Pokè Bowl con riso rosso Ermes

Poke Bowl con riso rosso hermes

Le Pokè Bowl possono essere classificate come piatti unici, solitamente contengono proteine animale e vegetali, carboidrati come il riso, una parte grassa solitamente avocado e vegetali.

Un piatto di origine Hawaiana, i pescatori delle isole sono soliti mangiare pesce crudo cubettato, la parola pokè significa cubetti.

Ne esistono più versioni, la mia è riconducibile alla versione He’e a base si polpo, la mia è con seppioline alla griglia. Per questo piatto mi piace rispettare la tradizione, cioè condire il piatto e lasciar marinare per circa un’ora prima di mangiare.

Ingredienti per 4 persone:

Procedimento:

Per prima cosa cuoci il riso, abbondante acqua bollente salata, versa il riso che necessita di circa 30/35 minuti di cottura, mescola continuamente e quando sarà a cottura scola e lascia raffreddare.

Nel frattempo condisci i ceci neri che io acquisto cotti a vapore con olio evo e sale.

Scalda la griglia e ungila con un filo d’olio, cuoci le seppie alla griglia per circa 10 minuti, sfuma con succo di lime e sale.

Sbuccia la cipolla e tagliala in modo sottile con mandolina, lascia in ammollo la cipolla in acqua, sale, aceto per un’ora.

Ricava la polpa dall’avocado e taglialo a cubetti, a questo punto puoi comporre il tuo piatto unico con riso, seppioline, avocado, ceci neri, spinacino, scola la cipolla e aggiungi nella ciotola, infine sesamo tostato in padella, lascia marinare circa un’ora.

Pita con Hummus di ceci

Pita con hummus di ceci

La Pita un pane antico diffuso in tutto il mediterraneo, chiamato anche Pane Arabo parte integrante della cucina Siriana, Libanese e Turca.

Trova le sue origini in Mesopotamia millenni fa, è in Grecia però che prende il nome di Pita, un’impasto modellato in forma circolare, basso , ma in cottura si crea una tasca adatta a contenere cibo.

Oggi per me un classico estivo, Pitta e Hummus di ceci, piatto che propongo spesso nei miei menù estivi, come stuzzichino tra chiacchere e un cin per aperitivo.

Le mie Pita sono preparate col mio lievito madre, ricetta collaudata provata più volte prima di essere pubblicata qui nel mio ricettario personale, mentre per Hummus anni fa ho provato la ricetta di Cucchiaio d’Argento e mi è piaciuta tantissimo.

Saporita ma non troppo, il giusto sentore di aglio, cremoso ma compatto.

Ingredi per 4 pita:

  • 120 gr farina manitoba Paolo Mariani
  • 25 gr licoli rinfrescato
  • 50 ml di acqua
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 2,5 gr di sale
  • Semola rimacinata per la spianatoia

Ingredienti per hummus:

  • 240 gr di ceci di Sicilia Montebello
  • Succo di 1 limone
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 cucchiai di olio evo
  • Prezzemolo
  • Paprika dolce
  • Sale
  • Tahina che puoi preparare con 100 gr di sesamo bianco e 20 gr di olio di sesamo o di vinacciolo

Preparazione:

Per prima cosa impasta le pita, in una ciotola sciogli lievito nell’acqua.

In una terrina mescola farina con il composto acqua lievito, aggiungi olio evo e per ultimo il sale. Impasta fino ad ottenere una palla omogenea, trasferisci in una ciotola, copri con pellicola e lascia lievitare fino a quando raddoppia.

Nel frattempo prepariamo la Tahina, se sei a conoscenza di un buon negozio di prodotti etnici la puoi acquistare, altrimenti prepararla è molto semplice.

In un padellino fai tostare il sesamo senza farlo bruciare, trasferisci il sesamo nel boccale del mini pimer, aggiungi l’olio di sesamo e frulla con frullatore a immersione fino ad ottenere una crema, lascia raffreddare.

Quando l’impasto delle pita sarà lievitato stendi col mattarello fino ad ottenereuno spessore di circa 3 mm, accenfi il forno statico a 220°, la placca deve scaldare col forno.

Trasferisci i dischi su placca spolverata con semola, inforna e cuoci per 10 minuti, non devono colorire, sforna e lascia raffreddare.

Ora prepariamo hummus, frulla i ceci con la tahina, l’olio, aglio a cui avrai levato l’anima interna, il succo di un limone, un cucchiaino di paprika dolce e sale.

Trasferisci in una ciotola e guarnisci con prezzemolo tritato e un filo d’olio evo.

Gusta l’ummus assieme alle pita, attenzione crea dipendenza!!!

Semifreddo Cocco Ciocco

Semifreddo Cocco Ciocco

Credo che si possa parlare dell’abbinamento cocco cioccolato come dell’abbinamento per eccellenza, a me piace molto e lo ripropongo spesso in versione semifreddo ma anche in altre che caricherò più in la.

Con l’arrivo del caldo faccio sempre scorta in freezer di semifreddo in vari gusti e formati, monoporzione ma anche da tagliare a fette, o vaschetta da porzionare come un gelato.

Alternativa buona ai soliti gelati confezionati, pronti per visite improvvise o per dessert di una cena estiva.

Ingredienti per stampo da plumcake da 30 cm:

Per lo strato bianco:

  • 300 gr panna fresca
  • 75 gr zucchero
  • 80 gr farina di cocco
  • 1 uovo
  • Cocco fresco
  • Topping al cioccolato fondente

Per lo strato al cioccolato:

  • 100 gr di panna fresca
  • 100 gr cioccolato fondente
  • 75 gr zucchero
  • 1 uovo

Procedimento:

Fodera lo stampo con pellicola per alimenti, ora procedi col preparare lo strato bianco.

Dividi il tuorlo dall’albume, monta a neve quest’ultimo. Quando inizia a montare aggiungi 30 gr di zucchero.

Monta il tuorlo con i restanti 45 gr di zucchero, fino ad ottenere un composto dal colore chiaro, che dovrà formare delle bollicine.

Monta la panna, aggiungi albume montato, tuorlo e mescola bene. Aggiungi anche farina di cocco e mescola il tutto facendo attenzione a non farlo smontare.

Versa il tutto nello stampo e livella, fai rassodare in freezer un’ora.

Per lo strato al cioccolato valgono i passaggi di prima, quindi monta albume e zucchero, tuorlo e zucchero, monta la panna.

In questo strato però andrai ad incorporare cioccolato fondente fuso a bagno maria. Versa nello stampo e livella.

Ora tutto dovrà solidificare in freezer coperto da pellicola per 4 o 5 ore, al momento del servizio estrai dallo stampo rovesciando il dolce su un piatto di portata.

Taglia a fette e guarnisci con cioccolato fuso e scaglie di cocco fresco.

Insalata di riso Carnaroli integrale in abbinamento Sollemnis DOCG Fior d’Arancio

Insalata di riso integrale, in abbinamento Sollemnis Abbazia di Praglia

Il Contest Degusti Vini Euganei

Se qualche anno fa mi fossi sentita dire il 2020 sarà l’ anno della pandemia che fermerà il mondo, le persone e l’economia gli avrei riso in faccia, eppure è successo.

Il Covid ci ha costretto a fermarci, tutto o quasi si è dovuto fermare.

In particolare ci sono attività che devono il loro maggior guadagno ad altre attività che durante il lock down sono state particolarmente colpite, parlo del settore vitivinicolo che vede la sua maggior fonte di reddito dal settore della ristorazione, bar, enoteche…

La ripartenza lo sappiamo tutti è lenta, per paura, per prudenza, per lo stile di vita che è cambiato o che si è dovuto cambiare perché magari ora la priorità è capire come gestire i figli con asili e scuole chiuse e l’incombente rientro al lavoro.

Credo che tutti ora viviamo in modo diverso, abbiamo cambiato il nostro modo di vivere la libertà, sicuramente da marzo 2020 con consapevolezze diverse.

Quando ho ricevuto la mail del Contest De Gusti Vini Euganei mi sono detta allora qualcosa si muove, sta iniziando a muoversi.

Con l’abbinamento di 24 cantine a 24 blog, per raccontare sui social sul web i Colli Euganei, le DOC e le DOCG di questo territorio.

Ancora una volta attraverso i social, strumenti demonizzati ma che tanto ci hanno tenuto compagnia con dirette, corsi… durante i mesi di quarantena.

Ma allora non sono solo il demonio, il luogo virtuale dove perdere tempo, possono trasformarsi in conoscenza e approfondimento degli argomenti.

Ogni blogger è stato chiamato a raccontare il territorio, i due vini ricevuti creando contenuti, post, storitellyng, raccontare prodotti, territorio fino ad arrivare a creare una ricetta con uno dei vini ricevuti, il vino deve essere si in abbinamento ma anche integrante del piatto.

Una piccola premessa, parlerò della cantina e dei suoi vini, poi spiegherò la ricetta, è non sarà semplice.

Il blog è prima di tutto qualcosa di personale, un diario forse anche un racconto di se, scrivo di quello che mi piace e mia appassiona, il vino è una delle mie passioni, ma lo sono anche le tecniche inusuali, gli ingredienti.

L’abbinamento food e wine va fatto per contrasto o assonanza, quando ho assaggiato i vini dell’ Abbazia di Praglia mi sono trovata difronte a vini non semplici. La prima percezione è stata indubbiamente di struttura e complessità, ho deciso di sostenere ed accentuare questa percezione.

Ho deciso di utilizzare la tecnica della sferificazione, per inserire il vino all’ interno della ricetta come richiesto nel contest, ma in modo diretto, integro e puro.

I colli Euganei

Territorio di origine vulcanica, immerso nel verde tra ville antiche e vigneti, zona vocata al turismo termale, pieno di luoghi incantevoli come ad esempio il bellissimo borgo di Arquà Petrarca, incantevole perla dei colli.

Il contest per me è stato anche una piacevole scusa per tornare in questi luoghi, arrivando da Verona è strano vedere la pianura che all’improvviso viene interrotta dai circa 100 Colli che ne formano il territorio, solo uno dei colli può essere chiamato monte, il Monte Verda.

Un territorio che non ha nulla a che vedere con la vicina pianura, pendii boscosi d’un tratto si aprono in ampie valli, rilievi coperti di vigneti che beneficiano di un microclima unico. Cime che intrappolano correnti che scendendo a valle creano dei laghi di aria fredda, immaginate un microclima così particolare cosa può conferire al vino.

Abbazia di Praglia

Eccomi abbinata per il contest all’ Abbazia di Praglia, luogo e cantina che in tutta sincerità non conoscevo, un primo sguardo al sito e resto e resto incantata da tanta bellezza. L’Abbazia stessa ma anche il luogo i paesaggi da cui è circondata.

Subito sono contattata da Emanuele, una piacevole telefonata in cui mi illustra le DOCG interessate dal contest e ci accordiamo per la spedizione dei vini, ci lasciamo con una promessa, prima di pensare e preparare la ricetta una visita dove i vini nascono.

Questa promessa è stata la scusa per una piacevole domenica in famiglia sui Colli, pranzo con un panorama mozzafiato e poi la visita a un luogo ricco di storia, cultura e sapiente lavoro com’è l’Abbazia di Praglia.

Emanuele mi guida tra i corridoi, il chiostro stupendo, fino ad arrivare al giardino con le arnie dove vengono allevate le api per il miele, e poi lei la cantina, la parte produttiva e la parte dove riposano le botticelle di Garbellotto.

E’ doverosa un po’ di storia prima di parlare dei vini, e si capisce subito che la storia di questo luogo incantato è stata tutt’altro che tranquilla.

Innanzitutto risale al 1130 il primo attestato che parla dei Frati Benedettini e di vinificazione in questi luoghi e nel 1304 si parla già di Schiava e Garganega coltivata a vite maritata.

Dal 1810 al 1830 durante l’invasione di Napoleone i Frati sono espropriati dell’Abbazia e di tutto quello che produce, ma questa è solo una delle “parentesi” sfortunate dei Benedettini di Praglia.

Nel 1847 con l’unità d’Italia il Regno entra in possesso di tutti i terreni e dell’Abbazia stessa, costringe i Frati Benedettini all’esilio in Istria, poi nel1904 viene concesso a 2 Frati di rientrare in possesso dell’ Abbazia e da qui riparte la storia vinicola di questo luogo, che nel corso del 1900 cresce.

Fino ad investire nel 1985 in enologia moderna, mantenendo comunque in vigore le regole che scandiscono la vita all’interno di questi luoghi, solo ad un Monaco infatti è concesso entrare ed occuparsi della cantina, ad oggi ad esempio 2 sole persone conoscono la ricetta del licor de expedition che serve per produrre il metodo classico secondo l’antico metodo Benedettino. In parole povere Champagne vi dice qualcosa?

Nel 2000 si decide di investire ancora in qualità e ricerca enologica, creare un prodotto di qualità e inconfondibile era indispensabile, nel 2011 la prima vendemmia del nuovo corso.

Tre sono le parole d’ordine che l’Abbazia di Praglia rispetta per ogni prodotto che produce:

  • Rispetto dell’ambiente non vengono utilizzati pesticidi, in quanto andrebbero ad interferire anche con le api allevate per la produzione del miele;
  • Attenzione del consumatore;
  • Lavoro/sostegno 6 persone tranne i Monaci lavorano in Vigneto e cantinafamiglie che danno lavoro e sostegno al prodotto e che vanno a loro volta sostenute;
Abbazia di Praglia
Abbazia di Praglia
Abbazia di Praglia
Abbazia di Praglia
Abbazia di Praglia
Abbazia di Praglia

Fior d’ Arancio

Zona conosciuta per la DOCG Fiori d’Arancio rigorosamente prodotta con uva moscato giallo e come recita il disciplinare per la sua produzione deve essere utilizzato almeno il 95% di moscato giallo.

Note speziate, particolarmente spiccate, ricordo del fiore di zagarà.
La gamma spazia dallo spumante, al vino secco, al passito.

Solemnis è la DOCG fior d’arancio 100% moscato giallo, uva legata a questo territorio da un profondo legame, il termine moscato dal tardo latino muscus che significa profumato.

Terreno argilloso che conferisce a questo vino struttura, intensità e durata nel tempo.

Nel bicchiere colore bianco carta, note intense agrumate, come scritto sopra assolutamente profumato, persistenza in bocca, ma anche sapido.

Un vino indubbiamente adatto a piatti di pesce che hanno carattere, una grigliata di pesce e crostacei, molluschi ma resi decisi con gusto, con abbinamenti anche rustici con cibi integrali.

Sollemnis Abbazia di Praglia
Sollemnis Abbazia di Praglia

Claustrum Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG

anche per il passito dell’Abbazia di Praglia l’uva utilizzata è il moscato giallo, 100% moscato giallo dal colore ambrato.

Per niente stucchevole, anzi speziato, si sente il frutto candito ma anche una nota balsamica che secondo me lo rende adatto all’abbinamento con formaggi stagionati, erborinati.
Un vino adatto si per terminare in bellezza un pasto, ma anche da meditazione, immagino sera d’estate, giardino, chiacchere, servito fresco.

Claustrum Abbazia di Praglia
Claustrum Abbazia di Praglia

La scelta

Per la ricetta è il moscato giallo secco, è difficile sapere cosa ha in testa un’enologo quando un vino prende forma, io so solo che quando ho assaggiato il vino ho percepito il salino.

Ho pensato al mare, alla non troppo lontana Chioggia con i suoi molluschi, alla mia Verona col suo riso, al pisello Verdone quasi Vicenza, e così ho disegnato una linea ipotetica che racchiude buona parte del mio Veneto.

Ingredienti per 4 persone:

Ingredienti per la sferificazione:

Procedimento:

Lava vongole e fasolari sotto l’acqua corrente, in una padella fai scaldare un filo di olio evo e fai rosolare l’aglio nero. Aggiungi i molluschi, copri con coperchio e fai cuocere a fuoco vivo per 5 minuti.

Trascorso il tempo leva i fasolari, vongole e aglio nero dalla padella, leva i molluschi dai guschi e trasferisci in una ciotola. Lasciane qualcuno integro per guarnizione.

Condisci con olio evo e pepe, copri con coperchio per evitare che si secchino.

Filtra l’acqua di cottura, aggiungi ancora acqua e porta ad ebollizione, versa il riso e aggiungi il sale, mi raccomando poco ricorda che è il liquido di cottura del nostro pesce.

Mescola e lascia cuocere per 30/35 minuti, il riso integrale ha tempi di cottura più lunghi.

Preleva un mestolo di acqua di cottura e lascia da parte, servirà per i piselli. Scola il riso, lascia raffreddare, versa vongole e fasolari precedentemente cotti e conditi e mescola bene. Copri con coperchio.

Sbuccia il cipollotto, taglia a pezzettoni e fai cuocere a vapore con piselli e sale per circa 15 minuti. Lascia un cucchiaio di piselli da parte per guarnire il piatto.

Versa i piselli e il cipollotto nel boccale del mini pimer con il mestolo di acqua di cottura del riso messo da parte. Frulla fino ad ottenere una crema densa.

Ora passiamo alla parte più difficile, la sferificazione. Alginato e Cloruro di calcio li trovate in tutte le farmacie o comodamente on line.

Versa l’ alginato di sodio, che è un sale naturale ricavato da alghe marine, all’interno del vino freddo di frigorifero, aggiungi 2 pistilli di zafferano. Lavora bene con una frusta, il composto non dovrà avere bolle.

In una ciotola versa 500 ml di acqua e il cloruro di calcio, che serve a solidificare le sfere. Le sfere che andiamo a preparare vanno consumate in breve tempo in quanto create con sferificazione diretta, il che significa sfere particolarmente morbide.

Con una siringa senza ago preleva il vino gelificato e lascia cadere delle gocce all’interno della ciotola con acqua e calcio, raccogli le sfere con un colino e sciacqua delicatamente con acqua corrente.

Questa operazione serve ad eliminare l’eccesso salino che le sostanze per la sferificazione conferiscono. Lascia scolare le sfere nel colino.

Coppa pasta del diametro di circa 10 cm, 2 cucchiai di crema di piselli sul fondo, aggiungi 5 cucchiai di riso condito in precedenza e schiacciare bene, in questo modo la crema di piselli farà da base alla nostra insalata.

Sfilare il coppa pasta con delicatezza, guarnire con fasolari, vongole, sfere di moscato giallo e piselli che avete tenuto da parte, un filo d’olio per finire.

Dim Sum in abbinamento Alme Escamotage Tojo Winery

Dim Sum con Alma Escamotage Tojo Winery

Antico piatto della cucina Cantonese ormai conosciuto anche in Italia, trova origine come piatto da colazione, consumato nelle prime ore del mattino da agricoltori che stanchi ed affamati trovavano energia in questa preparazione che può essere a base di carne, verdure e pesce.

La storia del Dim Sum è collegata allo Yum Cha (bere il tè) infatti questo piatto veniva principalmente preparato nelle case da tè dove veniva servito in abbinamento.

Cotto al vapore o alla piastra è un’ottimo piatto unico, fonte di fibre, proteine e carboidrati.

Nella mia ricette lo preparo alla piastra, mi piace il gusto deciso che lo caratterizza, anche perché io non lo abbino al tè…. Indovinate un po’!

Vi voglio parlare di Alma Escamotage della Tojo Winery, di come Francesco con il suo fare semplice ma esaustivo mi abbia incuriosito tanto da provare il suo vino, perché c’è poco da fare quando una persona parla di quello che fa con amore si sente!

Per prima cosa l’etichetta, trasmette pace e serenità, questo azzurro carta da zucchero, l’ape che con il suo costante lavoro permette che la natura faccia il suo corso.

Alma è Moscato secco dal colore giallo paglierino, al naso fruttato con sentori di frutta tropicale, al palato avvolgente e persistente, si ritrovano tutti i profumi in bocca ma in modo bilanciato e non dominante.

Ho assaggiato Alma senza avere un piatto specifico da abbinare, ma in mente da un po’ avevo i Dim Sum che vi spiego oggi, e come si dice 1 più 1 fa 2..

Ingredienti per circa 20 ravioli:

Per l’impasto:

  • 200 gr farina 00
  • 100 ml di acqua calda
  • sale

Per il ripieno:ù

  • 350 gr di code di gambero
  • 400 gr cavolo cappuccio a punta
  • 2 cipollotti rossi
  • Cinque spezie cinesi
  • 1 spicchio d’aglio
  • Salsa di soia
  • Olio di semi di girasole
  • sale

Procedimento:

Per la pasta, che è la prima cosa che andiamo a preparare ho utilizzato la ricetta di Maurizio Chissenefood uno tra i miei blogger preferiti!

Scalda l’acqua per circa 2 minuti in microonde, mescola acqua e farina, aggiungi il sale e lavora con le mani fino ad ottenere un’impasto omogeneo, lascia riposare coperto per 15 minuti, lavora ancora l’impasto, avvolgi con pellicola e metti da parte.

Prepariamo il ripieno, sgusciamo e laviamo i gamberi, con un coltello sminuzza i gamberi.

Lava il cavolo cappuccio e i cipollitti, trita il tutto e fai soffriggere in padella ben calda con olio di semi di girasole. Fai cuocere il cavolo cappuccio con cipollotto e aglio, aggiungi sale e 2 cucchiaini di cinque spezie cinesi.

Infine aggiungi i gamberi e fai cuocere ancora pochi minuti, mentre sfumi con salsa di soia. Lascia raffreddare il ripieno.

Porziona l’impasto in circa 20 parti, con un mattarello stendi formando dei cerchi, aver aggiunto acqua calda all’impasto lo renderà particolarmente elastico.

Farcisci ogni disco con il ripieno, appoggiando il raviolo sul palmo della mano chiudi il raviolo formando delle pieghe da un lato.

Fai scaldare la padella, aggiungi circa 150 ml di acqua che servirà a cuocere i ravioli, quando buona parte dell’acqua sarà assorbita sfuma con salsa di soia e fai rosolare.

A piacere si può aggiungere del peperoncino piccante o diminuire la quantità di spezie presenti.

Pizza tart

Pizza tart

Dopo aver fatto e rifatto cream tart di ogni forma, lettera, numero ho deciso che era giunto il momento di trasformare in tart anche la mitica pizza.

Si lo ammetto mi basta dormire poche ore, quindi pendo molto, sopratutto al mattino presto, questa idea nasce più o meno alle 5.30 appena sveglia.

Ho pensato alla pizza tart come alla cream tart, quindi un consumo non per intero ma a fetta, magari in una serata in compagnia oppure un aperitivo, insomma un occasione in cui spizzicare qualcosa magari bevendo una bella birra artigianale.

Gli ingredienti scelti sono assolutamente modificabili in base alle esigenze e gusti, esigenze anche e magari di abbinamento al drink o birra.

Per la mia ricetta utilizzo i formaggi Sabelli , direttamente da Ascoli Piceno con latte del Gran Sasso, li trovo ottimi, dalla ricotta, alle mozzarelline e la mitica stracciatella di burrata, sono facili da reperire in tutti i supermercati. Un prodotto indubbiamente per la grande distribuzione ma molto molto buono.

Ingredienti per la base 30 cm:

Ingredienti per la farcitura:

  • Passata di pomodoro qb
  • 2 cucchiai di Parmigiano Reggiano
  • 10 mozzarelline Sabelli
  • 8 foglie di basilico
  • Olio evo
  • 1 cucchiaino di pinoli
  • circa 8 datterini gialli
  • sale
  • Stracciatella di burrata Sabelle
  • 1 zucchina
  • Prosciutto crudo
  • circa 10 ciliegini

Procedimento:

La base pizza che prepariamo è a lunga lievitazione quindi per prima cosa procediamo con l’impasto, prevede una lievitazione in frigorifero di 48 ore, se volete che sia pronta in 24 ore raddoppia la quantità di lievito.

In planetaria, farina, malto, 280 gr di acqua in cui avrai sciolto il levito, aziona planetaria con la foglia, impasta fino a quando non sarà incordato, che significa staccato dalla ciotola e attaccato alla foglia.

Cambia la foglia col gancio, aggiungi i restanti 30 gr di acqua e impasta fino ad incordare, aggiungi il sale e l’olio, fai incordare.

Impasta per circa 10 minuti, staccando l’impasto dal gancio tre volte.

Ungi un contenitore a chiusura ermetica con un filo d’olio, trasferisci l’impasto al suo interno e chiudi con coperchio, lascia riposare un’ora a temperatura ambiente e poi frigo per 24 ore.

Trascorso il tempo di riposo in frigo lascia l’impasto a temperatura ambiente un’oretta, per fare prima puoi anche fare forno con luce accesa.

La pizza tart sarà a 2 strati, quindi dividi l’impasto in 2 parti uguali, stendi l’impasto con le dita e fai una piega a tre, in pratica devi ripiegare all’interno i 2 lembi sovrapponendoli, e fare lo stesso anche dall’altro lato.

Infarinando la spianatoia forma delle palline pirlando l’impasto con le mani, lascia riposare coperto 2 ore.

Nel frattempo, lava i datterini gialli tagliali a metà e aggiusta di sale, metti a sgocciolare le mozzarelline, affetta e griglia le zucchine, lava i ciliegini e falli cuocere 5 minuti in padella con olio e sale in maniera che si abbrustoliscano, frulla il basilico in cieca 80 ml di olio evo, pinoli e sale.

Accendi il forno a 240°, su 2 fogli di carta forno stendi gli impasti, aiutati con un filo d’olio evo. Ricava da un pezzo di carta forno un cerchio del diametro di 30 cm, rifila la pasta stesa. Con una ciotola del diametro di circa 10 cm ricava il foro al centro del disco.

Non buttare i ritagli, possono diventare fantastiche pizzette o grissini.

Ungi entrambi i dischi con olio evo, inforna il disco che sarà farcito con pomodoro per 10 minuti, il disco superiore per 15.

Farcisci il disco che hai cotto 10 minuti con pomodoro e parmigiano, inforna ancora 5 minuti, farcisci con le mozzarelline e i mezzi datterini gialli, e per finire persto leggero.

Adagia il secondo disco sul primo farcito, procedi con stracciatelle di burrata, zucchine grigliate, ciliegini arrostiti e rose di prosciutto crudo.

Taglia e servi!!!

Pizza tart
Pizza tart

Girella pasta biscotto

girella pasta biscotto

Anche un dolce semplice può essere scenografico e allo stesso tempo buonissimo, oggi vi scrivo la ricetta per la pasta biscotto, pasta molto soffice e flessibile adatta per rotoli e girelle.

Un risultato super soffice, con un delicato aroma di limone, una torta con crema di ricotta aromatizzata con vaniglia, confettura di fragole e farcita con frutta fresca.

Un dolce semplice che vi farà fare sempre bella figura, salvate la ricetta soprattutto per la base, le farciture sono molteplici, cioccolato, pistacchio, tutti i tipi di frutta in base alla stagione…

Ingredienti per 1 girella circa 8/10 persone:

Per la pasta biscotto:

  • 4 uova
  • 60 gr tuorlo
  • 100 gr zucchero
  • 30 gr farina 00
  • 20 gr fecola di patate
  • 50 gr olio di semi di vinacciolo
  • scorza di 1 limone bio
  • sale un pizzico
  • se come me volete preparare la versione a righe colorante rosso in gel

Per farcire:

  • 500 gr ricotta fresca
  • 250 ml di panna fresca da montare
  • 5 cucchiai di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 250 gr di confettura di fragole
  • Fragole, ciliegie, lamponi e mirtilli qb

Procedimento:

Con le fruste elettriche monta albumi, zucchero, sale e scorza di limone grattugiata, inizia a montare gli albumi, e solo quando inizieranno a montare aggiungi lo zucchero, continua a montare e aggiungi sale e limone.

Quando gli albumi saranno ben montati aggiungi i tuorli uno alla volta, incorpora bene.

Aggiungi fecola e farina setacciate, mescola dal basso verso l’alto con una spatola. Per ultimo aggiungi l’olio di semi di vinacciolo, io uso questo olio per le sue proprietà organolettiche, ma puoi usare anche olio di semi di arachide.

Accendi il forno a 190°, dal composto togli 4 o 5 cucchiai di impasto e versali in un’altra ciotola, aggiungi qualche goccia di colorante e mescola bene.

Trasferisci i 2 composti in 2 sac a poche, fodera placca da forno con carta e inizia a disegnare la base in modo trasversale, una riga naturale larga circa 3 cm, una riga rossa larga circa 1 cm.

Inforna per 10 minuti, sforna, rovescia la base su un canovaccio pulito e copri con pellicola, lascia raffreddare per circa 15 minuti.

Monta la panna, aggiungi lo zucchero a velo, aggiungi anche la ricotta e l’estratto di vaniglia, lavora fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea.

Trasferisci la base su carta forno, farcisci con confettura di fragole e la crema ( lascia da parte un po’ di crema per la farcitura finale) arrotola aiutandoti con la carta forno, trasferisci in un recipiente a chiusura ermetica e fai riposare in frigo qualche ora.

Rifila le estremità della girella, trasferisci la crema avanzata in una sac a poche, io ho utilizzato bocchetta a goccia, farcisci la parte superiore formando delle onde di crema.

Tocco finale tanta frutta fresca.

Polpette ripiene con formaggio Monte Veronese

polpette con monte veronese mezzano

Le polpette croce e delizia, croce del purista che predilige la carne in porzione, delizia di molti specialmente dei più piccoli.

Io non mi schiero da nessuna parte, perché di solito la carne trita me la macina il macellaio e io li presente che vedo esattamente che tipo di carne utilizza.

Vedo in una polpetta anche una cena risolta con un costo contenuto, un qualcosa che puoi preparare la mattina prima di uscire e durante la pausa pranzo, magari mentre ti godi una mezz’ora in solitudine.

Insomma io non elogio ma nemmeno demonizzo questa preparazione, la vedo semplicemente come un’alternativa, un piatto unico abbinato in questo caso alla barba di frate, verdura primaverile ricca di fibre, minerali, leggermente amara a contrastare il sapore dolce della carne col formaggio.

Perché il Monte Veronese Mezzano? Per un Veronese questo formaggio è come il pecorino a Roma o il cacio cavallo nelle Marche, la stagionatura mezzana lo rende comunque stagionato ma non troppo, fresco ma non troppo.

Ingredienti per 4 persone 20 polpette:

  • 1 kg di carne macinata manzo vitello
  • 150 gr formaggio Monte Veronese Mezzano
  • 500 gr barba di frate
  • 1 uovo
  • 1 cipolla rossa Tropea
  • 2 spicchi d’aglio
  • Pane grattugiato
  • Olio semi di arachide
  • Olio evo
  • Aceto balsamico
  • Sale

Procedimento:

In questo piatto è presente la barba di frate in doppia consistenza, cotta con aglio e cruda condita in insalata.

Lava e pulisci la barba di frate, separa le foglie tenere che condirai in insalata da quelle esterne che taglierai a pezzettoni e salterai in padella con olio evo e aglio. Aggiungi un po’ d’acqua e aggiungi il sale, porta a cottura.

Condisci le foglie tenere con olio evo, aceto balsamico e sale.

Con il mixer trita la cipolla, unisci alla carne trita, con l’uovo e impasta bene.

Taglia il formaggio a cubotti, ora stendi un po’ di carne trita sulla mano, adagia al centro un cubetto di Monte Veronese e chiudi la carne formando una pallina.

Rotola le polpette nel pane grattugiato, scalda abbondante olio di arachidi e fai cuocere le polpette fino a che saranno ben dorate.

Adagia nel piatto la barba di frate cotta, quella cruda e poi le polpette.

polpette con monte veronese mezzano
polpette con monte veronese mezzano

Tarte Tatin di fragole e mele in abbinamento Passito Lo Sfizio

Tarte Tatin fragole e mele Lo Sfizio Tojo

Dolce Francese molto conosciuto, e come parecchie ricette famose nato da un’errore. Si narra infatti che una domenica mattina di fine ottocento nella le sorelle Tatin, che gestivano le cucine dell’Hôtel du Pin d’Or, per la fretta infornarono una torta di mele senza la pasta brisè, adagiando le mele sul fondo della teglia imburrato e cosparso di zucchero.

Ovviamente in forno le mele e lo zucchero iniziarono a caramellare, quando ci si accorse dell’errore venne aggiunta la pasta brisè e terminata la cottura, quindi capovolta e assagiata dai clienti venne subito apprezzata.

Questo dolce è stata l’ occasione anche per la mia prima pasta brisè fatta in casa, come faccio spesso per le basi ho letto e utilizzato la ricetta del Cucchiaio d’Argento, lo trovo veramente un’ottima lettura, esaustivo ma semplice adatto a tutti.

In abbinamento a questa ricetta il Passito di Moscato Lo Sfizio Tojo Winery, ho conosciuto Francesco e i suoi vini attraverso Instagram, speravo di incontrare lui e i suoi vini a Vinitaly, ma vista la situazione attuale ho preferito ricevere i prodotti a casa.

Quello che mi è piaciuto e che traspare di Francesco dalle sue stories e dai suoi post è la schiettezza e la semplicità, con cui lavorando in vigna o in cantina ti racconta cos’è un germoglio o il perché delle varie operazioni per arrivare al prodotto finito.

Parliamo di Piemonte, parliamo di colline, per questo vino in particolare mette in pratica l’unione del vecchio che incontra il nuovo, uve del 2003 e uve del 2016 che Francesco porta a simbolo del cambio generazionale che sta avvenendo in cantina.

Un vino dal colore giallo dorato, al naso intensa nota di tostato e caramello, ma quello che mi è più piaciuto e che mi è rimasto più impresso il forte sentore di miele che persiste in bocca dopo l’assaggio, e il ritorno di una nota fresca che se vogliamo attenua il senso di stucchevole che può dare la persistenza del dolce in bocca.

Ingredienti per 6 Tatin cm 8:

Per la pasta brisè:

  • 150 g di farina 0
  • 75 g di burro
  • acqua fredda 2 cucchiai
  • un pizzico di sale

Per la farcia:

  • 18 Fragole
  • 2 mele golden mature
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 100 ml acqua
  • 70 gr burro

Per il caramello:

  • 4 cucchiai di zucchero
  • 100 ml di acqua

Procedimento:

Prepara la pasta brisè, nel mixer versa la farina, il burro freddo a tocchetti, acqua fredda, e il sale. Aziona il mixer fino ad ottenere un panetto, trasferisci su spianatoia e lavora con le mani fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo.

Anche per la pasta brisè vale la regola che l’impasto va lavorato il meno possibile, a causa della presenza del burro che tende a scaldarsi. Copri la pasta con pellicola e fai riposare in frigo.

Prepara il caramello, in un pentolino versa lo zucchero e l’acqua, a fuoco moderato mescola e fai sciogliere lo zucchero, ora non deve essere più mescolato fino a quando non inizierà a diventare di colore brunito.

Versa il caramello negli stampi e cospargi su tutta la superficie.

Lava la frutta, sbuccia le mele e tagliale a fette spesse circa 5 mm, pulisci le fragole e tagliale a pezzettoni.

In una padella fai sciogliere lo zucchero con l’acqua e quando inizia a brunire aggiungi il burro, fai cuocere le fette di mela all’interno del caramello per qualche minuto. Lascia raffreddare.

Adagia le fragole nello stampo col caramello (circa 3 fragole a pezzi), poi 2 fette di mela.

Stendi con il mattarello la pasta fino ad ottenere uno spessore di circa 3 mm, ricava dei cerchi con cui andrai a foderare gli stampi, ripiega bene i bordi all’ interno dello stampo.

Cuoci per circa 30/ 35 minuti a 180° in forno statico, appena escono dal forno vanno sformate dallo stampo, prima che il caramello solidifichi.

Zucchine ripiene speziate

zucchine ripiene speziate

Una delle verdure che preferisco, le zucchine, versatili e adatte a mille preparazioni, bisogna stare solo attenti alla scelta, prediligere sempre quelle di piccole dimensioni.

Non sono amare, non hanno molti semi all’interno e allo stesso tempo sono più croccanti.

Una ricetta che veramente si prepara in pochissimo tempo, e che volendo potete preparare e conservare in frigo pronta da cuocere in forno.

Abbino una salsa allo yogurt greco che si prepara in due minuti netti, ricetta ottima e veloce anche per le cene infrasettimanali.

Ingredienti per 10 zucchine:

  • 10 zucchine di piccole dimensioni
  • 400 gr di petto di pollo
  • 20 gr di zenzero fresco sbucciato
  • 1 cucchiaino di peperoncino in polvere
  • 1 spicchio d’aglio
  • Sale
  • Olio evo

Per la salsa:

  • 150 gr yogurt greco
  • 3 foglie di menta

Procedimento:

Lava le zucchine e taglia le estremità, con un coltello o una mandolina rifila un lato, scava con il coltello eliminando i semi. Adagia le zucchine in una pirofila leggermente unta con olio.

Nel mixer inserisci il pollo, zenzero, aglio, i ritagli delle zucchine, peperoncino e sale, attiva il mixer per qualche secondo fino ad ottenere carne ben macinata.

Con circa 2 cucchiai di pollo macinato crea una polpetta allungata tipo una crocchetta e farcisci così tutte le zucchine.

Cuoci in forno ventilato a 180° per circa 35/40 minuti, nel frattempo per la salsa in una ciotola mescola yogurt, menta tritata, pizzico di sale e un cucchiaio di olio evo e la salsa è pronta.