Tortini con le pere

Tortini pere cioccolato e fava tonka

Attraversiamo un periodo storico strano, spero sinceramente non capiti mai più. Ci siamo visti ridurre in modo drastico la libertà, a fin di bene e per il nostro bene.

Ma questo ha indubbiamente un risvolto anche negativo sul nostro essere, trovarsi di colpo a fare i conti con le restrizioni, cercare di uscire il meno possibile, anche il fare la spesa diventa un lusso.

Si cerca di ingannare il tempo facendo cose per cui abbiamo sempre poco tempo, leggere un libro sul comodino chissà da quanto, ma anche piccoli lavori di casa.

Chi per passione chi per lavoro sfoga la voglia di fare anche in cucina, provando sperimentando, ricreando in casa propria riti ormai quasi dimenticati perché abituati ad averli a portata di mano.

Ne è un’esempio la pizza, in questi giorni il levito di birra è quasi introvabile, è inutile gli Italiani più di chiunque altro quando hanno bisogno di conforto e rassicurazione si rifugiano nel cibo.

Io non amo fare i dolci, ma un dolce fatto in casa, pronto che ti aspetta per fare colazione è sempre cosa gradita, un dolce sano, preparato con le nostre mani. Si ha la sensazione di non restare con le mani in mano e di nutrirsi in modo corretto.

Ingredienti per 12 tortini:

  • 180 gr farina 0
  • 100 gr di zucchero
  • 2 pere williams
  • 90 gr gocce cioccolato
  • Fava tonka
  • 2 uova
  • 25 gr latte condensato
  • 90 gr olio di mais
  • 8 gr lievito per dolci

Procedimento:

Questi tortini li prepariamo utilizzando solo il mixer, quindi sporchiamo una sola ciotola.

Nel mixer uova e zucchero, azioniamo e lasciamo frullare per 1 minuto.

Aggiungi pere e olio di mais, frulla il tutto.

Grattugia la fava tonka nel composto, a piacere a seconda del gusto che volete ottenere, aggiungi il latte condensato e frulla.

Farina lievito e frulla ancora un po’, aggiungi le gocce di cioccolato e ,escola con la Marisa.

Trasferisci il composto nei pirottini, inforna 180° per circa 25/30 minuti.

Vi lascio il link alle stories in evidenza con le fasi di preparazione dei tortini https://www.instagram.com/stories/highlights/17869127077632208/?hl=it

Panini con uvetta

panini con uvetta

I panini con uvetta sono i miei preferiti da sempre, ogni volta che mi reco in panificio sono sempre la mia prima schelta.

Quel sapore dolce ma non troppo, quel gusto esplosivo quando incontri l’uvetta, ovviamente non potevo non farli in casa, sempre e solo con il mio inseparabile licoli Vito.

Ingredienti per 8 panini:

  • 90 gr farina Manitoba
  • 90 gr farina 0
  • 70 gr uvetta ammolata
  • 50 gr licoli rinfrescato
  • 110 gr di latte freddo più quello per spennellare
  • 40 gr zucchero, più quello per decorare
  • 1 cucchiaino di miele

Procedimento:

Per prima cosa rinfresca il lievito, 20 gr li licoli, 40 gr di acqua e 40 gr di farina, mescola bene, versa nel vaso e attendi il raddoppio.

Fai ammollare l’uvetta in acqua tiepida per 10 minuti, scola bene e asciuga.

Nella planetaria aggiungi la farina, nel contenitore dell’acqua versa il lievito, lo zucchero, il miele e mescola bene,

Aziona la planetaria, lavora la farina con la parte liquida fino a quando l’impasto sarà incordato, cioè resterà attaccato al gancio della planetaria.

Trasferisci in un contenitore dai bordi alti e lisci e fai raddoppiare a 26°.

Versa l’impasto sul piano di lavoro e ricava 8 parti da circa 55 gr,

Forma i panini facendo 2 giri di pieghe a 3 consecutive per ogni porzione, trasferisci in un contenitore coperto con pellicola e fai lievitare ancora 3 ore a 26°.

panini con uvetta
Panini con uvetta, seconda lievitazione

Trasferisci i panini su placca da forno coperta con carta, spennella con latte e zucchero, inforna a 220° per 5 minuti e poi 180° per 15/20 minuti.

Sofficissimi!

Risotto mirtilli e Lardo di Colonnata

Risotto mirtilli e Lardo di Colonnata

Adoro unire carne e frutta, trovo che la frutta mitighi tanto il sapore intenso che la carne può avere. Soprattutto quando si parla di un’alimento dal sapore impegnativo come il lardo.

Il Lardo di Colonnata eccellenza Toscana, si narra che sia stato scoperto nel 1800 da un cavatore impiegato appunto nelle cave del famoso marmo bianco Carrara.

Si dice che mise in un contenitore di marmo del lardo, delle erbe aromatiche e che così sia nato uno dei prodotti più conosciuti della Toscana nel mondo.

Consumato e preparato in molte regioni Italiane, ma il Lardo di Colonnata nel 2004 ha ottenuto il riconoscimento IGP. La sua produzione è regolamentata da disciplinare al fine di preservarne l’integrità.

Come detto l’abbinamento frutta carne mi piace molto, soprattutto quando si usa un frutto tendenzialmente acido.

Inoltre il mirtillo è un’anti ossidante naturale, una vaso dilatatore, quindi aiuta ad abbassare la pressione, una piccola perla viola.

Ingredienti per 4 persone:

  • 360 gr di riso Carnaroli Melotti
  • 150 gr mirtilli
  • 10 fette di Lardo di Colonnata
  • 1 lt di brodo vegetale (sedano, carota, cipolla)
  • 70 gr Robiola di capra Nonno Nanni
  • Maggiorana qb
  • sale

Procedimento:

Per prima cosa prepara il brodo vegetale, ricorda che se ne avanzi dalle preparazioni lo puoi surgelare.

Tieni da parte 4 fette di lardo che metteremo a crudo nel piatto, le restanti fette tagliale a pezzi e fai scigliere in padella, aggiungi i mirtilli e fai cuocere 5 minuti.

Con un frullatore a immersione trita tutto aggiungendo un mestolo di brodo.

Le fette di lardo rimaste vanno tagliate a strisce larghe circa 1 cm e tenute in frigo.

Scalda una casseruola e fai tostare il riso per qualche minuto fino a che toccandolo con le mani non sarà ben caldo.

Aggiungi il brodo e aggiusta di sale, a circa metà cottura aggiungi la crema di mirtilli e lardo.

Quando i riso sarà cotto aggiungi la robiola di capra e manteca mescolando energicamente, impiatta e guarnisci con lardo e mirtilli freschi.

Bigoli al torchio con ragù d’ anatra

bigoli con ragù d'anatra

Oggi affronto il tema ricetta tipica, come sapete sono Veneta e i bigoli in Veneto sono un’istituzione, a seconda della zona con le acciughe o con ragù d’anatra.

Ho deciso di riscoprire questo piatto per due motivi, i piatti regionali, locali vanno mantenuti vivi, perché la memoria storica non va persa ma anzi va alimentata.

Ci troviamo in un periodo non facile, il Covid 19 sta condizionando le nostre vite, dobbiamo cercare di non uscire, evitare luoghi affollati, allora quale migliore passatempo, riscoprire ricette e metodi antichi, mangiando rigorosamente Italiano.

Per preparare questo tipo di pasta, ma anche altri, dalla fine dell’ 800 venne impiegato un macchinario, el bigolar, il torchio.

Torchio
Il Torchio

Sostanzialmente un contenitore di ottone in cui viene inserito l’ impasto, schiacciato contro una trafila di rame mediante un movimento meccanico e con forza girando il manico che si vede in foto.

Questa la spiegazione tecnica, ora una parte poetica, tecnica di preparazione della pasta che prevede il lavoro di due persone. U

Utilizzato in tempi in cui le donne si occupavano della gestione di casa e famiglia.

Preparavano grandi quantità di bigoli, che venivano stesi ad asciugare a cavallo di bastoni di legno, in grande quantità perché dovevano sfamare la famiglia per tutta la settimana.

Era anche un lavoro di squadra perché se da un lato serve la forza, serve anche una persona che cosparga i bigoli con farina di polenta per evitare che si attacchino mano a mano che escono dalla piastra.

Conditi con ragù d’anatra, ma anche con le sue frattaglie, che è sempre stata presente nelle corti Venete, altro condimento eccezionale per questo formato di pasta la pasta di acciughe, trasformano questo piatto in un’ottima alternativa per i venerdì in quaresima.

Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta:

  • 150 gr farina 0
  • 150 gr semola rimacinata di grano duro
  • farina per polenta qb
  • 3uova
  • 2 tuorli
  • sale

Per il ragù:

  • Anatra possibilmente allevata a terra
  • 1 cipolla
  • Sedano una costa
  • 1 Carota
  • 200 ml di vino Bardolino
  • concentrato di pomodoro
  • maggiorana fresca
  • sale
  • pepe

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo il ragù, disossa l’anatra in modo da ricavarne la polpa, se non siete capaci potete chiedere al vostro macellaio.

Taglia la polpa a coltello, trita sedano, carota e cipolla e fai soffriggere con un pezzo di pelle dell’anatra che avrai tenuto da parte, questo passaggio insaporisce e evita di utilizzare altri grassi.

Aggiungi la polpa e fai rosolare, sfuma con il vino e fai evaporare, aggiungi il concentrato di pomodoro, maggiorana, sale e pepe, copri e lascia cuocere a fuoco basso per 2 ore.

Nel frattempo prepariamo i bigoli, spianatoia, farina a fontana, uova e tuorli al centro, pizzico di sale e impasta fino ad ottenere un panetto liscio, fai riposare coperto con pellicola per circa un’ora.

L’impasto dovrà essere abbastanza compatto, altrimenti i bigoli non manterranno la forma e si attaccheranno tra loro.

Inserisci l’impasto nel foro del torchio, con la pressione del manico ricaviamo i bigoli.

Man mano che i bigoli escono dalla trafila vanno cosparsi di farina per polenta, taglio netto con coltello e far asciugare appesi possibilmente su asta di legno.

A questo punto porta a bollore abbondante acqua salata, cuoci i bigoli 2 minuti, stiamo parlando di pasta fresca, condisci col ragù.

Babka speziata

babka speziata

La babka è un dolce a pasta lievitata tipico dell’Europa dell’est, si prepara per le feste in particolare per la Pasqua.

Impasto simile al pan brioche nella maggior parte dei casi casi viene semplicemente glassato, ma anche farcito con cioccolata o marmellata ai frutti di bosco.

Questa ricetta come molte altre faceva parte di una lista in cui appunto idee e preparazioni che mi piacerebbe preparare e rendere mie.

Il giorno in cui ho deciso di preparare la babka ho cercato anche una farcitura inusuale, pensando mi sono detta che, almeno per quel che mi riguarda, utilizzare le banane in un dolce è sempre difficile.

Allo stesso tempo ho voluto arricchire il sapore dolce della banana con 2 spwzie che amo e che a mio parere danno oltre che aroma calore, il cardamomo e la cannella in polvere.

Ingredienti per una teglia da plum cake:

  • 350 gr farina 0
  • 3 gr di lievito di birra fresco
  • 90 gr latte
  • 30 gr zucchero
  • 1 uovo
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 60 ml olio evo

Per la farcia:

  • 3 banane mature
  • 7 semi di cardamomo
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaino estratto di vaniglia
  • sciroppo d’acero
  • noci pecan

Procedimento:

Per prima cosa prepara la farcia, scalda il latte, versa i semi di cardamomo e la vaniglia, lascia in infusione per un paio d’ore.

Sbuccia le banane, taglia a pezzetti e fai cuocere nel latte aromatizzato da cui avrai tolto i semi, aggiungi zucchero e cannella, fai cuocere fino ad ottenere una crema. Lascia raffreddare.

Per la pasta, sciogli il lievito e lo zucchero nel latte temperatura ambiente, aggiungi la farina, l’uovo, l’olio e il sale, impasta bene fino ad ottenere un panetto liscio, copri con pellicola e fai raddoppiare del volume.

Stendi la pasta con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di circa 7 mm, farcisci con la crema speziata e arrotola.

Taglia il rotolo per la lunghezza in due parti e intreccia le due parti tra di loro.

Babka speziata

Fodera la teglia con carta forno, inserisci la treccia nello stampo copri con pellicola e fai lievitare fino al bordo, spennella con sciroppo d’acero e cospargi con noci pecan.

Cuoci in forno statico a 180° per 30 minuti.

Gnocchetti ai sapori del nord in abbinamento Pinot Nero Vigna Maso Reiner Kettmeir

gnocchetti con radicchio rosso di casaleone, ricotta affumicata

Il periodo è Carnevalesco, domani a Verona si svolgerà il 490° Bacanal del Gnoco, lo storico carnevale Veronese, e se di questo periodo il piatto tipico qual’è?

Ho deciso di pubblicare una ricetta dai sapori prettamente nordici, unendo il Radicchio Rosso di Casaleone, alla Ricotta affumicata della Lessinia di Corrado Benedetti, per poi concludere il nostro tour in Alto Adige con un’elegante Pinot Nero della cantina Kettmeir.

Cosa troveremo nel piatto a livello di sapore, un radicchio non troppo amaro, a tratti quasi dolce, una ricotta dallo spiccato sentore affumicato, corposa al palato, un formaggio che resta persistente in bocca.

Perché ho pensato di abbinare questo piatto al Pinot Nero? Semplice perché è un vino di struttuta ma delicato, con note speziate e frutta rossa persistenti ma mai eccessive, un vino elegante adatto a piatti dai gusti complessi, forse proprio perché crea armonia.

Ingredienti per 4 persone

Patate 1 kg

300 gr farina 0

2 uova

3 radicchio rosso

200 gr di ricotta affumicata

200 ml di latte

1 limone

1 cipolla gialla

Olio evo

Sale

Pepe nero

Procedimento:

Un metodo che utilizzo per evitare che la patata assorba acqua in cottura è cuocerla al microonde, in un contenitore di vetro inserisci le patate e pochissima acqua, cuoci a massima potenza per 15 minuti.

Sbuccia e schiaccia le patate ancora calde, lascia intiepideire.

Aggiungi uova e farina alle patate, impasta fino ad ottenere un panetto liscio, dividi in circa 10 parti, su una spianatoia col palmo della mano forma dei serpentoni che andrai a tagliare ricavando dei piccoli gnocchetti.

Lava il radicchio e taglia in modo sottile, fai soffriggere la cipolla tritata e poi aggiungi il radicchio, fai cuocere qualche minuto, aggiusta di sale e aggiungi il succo del limone, la reazione chimica farà mantenere al radicchio un bel colore vivo.

Scalda il latte con il microonde, grattugia la ricotta, lasciandone da parte un po’ per guarnizione.

Versa la ricotta nel latte assieme al radicchio, e frulla con frullatore a immersione, aggiusta di sale e pepe, ricorda di tenere da parte anche del radicchio per guarnire.

Fai bollire abbondante acqua, aggiungi il sale, versa gli gnocchi e fai cuocere 2 minuti fino qundo non saliranno a galla.

Scola gli gnocchi, spadella con la crema di ricotta e radicchio.

Servi guarnendo con radicchio e ricotta grattugiata.

Cheesecake salata con composta di pomodori

cheesecake salata

Lo so non è stagione di pomodori, ma sabato scorso in occasione di una cena a domicilio a grande richiesta ho riproposto la mia cheesecake salata.

Antipasto sfizioso e versatile in abbinamento a molti menù, quello della scorsa settimana in particolare era vegetariano.

Sapete quanto io ami usare prodotti di stagione, facciamo così salvate la ricetta per giugno quando saranno disponibili i pomodori.

Intanto vi lascio il nome del mio spacciatore di composta preferito, l’ azienda è la Callipo realtà calabrese presente sul mercato da più di 100 anni, nella composta che trovate in commercio è impiegata la qualità san marzano, i loro prodotti sono 100% naturali, e preparati con ingredienti certificati e di qualità.

Ingredienti per uno stampo da 24 cm :

Per la base:

  • 200 gr di grissini integrali
  • 90 gr di burro

Per la crema:

  • 300 gr di Philadelphia
  • 250 gr di ricotta
  • 3 uova
  • 300 gr composta di pomodori verdi Callipo
  • 15 pomodorini ciliegino
  • erba cipollina
  • sale
  • pepe nero
  • olio evo
  • maggiorana
  • zucchero

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo i pomodorini confit, lava i pomodorini senza eliminare il picciolo, puramente per un fattore estetico.

Stendi un foglio di carta forno sulla placca, trasferisci i pomodorini sulla placca, condisci con olio evo, sale, zucchero e maggiorana, inforna a 120° ventilato per 2 ore.

Nel mixer versa i grissini, trita, ora aggiungi il burro e aziona ancora il mixer.

Fodera uno stampo a cerniera, fondo e lati con carta forno, versa il composto del mixer e livella, fai riposare in frigo una mezz’ora.

Prepara la crema, monta le uova aggiungendo una presa di sale, aggiungi erba cipollina tritata finemente.

In una terrina amalgama i formaggi, unisci le uova e versa nello stampo a cerniera, inforna a 180° per circa 40 minuti.

Lascia raffreddare all’interno del forno.

Farcisci con la composta di pomodori e i pomodorini confit.

Crostata integrale ai lamponi

crostata integrale con marmellata di lamponi

Vi piace come ho presentato questa torta? Il periodo è carnevalesco, ma io amo il carnevale un po’ meno il fritto, come tutti sappiamo i dolci di carnevale sono prevalentemente fritti.

Probabilmente questo è dovuto al fatto che finito il carnevale inizia la quaresima e quindi teoricamente non si dovrebbe più cadere in tentazione.

Mi sono detta perché non preparare una deliziosa crostata con marmellata di lamponi, ottima per colazione, perfetta a merenda, con queste stelle filanti fatte di pasta zuccherata.

Stelle filanti colorate in modo naturale con curcuma, te macha e succo di rapa rossa.

Ingredienti per uno stampo da 20 cm:

  • 100 gr farina 0
  • 80 gr farina integrale Agugiaro e Figna
  • 80 gr zucchero
  • 90 gr burro
  • 1 uovo
  • 1 vasetto marmellata di lamponi Rigoni di Asiago
  • se volete guarnire con le stelle filanti 80 gr farina 0, 40 gr zucchero, 40 gr acqua, rapa rossa, curcuma, te macha

Procedimento:

Prepariamo la frolla, nella planetaria con il gancio a foglia lavora la farina, il burro, lo zucchero e l’uovo, deve essere lavorato poco con la planetaria e poco con le mani.

Quando l’impasto è liscio e omogeneo, avvolgi con pellicola e fai riposare in frigo per un’ ora.

Stendi l’impasto con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di 5 mm, fodera lo stampo della torta ed elimina la parte in eccesso.

Con una forchetta pratica dei buchi sulla base, versa la marmellata e livella.

Crostata integrale ai lamponi

Fodera la metà della torta intrecciando delle striscie di pasta, se ti fa piacere puoi foderare tutta la torta, inforna a 180° ventilato per 30 minuti.

Se vuoi guarnire con le stelle filanti devi preparare un’impasto con gli ingredienti scrtti sopra, stendi col mattarello e ricava delle tagliatelle.

Arrotola le tagliatelle su uno stampo per cannoli leggermente unto da burro, cuoci in forno per 5 minuti poi colora, io con curcuma, rapa rossa r te macha.

Giovedì gnocchi di patate con la pastisada de caval

Gnocchi con pastizada de caval

Ed eccoci catapultati in pieno clima carnevalesco tra gnocchi, frittelle e chiacchere.

Oggi in particolare voglio parlare di gnocchi, della ricetta per eccellenza a Verona, gli gnocchi con la pastisada de caval, antica ricetta tipica della città degli innamorati.

Cenni storici

Perché preparare e scrivere questa ricetta per il blog proprio per il carnevale 2020? E’ presto detto, la mia dolce metà Adamo Bressan in arte Spartaco dal Volon quest’anno ha deciso di candidarsi allo scettro del 490° Papà del Gnoco.

Maschera storica del Carnevale Veronese e più longeva della penisola, pubblicando con il Dino da Sandrà il cartone animato che parla della storia e della figura benefica che questa maschera ricopre.

Già che ci siamo facciamoci pubblicità… candidato col nr 1!!!!!!!!!!!!!! Per tutte le info per votare vi lascio il link.

Ma procediamo con ordine, parliamo di pastizada, si narra che questa ricetta trovi origine intorno al 560, anno della conquista di Pavia da parte di Alboino Re dei Longobardi, il quale risiede a Verona, questo provoca più volte l’assalto alla città.

Durante uno di questi assedi lo scontro fuori le mura fu molto cruento, rimasero sul selciato molti cavalli uccisi, la popolazione del tempo stremata da continue lotte decise di cucinare i cavalli uccisi.

Invece l’origine dello gnocco legata al carnevale Veronese è da far risalire al 1531, anno di carestia a Verona, anno di rivoluzione popolare dovuta alla scarsità di cibo. Persone influenti a Verona tra cui Tomaso da Vico decidono la distribuzione di generi di prima necessità alla popolazione.

Da qui nasce il Venerdì Gnocolar ultimo venerdì prima della quaresima i cittadini si trovavano in Piazza San Zeno a mangiare gli gnocchi preparati prima davanti alla Basilica di San Zeno e poi nelle case dei Veronesi.

Vi lascio il cartone animato che spiega in modo semplice ma esaustivo la storia del Carnevale Veronese.

Il vino in abbinamento

Parlando di tradizione Veronese che vino potevo abbinare se non un Valpolicella Ripasso 2016 Azienda agricola Brigaldara.

Valpolicella Ripasso 2016
Valpolicella Ripasso 2016 Brigaldara

Capace col suo corpo di supportare ed esaltare un piatto complesso a livello di sapore come la pastizada, uve vendemmiate nella seconda metà di ottobre a mano, rifermentato per 5 giorni sulle vinacce dell’Amarone.

Colore rosso rubino intenso che dona un senso di calore, al naso e in bocca sentore di frutta matura a buccia rossa, persistente al palato.

Sembra assurdo ma i tannini presenti ma non eccessivi hanno il potete di alleggerire al palto il gusto intenso della pastizada.

Ingredienti per un bel pranzo tra 10 amici:

Pastizada de caval:

  • 1,7 kg di polpa di cavallo
  • 2 carote
  • 1 costa di sedano
  • 400 gr di cipolle bianche
  • 1 lt di Valpolicella ripasso Azienda Agricola Brigaldara
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaino di noce moscata
  • 3 foglie di alloro
  • Olio evo
  • Sale

Ingredienti per gli gnocchi:

  • 2,5 kg di patate
  • 500 gr di farina più quella che serve per lavorazione
  • 2 uova
  • sale

Procedimento:

Prima cosa dobbiamo pensare alla pastisada, la preparazione di questo spezzatino prevede varie fasi di cottura.

Più viene preparata in anticipo più è buona, circa due giorni prima di consumarla.

Taglia la polpa di cavallo a pezzi, trita anche sedano, carote e cipolla.

In una casseruola dai bordi alti fai scaldare l’olio evo, aggiungi le verdure tritate e fai soffriggere, aggiungi la polpa di cavallo e fai rosolare bene.

Aggiungi cannella, noce moscata e alloro, poi versa il vino, porta a bollore, poi fai cuocere a fuoco molto basso per due ore.

Il secondo giorno fai cuocere la pastizada per altre 6 ore, aggiungrndo il sale, sempre a fuoco molto basso.

Infine il terzo giorno fai cuocere la pastizada altre due ore e sarà pronta!

Gli gnocchi io cuocio le patate sbucciate, tagliate a pezzi sottovuoto a bassa temperatura.

E’ una cottura che richiede macchinari particolari e in alternativa potete cuocere le patate in maniera classica in acqua con la buccia, o al vapore.

Qualsiasi sarà il metodo di cottura che utilizzerai le patate vanno schiacciate ancora calde, io poi personalmente le lascio intiepidire prima di procedere con l’ impasto.

Sulla spianatoia versa la farina, le patate schiacciate, le uova e il sale, impasta velocemente fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo.

Dividi l’ impasto in circa 15 parti, infarina, crea dei serpenti rotolando l’imparto con le mani sulla spianatoia, con un coltello taglia a pezzi lunghi circa 1,5 cm.

Infarina ancora, passa ogni gnocco sui denti della forchetta per creare le scanalature che aiuteranno a inglobare il sugo.

gnocchi_di_patate
Gnocchi di Patate

Fai cuocere gli gnocchi in acqua bollente e salata, devono cuocere un minuto, fino a quando verranno a galla, scola e condisci con la pastisada.

Carpaccio di manzo, ananas e radicchio tardivo

Per riprendersi dagli eccessi delle feste serve qualcosa di leggero, anche fresco, ma comunque gustoso.

Oggi ho pensato di preparare un carpaccio di manzo quasi in purezza, manzo allevato in Lessinia in pratica dietro l’angolo, da Damati carni, aggiungo meno male che in pianura ci sono rivenditori di fiducia pronti a salvaguardare e valorizzare il territorio.

Ovviamente sto parlando della gastromonia macelleria Melotto, il mio “spacciatore” di fiducia!!!

Sapori semplici per questa ricetta, manzo condito solo con sale Maldon, un sale quasi dolce, ananas marinata con olio evo e pepe di Sichuan, dal sentore agrumato, per finire un’ortaggio di stagione, il radicchio tardivo di Treviso, leggermente amaro.

A bilanciare il tutto dei crostini saltati con olio evo e polvere di peperoncino Habanero rosso e arancione, coltivata e prodotta da me con l’ utilizzo dell’essiccatore, vi lascio un link che spiega funzioni e utilità di questo importante elettrodomestico.

Ingredienti per una persona:

  • 10 fette di carpaccio di manzo
  • 5 fette sottili di ananas
  • Radicchio Tardivo di Treviso
  • Pane per crostini
  • Sale Maldon
  • Pepe Sichuan
  • Polvere di peperoncino Habanero
  • Sale
  • Aceto Balsamico
  • Olio evo

Procedimento:

Taglia l’ananas in due parti, leva la buccia, taglia a fette spesse 2 mm e metti a marinare con olio evo e abbondante pepe Sichuan, lascia marinare 30 minuti.

Lava e pulisci il radicchio, asciuga bene e condisci con sale e aceto balsamico.

Taglia il pane a cubetti e fai rosolare in padella con olio evo e polvere di peperoncino a piacere.

Non resta che comporre il piatto, disponi il carpaccio, l’ananas, il radicchio e i crostini, prima di servire aggiungi il sale Maldon sul carpaccio.

Se vuoi utilizzare questa ricetta come antipasto rivedi le dosi a piacere, in base al tipo di esperienza vuoi proprorre.