da cui derivano le varietà più comuni delle nostre zone come Vialone Nano, Carnaroli, Arborio, Roma e Baldo.
Dopo la preparazione del terreno, nel mese di aprile, viene effettuata la semina. Successivamente le risaie vengono allagate per proteggere le piantine dall’escursione termica tra il giorno e la notte. In questa fase la cura delle piantine era anticamente affidata alle Mondine: lavoratrici stagionali che si occupavano di “mondare” la pianta cioè pulirla dalle erbe infestanti. Un lavoro molto faticoso che prevedeva che esse rimanessero a schiena curva e con l’acqua fino alle ginocchia. Il loro abbigliamento caratterizzato da un fazzoletto legato sul viso, gonna lunga e cappello a tesa larga ha ispirato parecchi film come ad esempio “La ragazza del fiume” interpretato da Sofia Loren.
Quando il riso è maturo, nel mese di settembre, le spighe vengono raccolte e portate nelle Riserie, che vengono chiamate Pile. Qui le spighe subiscono la “pilatura” che consiste nel venir schiacciate allo scopo di eliminare la pula (buccia della spiga). Anticamente, In questa fase, il riso viene battuto dai piloni di legno di melo all’interno di conche scavate in blocchi di marmo rosso di Verona azionate da grandi ruote grazie alla forza dei corsi d’acqua. Successivamente il riso buono veniva diviso dai chicchi rotti o non maturi. Quest’ultima operazione veniva sapientemente effettuata dal Piloto: il gestore della Pila che storicamente era il custode dei segreti della lavorazione del riso. Tradizionalmente, la domenica, il riso veniva cucinato con un battuto di lardo, burro e pomodoro. Questa ricetta antica è tutt’ora conosciuta a tutti come ”riso alla Pilota”.
Oggi la lavorazione con vecchi pestelli vienemantenuta per una selezione speciale di risi. Comunemente viene effettuata con macchinari ad aria compressa, seguita dalla sbiancatura attraverso un processo meccanico di sfregamento.
Per regolarizzare la sempre maggiore produzione di riso in Italia, nel 1931 venne istituito” l’Ente Nazionale Risi”, il quale isituì la divisione delle varietà in quattro gruppi di appartenenza: fino, semifino, superfino e comune.
Nel territorio veronese, la varietà di riso maggiormente prodotta e consumata è il Vialone Nano, che attraverso un lungo iter, nel 1996ottiene l’Igp per primo in Europa e unico in Italia.
La coltivazione del riso in questo territorio ha una tradizione antica. Ancora oggi viene conservata e valorizzata grazie alla nuova generazione di pilatori che con innovazione, tecnica e passione portano avanti questa tradizione.

Negli anni, l’importanza di questo alimento ha fatto si che nascessero fiere a lui dedicate nelle zone di coltivazione. La più importante è quella di Isola della Scala in provincia di Verona, che in concomitanza al periodo di raccolta, festeggia il riso con un grande evento nato nel 1996 e in continua espansione.
Allo scopo di valorizzare il territorio a vocazione risicola è nata la “Strada del Riso Vialone Nano Veronese Igp”. Associazione riconosciuta dalla Regione Veneto. La Strada del riso è un percorso che si snoda nella provincia su occidentale di Verona, strade di campagna che attraversano risaie, ville, corti, vecchi borghi storici dal fascino antico.

Fonti:

http://www.risoferron.com/it/

https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/stortina-veronese/

https://ptrc.regione.veneto.it/pianure-e-valli-grandi-veronesi

Carnaroli con ortiche e Capriccio di Capra Tomasoni

Da qualche anno complice il lavoro e la creazione del blog ho accantonato in parte me stessa, curando si il mio benessere ma non come avrei voluto, un’impulso positivo a cambiare questa condizione è arrivato grazie all’invito dell’ azienda Tomasoni formaggi a partecipare alla Tomasoni run experience 2018 che si svolgerà il 6 maggio a Treviso, non solo partecipare attivamente alla camminata/corsa ma anche diffondere attraverso blog e social la mia preparazione.

Ho iniziato a leggere di questa azienda della quale avevo già provato alcuni prodotti ma non avevo mai approfondito la conoscenza, il marchio nasce nel 1955 dalla passione per il formaggio del casaro Primo Tommasoni, il quale in proviancia di Treviso vicino al fiume Piave crea ed espande l’azienda. La Tomasoni produce varie tipologie di formaggi trà cui la Crema del Piave, lo Stracchino e la Casatella,  il Pannarello, uno dei formaggi più imitati, cosa interessante da sottolineare è che il caseificio Tomasoni lavora solo latte veneto, proveniente da stalle trevigiane nel raggio di massimo 40 km dall’azienda, un’azienda che punta molto sulla ricerca di materie prime di qualità, sul risparmio energetico, insomma tradizione ed innovazione, una linea che tutte le aziende dovrebbero seguire.

https://www.caseificiotomasoni.it/it/

Sabato 7 aprile ricevo il pacco contenente diverse tipologie di formaggio, un bellissimo grembiule e un quaderno sul quale annotare il  percorso di preparazione alla gara…

il mio cervello ha cominciato a macinare idee…

Ricette e come prepararsi al meglio alla caminata/corsa di 9 km. Vista la linea dell’azienza, utilizzare latte veneto, ho pensato che il primo piatto da realizare domenica a pranzo fosse un’ottimo Carnaroli prodotto a Isola della Scala… pensando all’idea del risotto domenica mattina vado a fare una camminata di 5 km con il mio cucciolone Nebbia, e li ad aspettarmi delle meravigliose ortiche primizie di primavera, ne raccolgo un bel pò e mi avvio verso casa per preparare la ricetta che vado ad inserire, mi merito un buon risotto dopo 5 km di camminata veloce!

Decido di abbinare alle ortiche il Capriccio di Capra Tomasoni, prodotto con 100% latte di capra, latte molto più digeribile rispetto al latte vaccino, formaggio aromatico ideale per la mantecatura del risotto.

Capriccio di Capra Tomasoni

Ingredienti per 4 persone:

350 gr di riso Carnaroli

800 ml circa di brodo vegetale (sedano, carota e cipolla)

250 gr di ortica

1 spicchi d’aglio

Olio evo

Sale

Pepe nero

Procedimento:

Preparate il brodo vegetale, in una casseruola versate abbondante acqua, pulite e tagliate le verdure, fate bollire circa un’ora e salate.

In una padella dai bordi alti fate cuocere a vapore le ortiche per 10 minuti aggiustando di sale, mi raccomando quando raccogliete le ortiche prendete solo le cime, saranno più tenere. Una volta cotte frullate le ortiche aggiungendo lo spicchio d’aglio, olio evo e pepe, a creare una sorta di pesto.

In una casseruola dai bordi alti tostate il riso, dopo due minuti aggiungete gradualmente il brodo e portate a cottura, salate pepate, mantecate con Capriccio di Capra che avrete grattugiato.

Impiattate e aggiungete il pesto di ortiche.

 

Tiramisù fragole e lime con Brachetto d’Acqui

La ricetta che vi lascio oggi è un modo creativo per riciclare un’alimento come la colomba che di sicuro avanzerà dai vari pranzi di pasqua, ma anche una piacevole alternativa a savoiardi e pavesini che di solito sono utilizzati per preparare il tiramisù. Inoltre per questa ricetta utilizziamo un frutto di stagione, la fragola, e sgrassiamo il gusto della crema mascarpone con il succo di lime fresco e pungente.

Con i dolci, l’abbinamento deve essere fatto per concordanza e quindi con un vino dolce. Non è facile trovare il giusto vino quando il dessert ha tra gli ingredienti la frutta: acidità e tenore zuccherino rischiano di rovinare l’equilibrio. Per questo dolce, un buon abbinamento può essere con un Brachetto d’Acqui Docg come quello della cantina Il Falchetto. È un vino rosso dolce, vivace, ottenuto da uve Brachetto 100%.

http://www.ilfalchetto.com/it/

Ingredienti per 4 bicchieri tipo da acqua:

6 fette di colomba spesse circa cm 1.5

1 lime

500 gr di fragole

500 gr mascarpone

3 tuorli d’uovo

2 bianchi d’uovo

3 cucchiai di zucchero

pizzico di sale

zucchero a velo (facoltativo)

Procedimento:

  1. Tagliate le fragole a pezzetti, aggiungete 2 cucchiai di zucchero, il succo del lime e lasciate macerare per qualche ora. Lasciate da parte 4 fragole intere per guarnizione.
  2. Preparate la crema, sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e soffice.
  3. Montare le chiare a neve, aggiungendo un pizzico di sale.
  4. Unite le chiare montate a neve e il mascarpone al composto di uova e zucchero e mescolate dal basso verso l’alto. Inserite il composto in una sacapoche con bocchetta liscia da cm 1 e lasciate in frigo a rassodare un’ora.
  5. Tagliate la colomba avanzata a fette, schiacciate ogni fettacon il mattarello, ricavate dei dischi dello stesso diametro del bicchiere che andrete a comporre (3 per ogni bicchiere).
  6. Inserite sul fondo del bicchiere un disco, aggiungete le fragole e un po del loro succo, fate un giro di crema con la sacapoche, ripetete il procedimento altre 2 volte. Guranite con una fragola e zeste di lime, se volete zucchero a velo.

Cheese cake al tè macha

Il tè macha ha origine giapponese, utilizzato molto in pasticceria perché molto aromatico e conferisce un bellissimo colore verde.

Se volete scoprire le proprietà del tè macha vi lascio questo link

http://blog.thehoneyland.it/super-alimenti-biologici/te-matcha-proprieta-benefici-controindicazioni/

Questa cheese cake l’ho creata per un catering vegetariano, è piaciuta talmente tanto che ho deciso di pubblicare la ricetta.

Ingredienti per uno stampo da 18 cm rettangolare:

Per la base:

180 gr biscotti secchi al cioccolato pan di stelle

50 gr burro

Per la crema:

250 gr ricotta

170 gr yogurt greco

250 gr Philadelphia

3 cucchiaini di tè macha

6 cucchiai di zucchero

2 uova

Succo di un limone

1 cucchiaino di agar agar

Per la glassa al cioccolato:

100 gr cioccolato fondente

20 gr burro

1 cucchiaino di miele d’acacia

Procedimento:

  1. Nel mixer tritate i biscotti con il burro fuso, disponete il composto nella tortiera e pressate bene, fate riposare in frizzer una mezz’oretta.
  2. Con le fruste montare tuorlo e zucchero fino a ottenere un composto spumoso.
  3. Montare le chiare a neve.
  4. In una ciotola unire ricotta, Philadelphia e yogurt, il succo di limone, il tuorlo montato e amalgamare bene.
  5.  Incorporare il tè macha, e per ultime le chiare montate a neve.
  6. Versate il composto sul fondo che ormai sarà solidificato, infornate a 180° per un’ora, quindi fate riposare un’ora in frigo a forno spento.
  7. Sciogliere il cioccolato nel microonde, aggiungete il burro e il miele, mescolate bene, quando il dolce sarà freddo glassate a piacere e servite.

Branzino al sale con coriandolo e aglio nero, in abbinamento Soave Classico Pieropan

L’altra sera per la prima volta ho provato a cucinare il branzino al sale, devo dire sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo metodo di cottura.

Il pesce assimila solo la quantità necessaria, allo stesso tempo il sale protegge la carne del pesce che rimane morbida e succulenta.

Ho deciso di aromatizzare utilizzando coriandolo fresco e aglio nero, il coriandolo detto anche prezzemolo Cinese, erba aromatica che adoro, dal gusto deciso, dell’aglio nero che dire, prima volta che lo uso e devo dire che le aspettative riguardo alta digeribilità si sono rivelate vere, ormai è facile anche da reperire, se volete informazioni più dettagliate si questi ingredienti vi lascio dei link di seguito:

http://www.viversano.net/alimentazione/mangiare-sano/coriandolo-proprieta/

https://www.bonduelle.it/cookblog/vegetal-news/aglio-nero-vantaggi-proprieta-benefici/

In abbinamento a questo secondo di pesce consiglio Soave classico Pieropan, giallo paglierino chiaro con riflessi verdognoli. Al naso esprime note fresche e delicate che ricordano i fiori di vite, il ciliegio, il sambuco. In bocca è asciutto, sapido, piacevolmente armonico ed equilibrato. Ottimo anche come aperitivo, il Soave Classico di Pieropan accompagna molto bene primi piatti a base di verdure come asparagi, piselli, zucchine, uova, pesce di mare e di lago.

http://www.pieropan.it/

Ingredienti per 4 persone:

4 branzini circa 400 gr cadauno

3 kg di sale grosso

Coriandolo

3 spicchi Aglio nero

2 limoni

200 ml di vino Soave Classico Pieropan

Procedimento:

  1. Lavate bene i branzini in acqua corrente, io di solito li faccio pulire al pescivendolo.
  2. Preparate un trito di coriandolo e aglio nero, farcite ogni pesce.
  3. Su placca da forno disponete circa la metà del sale, adagiate il pesce e coprite con il restante sale, compattate con le mani.
  4. Bagnate la superficie con il vino bianco, infornate a 190° per 30 minuti.