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Slow Wine Fair 2024

Inaugurata il 25 febbraio 2024 la terza edizione di Slow Wine Fair, un’anno dopo gli espositori passano da 600 a 1000, con oltre 5000 etichette in degustazione.

I numeri confermano la crescita della manifestazione che si svolge nei padiglioni di Fiera Bologna, per l’edizione 2024 l’obbiettivo è pretenzioso, cambiare l’approccio del consumatore verso l’agricoltura attraverso la produzione del vino.

Edizione 2024

Direi che l’argomento calza a pennello con i fatti di cronaca dal mondo agricolo che stiamo leggendo in questi mesi.

Un mondo di paradossi, una manifestazione così bella, che attraverso la guida Slow Wine parla di biologico, biodinamico, di cantine che non sprecano risorse.

Anzi innovano, e poi leggiamo di agricoltori pagati per lasciare gli appezzamenti incolti, e in qualche modo favorire gli accordi commerciali.

Sono del parere che serve, serve tutto per far aprire gli occhi ai consumatori, e far capire a tutti che i prodotti vanno “cercati” nei luoghi giusti. I vini vanno acquistati in cantina o dalla cantina attraverso e-commerce, e così anche gli altri prodotti, che si tratti di un formaggio o verdura.

Slow Wine Fair 2024
Slow Wine Fair 2024

Le aziende

Le quasi mille aziende presenti hanno sposato filosofie che spaziano dalla riduzione della chimica in vigna o addirittura il bando totale di questa attività.

Rispettano l’ambiente non sprecando risorse, quindi in questo modo tutelano il terroir che li circonda e che è fondamentale per la creazione del prodotto finale.

Il 50% delle aziende presenti sono certificate biologiche o biodinamiche, visitando i vari produttori si è parlato spesso di questi temi, devo dire con assoluta leggerezza, senza le demonizzazioni del passato.

Oramai le pratiche che non prevedono azione chimica sono entrate di fatto nelle operazioni usuali e non spaventano più.

Negli ultimi 10 anni la coltivazione della vite a biologico e cresciuto del 145%, con percentuali variabili nelle varie regioni.

L’atmosfera tra le postazioni è rilassata, di dialogo e scambio di opinioni, tanta gente, appassionati, addetti ai lavori, fa piacere vedere tanta affluenza e sete di conoscenza e accrescimento.

L’ Amaroteca

Si conferma la presenza della Fiera dell’Amaro d’Italia, un’area dedicata al mixology con la presenza di 23 aziende d’eccellenza.

Chicche di produttori selezionati che attraverso Masterclass e Slow Bar puntano a creare momenti d’incontro, condivisione e conoscenza di questo mondo così vario.

Per la maggior parte dei consumatori l’amaro (o simili) è qualcosa da consumare a fine pasto, per terminare una cena con una coccola, invece ad esempio esistono Vermouth con cui preparare deliziosi aperitivi.

Giocando in casa di notevole rilevanza i prodotti di Ensiana, realtà veronese tutta da scoprire.

Il mio Slow Wine

Credo sia risaputo che scrivo sul blog solo dopo aver visitato un’evento, perché?

Scrivere di un qualcosa che non si è vissuto è come copiare qualcosa che qualcuno ti ha suggerito, invece a mio avviso nelle mie parole oltre ai dati sono inseriti anche aneddoti e momenti che altrimenti non avrei potuto conoscere.

E quindi sono qui a raccontare la realtà che forse mi ha più colpito, certo assaggiare tutte le 1000 aziende è praticamente impossibile, almeno in un giorno solo.

Per questo prima di partecipare a una manifestazione creo una specie di lista con le realtà da visitare ed assaggiare.

Oggi ti porto in Sicilia con i vini di Cantine Barbera, in particolare ti parlo di Ammàno un vino naturale da una Zibibbo vinificato secco.

Ammàno Cantine Barbera
Ammàno Cantine Barbera

Se visiti il sito la prima cosa che vedi è questa frase:

“Mi chiamo Marilena Barbera
e sono una vignaiola indipendente.
Vivo e faccio il vino a Menfi, in Sicilia.”

Ne traspare carattere e allo stesso tempo calore, quel calore che si ritrova nel calice.

Cantina a Menfi, terreno difficile che va capito e dominato, produzione biodinamica rispettosa del territorio e del prodotto finale, senza forzature.

Il mare, i suoi venti, il sole fanno la loro parte nel dare ai vini il carattere che poi si trova nel calice.

Ammàno a sottolineare l’artigianalità di questo vino dalla piccola produzione, persino l’etichetta è scritta a mano, d’altra parte la produzione di questo vino è totalmente manuale, in ogni sua fase.

Un prodotto artigianale in tutto e per tutto, circa 2000 bottiglie l’anno.

Zibibbo 100% fermentazione spontanea con lieviti selvaggi, un vino che all’assaggio ti ricorda per un nano secondo che stai bevendo Zibibbo.

Il ricordo nell’immediato è quello del celebre vino dolce, ma viene subito bilanciato da sapidità, salinità e sentori di erbe aromatiche molto piacevoli.

Un grande vino bianco che trova il suo perfetto abbinamento con il pesce, in particolare crudo come ostriche e ricci di mare, prodotti del mare dal grande sentore salino che si sposano alla perfezione con questo calice.