Ciambella con ricotta, fragole della Lessinia e sciroppo di sambuco

Come ormai avrete capito quest’ anno le mie vacanze sono state all’ insegna della montagna, della Lessinia per la precisione.

In una settimana ho cercato di pianificare visite ad alcune malghe che mi interessava vedere, visitare.

Ma ho cercato anche di sfruttare I prodotti locali per preparare si delle ricette per il blog, ma anche altrimenti sani da consumare durante il soggiorno.

Da qualche anno recandomi in queste zone ho visto spuntare qualche coltivazione di fragole e frutti di bosco.

Ora per questa forma di agricoltura parlando con persone del luogo sono emersi pareri discordanti, chi è a favore per I posti di lavoro creati, chi contrario per la modica parziale del panorama.

In effetti per alcune di queste coltivazioni essendo installate sul lato della montagna le serre restano a vista, io non mi voglio esprimere, la ragione sta sempre nel mezzo, so solo che da anni in pianura in zone vocate alla coltivazione di questo frutti non trovavo fragole così piccole, dolci, sode e saporite.

Per trovare le aziende agricole ho fatto una breve ricerca in internet, sul sito del Parco naturale regionale della Lessinia, poi ho pensato di utilizzare altri due prodotti tipici e si facile reperimento in zona.

La ricotta fresca per cui mi sono recata vicino a Velo Veronese al Caseificio dalla Valentina, caseificio che gode di un panorama bellissimo, per dire tutta la verità non mi sono limitata alla ricotta, ho fatto scorta di yogurt e Cimbretto, formaggio semi stagionato dal gusto leggermente piccante.

Altro ingrediente lo sciroppo di sambuco, quello chiaro ricavato dai fiori, dolce ma non troppo e dal colore neutro, acquistato da Terra Cimbra di Bosco Chiesanuova.

Vi consiglio di tenere sempre in casa questo sciroppo, mescolato con acqua è dissetante, un toccasana contro il raffreddore.

Non essendo nella mia cucina le dosi sono indicate in bicchieri, cucchiai ecc, il dolce cotto con il forno versilia, lo stampo a ciambella che si usa sul fornello a gas.

Ingredienti per stampo ciambella 28 cm:

5 cucchiai di ricotta fresca

600 gr di fragole

1 bicchiere scarso di sciroppo di sambuco

3 bicchieri di farina 0

1 bicchiere di zucchero

1/2 bicchiere olio evo

2 uova

1 limone

1 bustina lievito per dolci

Procedimento:

Lava le fragole, asciuga bene e leva il picciolo, taglia ogni fragola a metà, le mie erano piccole.

In una ciotola mescola, zucchero e uova fino a sciogliere lo zucchero.

Aggiungi ricotta, olio evo e mezzo bicchiere di sciroppo di sambuco. Mescola bene.

Aggiungi farina e lievito, mescola bene, otterrai una crema.

Ungi la teglia con olio evo, infarina.

Versa metà del composto pareggiando con un cucchiaio.

Disponi al centro una parte delle fragole, fai due giri.

Le fragole rimaste mettile in una ciotola a macerare con sambuco rimasto.

Copri con il restante impasto e termina con ancora due giri di fragole.

Cuoci a fiamma bassa per 1 ora e 40 minuti, controlla la cottura con con lo stuzzicadenti.

Mentre la torta si raffredda in un pentolino dai scaldare le fragole lasciare macerare, dopo soli 5 minuti si formerà una purea deliziosa di colore rosso, aggiungi succo di limone e lascia raffreddare.

Una volta tolta la torta dallo stampo bagna con lo sciroppo di fragole e sambuco.

Se non sparisce tutta subito conserva in frigo.

Insalata bresaola rucola e mela verde al pepe rosa

Per l’insalata che vi presento oggi ho pensato a lungo ad un nome, alla fine la mia mente mi riportava sempre alla sensazione che provo quando la mangio: un’esplosione di gusto per le papille gustative.

Insalata leggera, fresca, adatta per pause pranzo, ma anche cene tra amici, sopratutto nel periodo estivo.

Ingredienti per 4 persone:

200 gr bresaola

300 gr di rucola

2 mele granny smith

Olio evo

Aceto balsamico

Sale rosa

Pepe rosa

1/2 limone

Procedimento:

  1. Lavala rucola e asciuga bene.
  2. Lava le mele, io non le sbuccio perchè molte delle proprietà nutritive sono nella buccia. Grattugia a julienne, bagna con il succo del limone per evitare che anneriscano.
  3. Disponi la bresaola in 4 piatti che poi servirai direttamente.
  4. Aggiungi la rucola sopra la bresaola, a questo punto conditesci il piatto con emulsione di olio evo, aceto balsamico, sale rosa e pepe rosa che avrete preparato in precedenza. Fai attenzione a tenere le bacche di pepe rosa da parte.
  5. Termina il piatto con le mele grattugiate e un tocco di pepe rosa.
  6. Per completare il tutto un buon calice di vino, un bianco fermo e fresco, aromatico, ad esempio un Friulano DOC.

La vera Lessinia

A luglio sbirciando il blog mi sono resa conto di non aver mai parlato di Lessinia e dei suoi prodotti.

Succede sempre così, si gira per il mondo e si finisce col trascurare quello che di bello c’è a un’ora da casa.

Ho pensato di chiedere “aiuto” a una persona conosciuta personalmente a giugno, ma che seguivo sui social da qualche tempo.

Un professionista innamorato e appassionato di Lessinia il fotografo Marco Malvezzi

Ho contattato Marco dicendo semplicemente che non mi sarebbe piaciuto visitare il solito posto turistico. Mai come quest’ anno sento il bisogno di cose belle e di realtà vere.

Abbiamo parlato un po’ di vari luoghi, poi mi ha raccontato di Malga Camporetratto e li gli ho risposto MI HAI CAPITA!

Così ci diamo appuntamento per I primi di agosto quando finalmente avranno inizio le tante attese ferie.

Decidiamo per un martedì, giorno meno preso d’ assalto dal turismo mordi e fuggi.

Così tra chiacchere ed aneddoti raggiungiamo la Malga, distante da Erbezzo quel tanto che basta per ritrovarsi quasi soli a guardare il paesaggio.

Ci accoglie l’ aria frizzante dei pascoli, le mucche regine incontrastate dei pascoli e le belle costruzioni che compongono Malga Camporetratto.

La casara del 1802 dove ogni mattina viene prodotto il formaggi tipo monte e la caciotta fresca, dimenticavo che col siero estratto dalla produzione dei formaggi fanno anche la ricotta!

Lessinia La casara

La bellissima stalla della prima metà dell’ ottocento con delle volte semplicemente incantevoli.

Lessinia La stalla

Incontriamo Ettore che dal 1950 è di fatto il malgaro, colui che produce il formaggio, nonostante I suoi 84 anni tutte le estati è qui in malga.

Lontano da disciplinari e schemi troppo rigidi, con il sapere di chi fa lo stesso gesto da sempre, Ettore a primo impatto timido, riservato, ma in realtà una persona che ha ranto da dire.

Intendiamoci, non a tutti, solo a chi ha voglia di stare a sentire.

Poi Renato e Sara, l’ animo giovane di questa realta.

Renato ci fa visitare la casara, illustra come avviene la produzione e la stagionatura del formaggio.

Tipo Monte

In genere del formaggio tipo Monte ne viene prodotta una forma al giorno, unendo il latte scremato della mungitura della sera con il latte munto al mattino.

Si porta il tutto a 35°, si aggiunge il caglio vaccino e dopo circa mezzora la cagliata è pronta per essere rotta, poi si procede a mettere in forma.

Lessinia formaggio tipo Monte

Il formaggio ora può essere messo a stagionare, anche se avrà bisogno di cure continue. Pensate che per ottenere una forma di circa 7 kg occorre circa un quintale di latte.

La produzione in una stagione è di circa 100 forme.

La caciotta fresca

Per la caciotta fresca il procedimento è pressoché lo stesso, il latte unito delle due mungiture viene portato a 30°.

La rottura della cagliata in questo caso è grossolana, questo perché la caciotta va consumata fresca.

Si consuma generalmente dopo 15 giorni un mese.

Sara, con lei il feeling è stato immediato, parlare di km 0 di stagionalità e di progetti futuri e di Lessinia con lei è naturale.

Progetti futuri per la malga ma che non si possono ancora dire!

Che dire ci racconta del formaggio, dei prodotti, dei salumi che oltre ad essere parte del menù proposto in malga sono anche venduti nei vari mercatini a cui partecipa.

Di come anche lei si arrabbi quando sente parlare di fragole a dicembre, se avrete la voglia di andarli a trovare potrete anche voi capire quello che io pensavo da un po’.

Questi luoghi non hanno bisogno del turismo di massa, di aperitivi alla moda o che so io, qui c’è bisogno di gente consapevole che sale in questo luoghi chiedendo permesso.

Perché se decidete di arrivare a Malga Camporetratto che sia a piedi, in auto o in bici tutto quello che vi serve è la pace, una bella camminata e gustare gli gnocchi di malga di Sara, I salumi, formaggi, confetture e giardiniera, senza scordare un buon bicchiere di vino.

Ringrazio Marco Malvezzi per le foto.

I miei gnocchi di patate rosse di Valdiporro e caciotta fresca

Gnocchi di patate rosse di Valdiporro, carletti e caciotta fresca.

Secondo voi circondata da tanta bontà potevo non pensare a una ricetta?

Tornata a casa a Valdiporro dove passiamo le vacanze ho avuto l’ idea, uno dei prodotti tipici di questo paese è la patata in particolare quella rossa, qui trova un terreno nutriente, duro, che le conferisce mineralità e una consistenza croccante.

Erba spontanea che si trova nei mesi estivi in queste zone I carletti, di cui si consumano solo le foglie, dalla consistenza polposa e dalle propritá diuretiche e drenanti.

Non poteva mancare il formaggio, la caciotta fresca che abbiamo gustato a Malga Camporetratto, con il suo gusto di latte fresco dai sentori erbacei, risultato dell’ alimentazione naturale di queste mucche.

Ingredienti per 4 persone:

500 gr di patate

200 gr di caciotta fresca

100 gr di foglie di carletti

50 ml di latte intero

150 gr di farina 0

2 foglie di salvia

1 uovo

sale

pepe nero

olio evo

Procedimento:

Bollire le patate in acqua salata fino a quando saranno morbide, sbucciarle e schiacciarle con una forchetta, lasciare intiepidire.

Su una spianatoia inizia a impastare la purea di patate, farina e uovo, ottenuto un panetto compatto dividete in circa 10 parti.

Con le mani formare dei cilindri, quindi con un coltello tagliare gli gnocchi, circa 1,5 cm.

Schiaccia ogni gnocco su di una forchetta capovolta, si formeranno delle righe che tratterranno la fonduta.

Fai scaldare un filo di olio evo in padella, versa I carletti con le die foglie di salvia tritate, cuoci 5 minuti.

Taglia la caciotta a pezzetti e fai sciogliere in un pentolino a fuoco basso con il latte, aggiusta di sale.

Fai cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata giusto il tempo che salgano a galla.

Scola, condisci con la fonduta, I carletti e pepe nero.

Il rito estivo la conserva

Io senza nessun dubbio penso alla conserva di pomodoro, quel rito che ogni anno giunti in agosto si compie.

I pomodori ormai sono giusti a maturazione, anzi per la conserva di pomodoro servono molto maturi, e siccome non si butta niente si pensa all’ inverno e si trasformano in un delizioso succo che servirà poi per pasta, lasagna e chissà quale altro manicaretto.

Basta poco, pomodori buoni, magari del proprio orto come bel mio caso, sale un po’ di zucchero e se vi fa piacere sedano, carota e cipolla.

Ma in questa ricetta vi parlo anche di come un’ altro ortaggio può essere riutilizzato e non sprecato.

La rucola, anche in questo caso in orto abbonda, un modo diverso può essere quello di frullare la rucola e di aggiungerla all’ impasto con uova, farina e creare così una pasta colorata e dal sapore particolare.

Ingredienti per la conserva:

1 kg pomodori

2 carote

1 costa di sedano

1 cipolla

sale

1 cucchiaino di zucchero

Ingredienti per la pasta 4 persone:

300 gr farina semola rimacinata la Molisana

2 uova

100 gr rucola

50 gr acqua

Sale

Per terminare il piatto burrata e pepe nero

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo la conserva, trita sedano carote e cipolla e fai soffriggere con olio evo.

Inserisci I pomodori a pezzettoni, io uso I pomodori datterini, porta a bollore, abbassa la fiamma e fai cuocere a fuoco basso tre ore.

Filtra con il passa verdure, trasferisci nei vasetti mentre è ancora bollente, chiudi i vasetti e capovolgi in modo da creare il sottovuoto.

Nel boccale del frullatore a immersione inserisci la rucola, l’ acqua e il sale.

Cuoci al microonde per 1 minuto, frulla e trasferisci il boccale in acqua fredda, così la rucola resterà verde brillante.

Impastiamo! Sulla spianatoia versa la farina, crea una fontana e al suo interno versa le uova e il pesto.

Semola, rucola, uova

Con una forchetta inizia ad amalgamare il tutto, poi impasta con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio.

Stendi con il mattarello o nonna papera la sfoglia sottile, con un coltello a lama liscia taglia striscie alte 2 cm.

Con la rotella ricava dei rettangoli lunghi 4 cm, con una pinza pizzica al centro ogni rettangolo.

Farfalle

Porta a bollore abbondante acqua salata, cuoci la pasta, scola e condisci con conserva, burrata e pepe nero.

Estate pasta melanzane e basilico

Pasta melanzane e basilico

In estate è facile preparare piatti saporiti e colorati.

Dalla nostra parte vari ortaggi colorati, nel pieno del loro sapore e delle proprietà nutritive.

Ormai credo sia chiaro a tutti che la verdura e la frutta ha una stagionalità, questo indubbiamente dovuto al fattore climatico.

https://sian.aulss9.veneto.it/index.cfm?action=mys.page&content_id=959https://sian.aulss9.veneto.it/index.cfm?action=mys.page&content_id=959

Ingredienti per 4 persone:

360 gr di spaghetti

2 melanzane striate

20 datterini gialli

circa 30 foglie di basilico verde

sale nero

olio evo

una manciata di pinoli tostati

Procedimento:

Per prima cosa lava I pomodorini e la melanzana, quindi taglia la melanzana a cubetti e I pomodorini a metà.

Salta velocemente in padella I pomodorini con un filo di olio evo.

Cuoci anche le melanzane con filo di olio evo, sale e se serve portate a cottura con un po’ d’ acqua.

Lava il basilico e asciuga bene, versa le foglie nel boccale del frullatore a immersione, aggiungi 100 ml olio evo, pinoli e sale. Frulla il tutto.

Cuoci la pasta in abbondante acqua salata, scola e condisci con la crema di basilico, aggiungi poi melanzane e pomodorini.

Pesto home made

Bene o male tutti in estate abbiamo sul balcone, in giardino, nell’ orto una pianta di basilico.

Pianta aromatica dal profumo intenso e persistente, una volta raccolto anche molto delicata.

Va lavorata molto velocemente altrimenti si ossida, annerisce.

Ne risente il sapore ma anche l’ estetica, visto che parte della sua bellezza è anche il colore verde.

Io ho a disposizione una grande quantità di basilico e quando preparo il pesto ne faccio in grande quantità e lo conservo in frizzer.

Ingredienti:

20 foglie di basilico

150 ml di olio evo

1 cucchiaio di grana padano

1/2 spicchio d’ aglio

una manciata di pinoli

Sale e pepe

Procedimento:

Lava e asciuga bene le foglie di basilico.

Nel frullatore inserisci tutti gli ingredienti.

Frulla fino ad ottenere una crema, se serve aggiungi ancora olio.

Versa nei vasetti, chiudi e conserva in frizzer.

Oltre alla pasta ottimo per condire insalate di pesce e patate.