Spaghetti di farro integrale alla crudaiola

Mangiare bene non  vuol dire rinunciare al gusto e alla creatività. Vi lascio questa ricetta che prevede l’utilizzo di una pasta realizzata con un cereale nobile quale il farro, buona fonte di proteine e ancora migliore fonte si selenio per di più integrale, che viene condito con un sugo preparato interamente a crudo, ricetta vegana e che mantiene il più possibile intatto il gusto degli alimenti.

Ingredienti per 4 persone:

360 gr spaghetti farro integrale

1 pomodoro ramato

1/4 di cipolla rossa di tropea

2 cucchiaio di capperi dissaralati

30 olive verdi denocciolate

prezzemolo e basilico tritati qb

sale

Procedimento:

  1. fate bollire l’acqua, salate e buttate la pasta…
  2. nel frattempo che la pasta cuoce tritate nel mixer il pomodoro, i capperi, le olive, la cipolla e il basilico, tritate pure grossolanamente.
  3. scolate la pasta e condite con il sugo, aggiungete abbondante prezzemolo tritato.

Spaghettoni croccanti in abbinamento The Lady Ferro 13

Un’ alternativa al solito spaghetto, il croccante, l’ amaro, pungente e dolce tutto in un piatto, ricetta per una cena easy trà amici in cui tutte le componenti possono essere preparate in anticipo e assemblate poi al momento del servizio, magari tutti assieme.

Nell’ottica di questa cena conviviale/attiva (passatemi il termine) ho pensato di abbinare un vino assaggiato all’ultima edizione di Vinitaly il The Lady Pinot Grigio di Ferro13, una cantina che è rimasta impressa per il vino e la creatività nel mettere il piedi il progetto di questi amici che si identificano con i vini che producono e che vi invito a scoprire nel loro sito…

http://www.ferro13.it/

In particolare oggi abbino il The Lady Pinot Grigio DOC delle Venezie, nasce nelle colline del Veneto Orientale, gradazione sui 12%, un vino da servire fresco ma non troppo per non intaccare la sua nota aroamtica, secondo me il giusto filo conduttore degli ingredienti di questo piatto che in apparenza è composto da ingredienti slegati trà loro, ma ad ogni boccone creano una sensazione.

Ingredienti per 4 persone:

300 gr spaghettoni quasrati 413 De Cecco

3 cucchiai di formaggio grana grattugiato

20 pomodorini datterini

2 rametti di rosmarino

1 cucchiaino zucchero

60 gr di patate

20 olive nere

3 zucchine di medie dimensioni

1 spicchio d’aglio

olio evo

sale

Procedimento:

  1. Lavate i pomodorini e asciugateli bene, foderate placca forno con apposita carta, adagiate i pomodorini sulla placca, aggiungete sale, zucchero, rosmarino e olio evo, fate cuocera confit a 100° in forno ventilato per 2 ore e mezza.
  2. Pomodorini confit
  3. In abbondante acqua salata portate a cottura gli spaghetti, scolate, condite con grana padano grattugiato e un filo d’olio. A questo punto potete decidere di creare la forma che volete, dei nidi negli stampi da muffin, oppure dei torciglioni di spaghetti nella placca del forno, coprite con pellicola e fate raffreddare.
  4. Stampi per muffin
  5. Sbucciate la patata e tagliatela a tocchetti, fate cuocere con mezzo bicchiere di acqua al microonde per 3 minuti, salate.
  6. Aggiungete alla patata le olive nere e frullate con frullatore a immersione con un filo d’olio fino ad ottenere una crema.
  7. In una padella fate soffriggere con olio evo l’aglio, aggiungete le zucchine tagliate a rondelle e fate cuocere saltando di continuo per 5 minuti fino a farle dorare.
  8. Accendete il forno a 160°, fate cuocere i vostri spaghetti per 10 minuti fino a quando il grana sciogliendosi li renderà croccanti.

impiattate sul fondo la crema di olive, gli spaghetti croccanti, le zucchine e i pomodorini confit che possono essere anche a temperatura ambiente, quarnite con qualche ago di rosmarino croccante che avete lasciato da parte dopo la cottura dei pomodorini.

impiattamento a nido

Gnocchetti sardi allo zafferano

Vi prometto che in 20 minuti preparerete questo piatto, buono, saporito e bello… in pratica il tempo che l’acqua arrivi a bollore…

Inoltre sono ingredienti che tutti abbiamo in casa.

Ingredienti per 4 persone:

360 gr di gnocchetti sardi

2 gr zafferano

250 gr ricotta vaccina

Acqua di cottura della pasta

2 cucchiai pane grattugiato

3 cucchiai prezzemolo

Olio evo

Sale

Procedimento:

  1. Nel mixer piccolo frullate del pane raffermo con il prezzemolo e un cucchiaio di oliobevo, otterrete la panatura che dovrete solo far rosolare in padella.
  2. Portate a bollore abbondante acqua salata, cuocete i gnocchetti.
  3. Mentre cuociono gli gnocchetti nel mixer frullate ricotta, zafferano e un mestolo di acqua di cottura, aggiustate di sale. Il composto deve essere molto cremoso, quindi se serve aggiungere ancora acqua di cottura.

Come promesso ricetta fast, mantecate gli gnocchetti con la crema ottenuta, impiattate e guarnire con la panatura.

Maccheroni al ferretto cremosi

Oggi vi voglio illustrare il favoloso piatto di pasta che mi sono preparata il 25 aprile, dopo una bella camminata di 6 km sulle rive del fiume Adige, fiume che attraversa la mia città Verona, una passeggiata rilassante immersa nella natura, finalmente accompagnata da un bel sole.

Camminata per piacere e benessere personale ma anche come preparazione alla Treviso in rosa 2018, e dopo l’attività fisica cibo per il corpo e per la mente. Ho deciso di preparare i maccheroni al ferretto con crema di fave e Primolight un’altro buonissimo formaggio Tomasoni, con il 60% di grassi in meno rispetto al solito stracchino senza trascurare il gusto però, formaggio molle ad alta digeribilità.

Primolight

https://www.caseificiotomasoni.it/it/prodotti/item/6-stracchino-primolight

Poi le fave un legume che adoro, a pertire dal loro colore verde brillante, fonte di proteine, fibre e sali minari.

Ingredienti per 4 persone:

360 gr maccheroni al ferretto

200 gr di fave sgusciate

80 gr Primolight Tomasoni

1 scalogno

100 gr nocciole

olio evo

sale

pepe nero

rosmarino

Procedimento:

  1. Fate cuocere le fave a vapore per 20 minuti, con un rametto di rosmarino e lo scalogno tritato, io prediligo la cottura a vapore perchè altera di meno l’alimento e non modifica il colore dell’alimento.
  2. Quando le fave saranno cotte eliminate il rametto di rosmarino, frullate con frullatore a immersione le fave e lo scalogno, aggiungendo pocchissima acqua, quel che basta per renderla cremosa. Aggiustate di sale, aggiungete lo stracchino e frullate ancora, dovrà risultare una crema liscia e vellutata.
  3. Portate a bollore abbondante acqua salata nella quale andrete a cuocere la pasta.
  4. Scolate la pasta e saltate in padella mantecando con la crema ottenuta in precedenza e pepe nero.

 

Torta soffiata

Altra proposta per colazione o merenda, una maniera per mangiare cereali, in questo caso il miglio, niente vieta però di cucinarla anche con riso soffiato, quinhoa o farro…

Il miglio cereale quindi energia immediata, benessere, se volete saperne di più:

https://www.greenme.it/spazi-verdi/naturomania/549-miglio-proprieta-utilizzi

Ottima ricetta anche per esaurire scorte di cioccolato…

Ingredienti:

Per la torta

130 gr di miglio soffiato

350 gr cioccolato, misto latte e fondente

200 ml latte

Fragole

Per la crema mou

250 ml panna

200 gr zucchero

1 bacca di vaniglia

2 cucchiai di acqua

Procedimento:

  1. Versate il miglio soffiato in una ciotola e versate al suo interno anche il latte, mescolate bene.
  2. Spezzettate il cioccolato e scioglietelo al microonde per un minuto, mescolate bene.
  3. Unite il cioccolato al miglio soffiato e amalgamare. Versate il composto in una tortiera foderata con carta forno.
  4. Fate attenzione a lasciare una nicchia che servirà a contenere la crema mou. Ora la torta va in frigo, si deve compattare, anche tutta la notte.
  5. Preparate la crema mou, in un pentolino versate lo zucchero con 2 cucchiai di acqua, sciogliere a fuoco basso senza mescolare.
  6. Quando lo zucchero inizia a colorirsi togliete il pentolino dal fuoco e unite la panna, mescolate bene e fate cuocere ancora 10 minuti a fuoco basso.
  7. Quando la crema si sarà intiepidita versate nella nicchia che avete lasciato nella torta, fate rassodare un’ora in frigo.
  8. Torta soffiata

    A piacere potete guarnire con frutta fresca

 

Persico con coriandolo e asparagi

Chi ha detto che per cucinare buono e bello ci vuole tanto tempo? Vi racconto di questa ricetta, non vi daró dosi precise perché solo voi sapete chi avete a tavola e quanto appetito hanno… ore 17.50 esco da lavoro e penso… che cucino? Pesce! Pescivendolo, preso Pesce Persico, penso che verdure ho? Proprio ieri a un mercatino ho preso degli asparagi verdi bellissimi, poi a casa troverò il resto.

Mi metto ai fornelli, lavo gli asparagi e li privo del gambo, li trasferisco bel cestello per cottura a vapore, un pizzico di sale e a cuocere per 10 minuti, quando sono cotti li condisco con olio evo e aceto di mele.

Taglio il persico a cubetti, faccio soffriggere aglio con un filo d’olio, aggiungo il pesce e cuocio per5 minuti.

Bel mixer frullo qualche foglia di coriandolo con succo di mezzo limone e olio evo, aggiungo peperoncino in polvere che serve a insaporire e a limitare l’uso del sale.

Impiatto con un coppa pasta per dare una forma carina, aggiungo gli asparagi, condisco con il pesto di coriandolo, ore 19.30 cena in tavola!

Qualche info su Pesce Persico e i benefici del peperoncino:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Perca_fluviatilis

https://www.deabyday.tv/cucina-e-ricette/abc-della-cucina/guide/6811/Come-sfruttare-il-peperoncino-in-cucina-e-non-solo.html

Se poi come me la mattina avete cotto un fantastico pane fatto in casa…

Pane con licoli farina1 e tritordeum

Tartellette di riso Venere

Non so voi personale non sono mai stata un’appassionata della colazione, per questo ho sempre bisogno di creare una valida alternativa al solito biscotto.

Queste tartellette sono l’ideale, senza burro, farina di riso Venere, deliziosa marmellata e yogurt alimento sano ricco di fermenti.

Ingredinti per 4 tartellette, stampo cm 10:

Per la pasta:

115 gr farina di riso Venere

50 gr zucchero bianco

25 gr olio evo

1 uovo

legumi secchi per cottura in bianco

Per la marmellata di fragole:

500 gr fragole

4 cucchiai di zucchero

Succo di un limone

 

150 gr yogurt greco

Procedimento:

  1. preparare la pasta, nella planetaria sciogliete lo zucchero con l’uovo, aggiungete la farina e l’olio, impastate fino ad ottenere un’impasto omogeneo, avvolgete nella pellicola e fate riposare in frigo un’ora.
  2. preparate la marmellata, tagliate a pezzetti le fragole, tenendone da parte qualcuna per guarnizione. In una casseuola fate cuocere a fuoco medio le fragole il succo di limone e lo zucchero, fate cuocere e restringere il tutto, quindi fate raffreddare.
  3. stendete la pasta con il mattarello, spessore 5mm, oleate leggermente lo stampo, stendete la pasta nello stampo rifilando i bordi, stendete sull’impasto della carta forno e adagiate sopra di essa dei fagioli essiccati, cuocete in forno a 180° per 20 minuti+5 minuti senza legumi  e carta forno.
  4. Dalla pasta stesa ricavate della mezze lune, circa la metà dello stampo, foratele con una cannuccia a simulare i puntini della fragola, cuocete in forno circa 15 minuti
  5. Versate all’interno 2 cucchiai di yogurt per ogni tartelletta, coprite con marmellata.
  6. Coprite parzialmente con le mezze lune preparate in precedenza, servite con fragole fresche.
  7. edf

#youngtoyoung18 tasting

Anche per l’edizione numero 52 di Vinitaly continua il progetto youn to young, un’idea nata con l’ente fiera per dar modo ai giovani produttori di vino di farsi conoscere, oltre che partecipando alla manifestazione, diventando oggetto di articoli su blog e post su canali social dei blogger stessi, una bella iniziativa che da modo ai giovani produttori di far degustare i loro prodotti e di raccontare anche la loro storia, il perchè si sono avvicinati al mondo vino e cosa hanno fatto oppure vogliono fare per migliorarlo.

tasting

 

La degustazione di oggi domenica prevede tre vini e quindi tre cantine, partiremo dalla Sicilia per poi passare per il Piemonte e terminare il nostro viaggio in Toscana, dopo aver partecipato alla degustazione ho deciso di impostare l’articolo scrivendo in un primo momento della cantina in generale, quello che si può leggere ad esempio nel sito internet, poi parlare della sensazione e di cosa ha trasmesso il vino e la persona che ce lo ha illustrato.

http://cantinefina.it/

“Carattere” è la parola d’ordine di Bruno Fina e dei suoi figli.

Cantina Siciliana,  i vini Fina hanno il calore familiare e l’esperienza di chi il vino lo ha sempre fatto e lo ha sempre saputo raccontare, ed è in questo modo che si trasmette il carattere ereditato dal territorio e l’armonia degli uomini che quotidianamente ricercano l’eccellenza.

Dopo la degustazione…

Intervenuta alla degustazione Federica Fina, giovane enologa che per il poco che ho potuto capire ha sicuramente ereditato la passione dal padre, creatore e sognatore della cantina Fina, nelle parole di Federica si percepisce passione per il lavoro che svolge e per la sua terra la Sicilia, anche quando racconta che all’inizio giravano per i ristoranti per far conoscere il loro prodotto, per dopo qualche anno vendere in soli tre mesi 8000 bottiglie di vino.

Kebrilla Grillo, il vitigno Grillo 100%, chi mi conosce sa che amo i bianchi fermi, ma questo ha colpito dritto al cuore, Note agrumate miste al profumo di ginestra dal colore giallo paglierino… non vedo l’ora di abbinarlo a una ricetta di pesce.

https://www.cantinaolivero.it/

L’azienda agricola è situata nel comune di Cassine, nell’Alto Monferrato, dove la coltivazione della vite ha origine antichissima e ancora oggi è l’attività prevalente, favorita dalle particolari condizioni e caratteristiche del suolo e del clima. Dal 1915, quattro generazioni della stessa famiglia coltivano i vigneti di proprietà, dai quali nascono i vini conosciuti e apprezzati dalla clientela italiana e estera.

Dopo la degustazione…

Daniele Olivero è uno di quei giovani Italiani che invece di fuggire all’estero dopo la laurea ha deciso di restare e nel 2014 di inserirsi nell’azienda di famiglia che vanta una storia enologica lunga un secolo.

Barbera dAsti “Filari Corti” ha un bel colore rosso rubino intenso ed un profumo che ricorda la frutta rossa. L’affinamento gli conferisce note speziate e può essere degustato al meglio accompagnando primi piatti sostanziosi come grigliate di carne, bolliti, arrosti, brasati, salumi, formaggi, ad una temperatura di circa 20°avendo l’accortezza di aprire la bottiglia una mezz’ora prima. Vitigno Barbera.

 

http://www.carpineto.com/

Era il 1967 quando Giovanni Carlo Sacchet ed Antonio Mario Zaccheo fondarono la Carpineto col proposito di produrre un Chianti Classico di livello internazionale.  I due soci videro nella Toscana un enorme potenziale, dove poter produrre grandi vini applicando le tecniche più all’avanguardia e aumentare gli standard qualitativi dell’epoca. Innovatori per tradizione, Sacchet e Zaccheo, insieme alle loro famiglie, continuano a sperimentare, sempre nel rispetto dei grandi valori storici della Toscana: la linea di prodotti Carpineto include infatti vini delle più prestigiose DOCG fino a vini varietali di grande struttura.

Dopo la degustazione…

Caterina Saccet si laurea come enologa e sceglie di seguire le orme del padre, entrando in cantina e seguendo tutti gli aspetti, dalla vinificazione all’etichetta, ad oggi i vini Carpineto sono esportati in 70 paesi. Oggi assaggiamo questo Rosso Dogayolo chiamato schersozamennte da Caterina baby super tuscan, perchè rispetto ai vini toscani di solito molto invecchiati questo è un vino giovane.

Rosso Dogajolo la forza della gioventù, la maturità del legno, Sangiovese e Cabernet. Rosso rubino vivo. Vinoso e nello stesso tempo fruttato, con sensazioni di ciliegia, gradevoli i sentori di vaniglia, caffè e spezie. Per le sue caratteristiche fruttate, può essere consumato anche con i primi piatti e carni bianche ma il meglio di sè lo dà con piatti di sapore come i piatti tipici regionali, con gli arrosti, con la carne.

Una cosa che accomuna tutti e tre questi giovani produttori è la passione, passione per il vino, passione per la terra, passione per una realtà familiare creata e fatta crescere.

edf

Gateau di verdure con stracchino senza lattosio

Questa è la secoda ricetta che preparo con i prodotti ricevuti dal caseificio Tommasoni, prima di entrare nel vivo con ingrediente ecc vi volevo raccontare un’evento che da un’anno a questa parte un po’ la mia vita “culinaria” l’ha influenzata.

L’anno scorso più o meno in questo periodo ho partecipato a un tour organizzato a Venezia all’interno del Ghetto Ebraico, alla scoperta della cultura, della religione visitando bellissime sinagoghe, e sopratutto alla scoperta della cucina Ebraica, delle regole base  dettate dalla Torà e della cucina Kosher.

Per la cucina Kasher non vanno mai mescolate carne e latticini, in ben tre passi della Torà si raccomanda di non cuocere “il capretto nel latte di sua madre”, per questo motivo gli ebrei osservanti hanno due servizi di piatti e stoviglie diversi, scomparti distinti in frigorifero, ed anche spugne separate, inoltre esistono ristoranti detti di pesce e ristoranti di carne, come detto prima nei ristoranti di carne non si servono e non si usano latticini. Se vi va di aprofondire questo argomento vi lascio questo interessante link

http://www.italykosherunion.it/it/cosa-e-il-kosher/

Tornando a noi ho voluto fare mia per quanto possibile questa regola, in primis perchè la reputo sensata, quindi cerco di preparare piatti vegetariani e vegani il più possibile, limitando il consumo di carne.

In preparazione alla Tomasoni run experience ho deciso quindi di proseguire in questa scelta e di preparare con i prodotti ricevuti piatti vegetariani, leggeri e sani ma sempre e comunque saporiti e mai banali.

Per la ricetta di oggi vi propongo un gateau di verdure svuota frigo, nel senso che può essere preparato con tutte le verdure che avete, a completare il piatto lo Stracchino senza lattosio Tomasoni e deliziosi asparagi verdi.

https://www.caseificiotomasoni.it/it/

Stracchino senza lattosio

Ingredienti per tre cocotte cm 12×12:

300 gr di verdure tagliate a julienne

100 gr stracchino senza lattosio

80 gr grana padano grattugiato

2 uova

80 gr farina di riso

sale

pepe verde

olio evo

Procedimento:

Questa ricetta può essere preparata con tutti i tipi di verdura, io nello specifico ho usato zucca, patate viola, carote e porro, tagliate sottili a julienne.

Montate gli albumi a neve, in un’altra ciotola mescolate le verdure, i tuorli, 2/3 dello stracchino, il grana padano, sale, pepe, mescolate bene quindi aggiungete albumi e mescolate.

Ungete leggermente le cocotte con olio evo, versate il composto e con un cucchiaio livellate.

Aggiungete sopre le verdure il restante stracchino, un filo di olio e infornate a 190° per 25/30 minuti, io ho accompagnato con degli asparagi verdi cotti a vapore e conditi con sale e aceto balsamico.

Il riso e un po’ della sua storia

Il riso è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Graminacee. Questo cereale è molto nutriente, fonte importante di carboidrati, contiene proteine e minerali ed è privo di glutine. E’ un cereale molto antico, tra i primi ad essere utilizzato. Soprattutto in passato rappresentava l’unico mezzo di sostentamento e guadagno per molte popolazioni e ancora oggi la sua produzione è fondamentale. Originariamente erano due le specie importate in Italia:
• “Oriza Sativa” specie di origine asiatica, la più importante
• “Oryza Glaberrima” specie di origine africana, coltivata sempre più di rado
Dalla prima, derivano tre sottospecie: Indica (coltivata maggiormente in India), la Javanica (diffusa in Indonesia) ed infine la Japonica (adatta alle zone temperate), da cui derivano le varietà più comuni delle nostre zone come Vialone Nano, Carnaroli, Arborio, Roma e Baldo.
Dopo la preparazione del terreno, nel mese di aprile, viene effettuata la semina. Successivamente le risaie vengono allagate per proteggere le piantine dall’escursione termica tra il giorno e la notte. In questa fase la cura delle piantine era anticamente affidata alle Mondine: lavoratrici stagionali che si occupavano di “mondare” la pianta cioè pulirla dalle erbe infestanti. Un lavoro molto faticoso che prevedeva che esse rimanessero a schiena curva e con l’acqua fino alle ginocchia. Il loro abbigliamento caratterizzato da un fazzoletto legato sul viso, gonna lunga e cappello a tesa larga ha ispirato parecchi film come ad esempio “La ragazza del fiume” interpretato da Sofia Loren.
Quando il riso è maturo, nel mese di settembre, le spighe vengono raccolte e portate nelle Riserie, che vengono chiamate Pile. Qui le spighe subiscono la “pilatura” che consiste nel venir schiacciate allo scopo di eliminare la pula (buccia della spiga). Anticamente, In questa fase, il riso viene battuto dai piloni di legno di melo all’interno di conche scavate in blocchi di marmo rosso di Verona azionate da grandi ruote grazie alla forza dei corsi d’acqua. Successivamente il riso buono veniva diviso dai chicchi rotti o non maturi. Quest’ultima operazione veniva sapientemente effettuata dal Piloto: il gestore della Pila che storicamente era il custode dei segreti della lavorazione del riso. Tradizionalmente, la domenica, il riso veniva cucinato con un battuto di lardo, burro e pomodoro. Questa ricetta antica è tutt’ora conosciuta a tutti come ”riso alla Pilota”.
Oggi la lavorazione con vecchi pestelli vienemantenuta per una selezione speciale di risi. Comunemente viene effettuata con macchinari ad aria compressa, seguita dalla sbiancatura attraverso un processo meccanico di sfregamento.
Per regolarizzare la sempre maggiore produzione di riso in Italia, nel 1931 venne istituito” l’Ente Nazionale Risi”, il quale isituì la divisione delle varietà in quattro gruppi di appartenenza: fino, semifino, superfino e comune.
Nel territorio veronese, la varietà di riso maggiormente prodotta e consumata è il Vialone Nano, che attraverso un lungo iter, nel 1996ottiene l’Igp per primo in Europa e unico in Italia.
La coltivazione del riso in questo territorio ha una tradizione antica. Ancora oggi viene conservata e valorizzata grazie alla nuova generazione di pilatori che con innovazione, tecnica e passione portano avanti questa tradizione.

Negli anni, l’importanza di questo alimento ha fatto si che nascessero fiere a lui dedicate nelle zone di coltivazione. La più importante è quella di Isola della Scala in provincia di Verona, che in concomitanza al periodo di raccolta, festeggia il riso con un grande evento nato nel 1996 e in continua espansione.
Allo scopo di valorizzare il territorio a vocazione risicola è nata la “Strada del Riso Vialone Nano Veronese Igp”. Associazione riconosciuta dalla Regione Veneto. La Strada del riso è un percorso che si snoda nella provincia su occidentale di Verona, strade di campagna che attraversano risaie, ville, corti, vecchi borghi storici dal fascino antico.

Fonti:

http://www.risoferron.com/it/

https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/stortina-veronese/

https://ptrc.regione.veneto.it/pianure-e-valli-grandi-veronesi