Vini ancestrali o rifermentati in bottiglia

Inconfondibile metodo ancestrale e rifermentati in bottiglia

Il ritorno al lavoro dopo le vacanze porta con se una lieta novella, ad ottobre torna Inconfondibile Festival, manifestazione che promuove la conoscenza dei vini prodotti con metodo ancestrale e rifermentati in bottiglia.

Più precisamente domenica 23 lunedì 24 ottobre al The Westin Palace di Milano, una due giorni di assaggi, conoscenza e comprensione di vinificazione che si può definite anche solo utilizzando la parola naturale, col fondo, sur lie o sui lieviti che dir si voglia.

Una manifestazione intera che celebra tecniche secolari, metodi che se inventati oggi sarebbero etichettati come “amici dell’ambiente”, quando l’antico è più attuale che mai. Parliamo di vini che hanno un potenziale evolutivo immenso, ma allo stesso tempo sono vini sinceri, che stupiscono anche senza tanti fronzoli.

Ho partecipato a Inconfondibile per la prima volta nel 2021, per me è stato anche il primo vero approccio con questo mondo, che da subito si è rivelato una dimensione fatta di belle realtà e grandi sinergie tra produttori. Aziende che oltre a produrre vino in modo naturale, fanno vivere la loro azienda in modo eco, anche attraverso la produzione di prodotti come il miele  o addirittura l’allevamento del baco da seta.

Persone, aziende che sono state capaci di creare sinergie e collaborazioni, perché alla fine l’unione fa la forza, come tanti tasselli che si incastrano l’uno con l’altro. Un mondo che se vogliamo non è influenzato dalle mode che indirizzano i mercati in determinate direzioni. Perché sappiamo benissimo che anche il vino può essere moda, addirittura la forza di un mercato può chiedere varianti o modifiche alla struttura di un vino.

Metodo Ancestrale

Se vogliamo il Metodo Ancestrale è il capostipite della bolla, definiti anche vini ribelli, vini che alla beva hanno un corpo, non parlo di grado alcolico, ma di consistenza.

Al contrario i Pet Nat (altro modo per definire gli ancestrali) non sono caratterizzati da grado alcolemico elevato, vini torbidi perché molto spesso al loro interno contengono ancora lieviti, una bassa pressione che regala al palato una bollicina sottile e delicata.

Il Metodo Ancestrale si basa su una sola fermentazione, che avviene in parte in tini e successivamente in bottiglia. Quando gli zuccheri non sono del tutto esauriti il vino viene imbottigliato, l’anidride carbonica al termine della fermentazione rimane all’interno della bottiglia, il vino diventa così frizzante.

Rifermentati in bottiglia

Come descrivere in modo semplice un vino rifermentato in bottiglia… come dire un Metodo Classico non sboccato, e quindi senza l’aggiunta del liquor de expedicion cosa che avviene invece per il famoso Champenoise.

Vini freschi di facile beva, ma che sanno regalare grandi sensazioni anche grazie ai lieviti presenti all’interno della bottiglia.

Come per il Metodo Classico avvengono due fermentazioni, il vino viene imbottigliato e fatto rifermentare in bottiglia, ovviamente mediante il controllo della temperatura.

E’ da dire che all’assaggio la differenza tra Metodo Ancestrale e Rifermentato in Bottiglia non è facile da cogliere, serve un palato molto allenato. Per questo e per fortuna aggiungo esistono manifestazioni come Inconfondibile, per approfondire e capire tecniche, differenze e cosa ancor più importante conoscere di persona chi il vino lo produce.

Non so se le spiegazioni ti sono sembrate complete, ma questo è anche il modo in cui penso di descrivere il vino nel mio blog, in modo essenziale e senza entrare in tecnicismi, stuzzicare la tua attenzione quel tanto per approfondire l’argomento durante la manifestazione o direttamente in cantina.

Di seguito qualche foto dell’edizione 2021:

Inconfondibile festival 2021
Inconfondibile festival 2021
Cantina Iseldo Maule
Cantina Iseldo Maule
Bigagnoli Wines
Bigagnoli Wines

Parmigiana con pomodori datterini gialli

Parmigiana di melanzane con pomodori datterini gialli

Uno degli ortaggi che indubbiamente fa pensare all’estate è la melanzana, tu quale preferisci? Lunga, tonda, viola, striata, bianca, quando si parla di melanzana si pensa subito alla parmigiana, oggi ti descrivo la mia parmigiana con pomodori datterini gialli.

Il bello di questa ricetta è che puoi servirla calda, oppure temperatura ambiente anche in versione mono porzione come in foto, ideale per un pranzo o una cena informale ma con un tocco chic.

Per preparare la ricetta utilizzo la salsa di datterini gialli preparata da me, con i pomodori del mio orto, ma tu puoi tranquillamente acquistarla al supermercato.

Ho scelto la passata di datterini gialli per la ricetta perché ha quel tocco di dolcezza che contrasta a perfezione con la ricotta affumicata. Trovo che questa varietà di pomodori abbia un sapore molto morbido, privo dell’acidità che di solito contraddistingue questo frutto estivo.

Per la passata di datterini gialli:

  • 1 kg di pomodori datterini gialli
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cipolla
  • Olio evo
  • Sale
  • Un pizzico di zucchero

Ingredienti per 4 persone:

  • Passata di datterini gialli
  • 2 melanzane striate
  • 100 gr ricotta affumicata
  • 200 gr ricotta fresca
  • Pistacchi tostati
  • Basilico fresco
  • Olio evo
  • Pepe nero
  • Sale

Procedimento per la parmigiana di melanzane con pomodori datterini gialli:

Se hai deciso di preparare la passata fatta in casa segui i seguenti procedimenti, altrimenti passa oltre.

Lava i datterini e taglia in due parti, in una casseruola fai scaldare un filo di olio evo. Soffriggi aglio e cipolla tritati finemente, aggiungi i pomodorini, copri con un coperchio e fai cuocere per due ore a fiamma bassa. Aggiungi 300 ml di acqua durante la cottura.

Aggiungi sale e basilico, quindi frulla con frullatore a immersione e fai cuore ancora un’ora, il sugo dovrà essere ristretto e denso.

Lava le melanzane e taglia in modo da ricavare delle rondelle, griglia su una piastra ben calda unta leggermente con olio evo, aggiungi il sale.

In una ciotola prepara la crema, versa la ricotta, aggiusta di sale e pepe, grattugia anche i 2/3 della ricotta affumicata, mescola bene con una frusta per ottenere un composto omogeneo.

Trita in modo grossolano qualche pistacchio utilizzando un coltello, ora inizia a comporre le “torrette” alternando una fetta di melanzana, la passata, una fetta di melanzana, crema di ricotta e pistacchi.

Se vuoi termina con datterini freschi e una foglia di basilico.

Puoi anche preparare la ricetta in una pirofila da scaldare e far gratinare in forno, porzionando in maniera classica.

Risotto con i fichi

Risotto_con_i_fichi_e_speck

Il pieno della  stagione estiva porta con se la maturazione di un frutto dalla polpa dolce, ma che rilascia al palato delle sensazioni di croccantezza, grazie ai suoi micro semi, oggi prepariamo assieme il risotto con i fichi.

Ne esistono molte varietà, solo in Italia circa 24, differenti per colore e sapore, ma anche il momento in cui maturano non è lo stesso. Bianchi o neri sta a te trovare il tuo preferito, io per preparare il mio risotto ho utilizzato i fichi neri, piccoli dalla polpa rossa, dolci come caramelle.

Se devo essere sincera i miei erano deliziosi anche perchè arrivano direttamente dalla mia pianta, ma sono sicura che anche tu ne troverai di deliziosi dal tuo fruttivendolo.

Proprio per la loro dolcezza i fichi, come altri frutti, non possono essere consumati dalle persone diabetiche, anche se ragionando su questo si potrebbe dedurre che seguendo la stagionalità del prodotto una persona li potrebbe consumare un mese su dodici.

Sono sempre più convinta che seguire la stagionalità dei prodotti sia la via più giusta e sana.

Ingredienti per quattro persone:

  • 360 gr di riso carnaroli
  • 200 gr di fichi neri maturi
  • 200 gr speck morbido a fette spesse mezzo cm
  • 150 gr Morlacco del Grappa
  • Brodo vegetale circa 1 lt (sedano, carota, cipolla)
  • Olio evo
  • Pepe bianco
  • Sale

Procedimento per il risotto con i fichi:

Per prima cosa una premessa, per preparare i risotti utilizzo il carnaroli, perché credo tenga bene la cottura e che quindi la resa del piatto sia migliore, se vuoi puoi utilizzare tranquillamente il vialone nano.

Per prima cosa prepara il brodo vegetale, con sedano carote e cipolla, credo non servano altre indicazioni in merito.

Lava bene i frutti e taglia i fichi in due parti, elimina il picciolo, in una casseruola fai scaldare un filo d’olio evo. Versa i fichi nella casseruola e fai cuocere per circa 30 minuti a fuoco dolce, se serve aggiungi dell’acqua.

Io preparo i fichi mantenendo la buccia perché è ricca di fibre che fanno bene al nostro organismo. Quando i fichi saranno cotti frulla con frullatore a immersione, mantieni in caldo.

Taglia lo speck a listarelle e fai saltare in padella un paio di minuti senza aggiunta di grassi o sale.

In una casseruola dai bordi alti e ben calda, versa il riso e fai tostare un paio di minuti a fuoco vivo e senza aggiungere grassi, toccando il riso deve essere ben caldo e dal colore bianco intenso.

Aggiungi tre mestoli di brodo ben caldo e la purea di fichi, mescola continuamente, questo renderà il risotto cremoso. Dopo qualche minuto aggiungi lo speck e dell’altro brodo, continua a mescolare e ad aggiungere brodo fino a cottura ultimata, circa 16 o 18 minuti.

Spegni la fiamma, aggiungi il morlacco tagliato a piccoli dadini e mescola energicamente, copri con un canovaccio e lascia riposare per un paio di minuti.

Impiatta il tuo riso che sarà molto cremoso.

Tartare estiva

Tartare di manzo

Anche quest’anno è arrivato il caldo, il desiderio di cibi freschi e veloci da preparare è più vivo che mai. Per questo oggi ti lascio la ricetta della mia tartare di manzo, anche molto carina come presentazione.

Cosa molto importante, quando si parla di cibo da consumare crudo, è avere un fornitore di fiducia, che proponga al pubblico ingredienti di prima scelta e da filiera controllata.

Nel mio caso quando si parla di carne la mia scelta è sempre Macelleria Gastronomia Melotto, a Isola Rizza paese dove abito. Per questa ricetta su suo consiglio è stata utilizzata dell’ ottima fesa di Chianina certificata.

Polpa magra ma tenera, importante per la preparazione della tartare il fattore tempo, dopo la preparazione a coltello o a macchina la carne deve essere consumata nel più breve tempo possibile.

Ricetta interessante per antipasto, vedi l’impiattamento mio di oggi, ma anche come secondo abbinato a una buona porzione di verdure e qualche crostino.

Abbinamento vino:

Anche se fa caldo non può mai mancare un calice di buon vino. Basta solamente ponderare la scelta e non prediligere vini troppo “pesanti”, concedetemi il termine.

Reduce da un’ evento sul Lago di Garda dedicato ai vino del Garda DOC ti propongo lo Chardonnay della cantina Baroldi Diego,  a Gargnano piccolo comune sulla sponda bresciana del famoso lago del nord Italia. La cantina avviata nel 2015 è guidata da Diego che dopo aver conseguito la laura in Enologia nel 2004 ha maturato esperienza in importanti realtà del territorio.

L’evento che si è svolto lo scorso week end nella bellissima Lazise è Garda Wine Stories, una due giorni di degustazioni e banchi d’assaggio decicate ai vini del territorio del Garda. Perché si conosce al meglio un prodotto conoscendo anche il territorio in cui nasce e esce.

Di norma avrei abbinato a una tartare di manzo un vino rosso non troppo strutturato, ma quando ho assaggiato Disidoro ho subito pensato potesse sostenere l’abbinamento con carne rossa,

I sentori fruttati ma delicati, la leggera nota sapida e la persistenza al palato lo rendono adatto ad accompagnare questa ricetta, composta da carne rossa, ma anche verdura di stagione e una salsa fresca e leggera.

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 gr di tartare di fesa di Chianina
  • 2 zucchine
  • 2 scalogno
  • Olio evo
  • Erba cipollina qb
  • Sale
  • Pepe bianco

per la salsa tzatziki

  • 100 gr yogurt greco
  • 1 cetriolo fresco di medie dimensioni
  • 1 spicchio d’aglio
  • 5 foglie di menta
  • Olio evo
  • Sale

Preparazione della tartare di manzo:

Lava il cetriolo e taglia con una grattugia a julienne, lascia sgocciolare per 10 minuti nello scola pasta in modo che venga eliminato il liquido in eccesso.

Trita finemente lo spicchio d’aglio e le foglie di menta, in una ciotola versa yogurt, cetrioli, aglio, menta, un filo d’olio evo e sale, mescola bene e conserva in frigo.

Prepara le zucchine, lava e taglia a strisce sottili le zucchine, trasferisci in una pirofila e aggiusta di sale, cuoci in microonde per 1 minuto alla massima potenza.

Su un foglio di carta da forno adagia  quattro fette di zucchina leggermente sovrapposte, schiaccia con un mattarello in modo da fissare le fette tra di loro.

Nel mixer trita lo scalogno con un filo d’olio, sale e pepe, versa la carne in una ciotola, aggiungi il trito e amalgama bene con un cucchiaio.

Distribuisci la tartare sulle fette di zucchina, arrotola per formare una sorta di cilindro, guarnisci con la salsa che avrai conservato in frigo, aggiungi erba cipollina tritata.

 

 

 

Crostata risino alle fragole

Crostata risino alle fragole

Che ne dici sono in ritardo per pubblicare un dolce con le fragole il frutto della primavera?

Dal mio punto di vista no, quando sento altre blogger dire “noi lavoriamo in anticipo” vorrei rispondere ma con la stagionalità come fate.

Se avessi preparato questo dolce in anticipo avrei dovuto usare frutti spagnoli. Nel caso degli asparagi, altro ortaggio primaverile, avrei dovuto scegliere raccolto greco, sinceramente anche no.

Magari poi sono le stesse persone che rabbrividiscono difronte a una bottiglia di plastica, o peggio ancora una cannuccia del materiale innominabile nel loro cocktail!

Il mondo sarebbe migliore, in tanti sensi, se tutti prestassimo attenzione anche alla più piccola azione, anche scegliere verdura e frutta che necessita di trasporti lunghi crea impatto ambientale, inquinamento ecc…

Non ti voglio assillare oltre con argomenti che oramai tutti propongono, passiamo alla ricetta, a questa crostata che elogia la fragola fresca, che unisce la frolla all’impasto del risino, un delizioso dolce mono porzione che si trova con facilità nel veronese.

Il motivo della diffusione di questo dolce nel territorio veronese è dovuta principalmente al riso. Questo cereale infatti viene coltivato nella zona, e lo rende se vogliamo materia prima a km 0.

Alimento che non mancava mai sulle tavole anche in momenti non proprio rosei o sulle tavole delle famiglie meno abbienti.

Ingredienti per uno stampo quadrato da 22 cm:

Per la frolla

  • 150 gr di farina 0
  • 80 gr zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 80 ml di olio di semi di vinacciolo

Per il ripieno

  • 100 gr riso Vialone Nano
  • 400 ml latte intero
  • Mezza bacca di vaniglia
  • 2 tuorli
  • 1 limone
  • 80 gr zucchero di canna

Per la farcia di fragole

  • Fragole
  • Zucchero semolato
  • 1 lime

Procedimento per la Crostata risino alle fragole:

Lava le fragole, elimina il picciolo e taglia pezzi piccoli, versa in una ciotola e fai macerare in frigo con un cucchiaio di zucchero, succo e zest di un lime. Per le fragole non indico quantità, se avanzano sono una buonissima macedonia.

Prepara la frolla, nella ciotola della planetaria versa farina, l’olio e lo  zucchero, aziona la macchina con la foglia e fai amalgamare.

Aggiungi l’uovo e lascia che la macchina crei un’impasto omogeneo, avvolgi nella pellicola e fai riposare in frigo per un’ora.

Ora tocca al ripieno, taglia la vaniglia a metà, estrai i semi e trasferisci semi e bacca in un pentolino dove avrai versato il latte, aggiungi anche la buccia di mezzo limone

Scalda il latte, quando sarà a bollore estrai il baccello di vaniglia e la scorda d limone, versa lo zucchero, mescola fino a che si scioglie.

Versa il riso nel latte e fai cuocere fino a quando sarà molto morbido, togli dal fuoco e fai intiepidire, in una ciotola sbatti grossolanamente i tuorli e aggiungi al riso, amalgama bene e fai raffreddare.

Stendi la frolla con un mattarello fino ad ottenere uno spessore di 3 mm, fodera lo stampo, io ho utilizzato uno stampo quadrato microforato, quindi non serve ungere.

Fodera lo stampo ed elimina la pasta in eccesso, versa la crema di riso e livella con l’aiuto di una spatola, inforna a 180° per 40 minuti.

Estrai la torta dal forno e lasca raffreddare, guarnisci con le fragole fresche.

 

Cubi di mortadella e crepe

Cubi di mortadella e crepe

Idea veloce e molto semplice per risolvere il fardello stuzzichino aperitivo, poi la mortadella piace a tutti!

Quando improvvisamente sai che  tocca a te preparare aperitivo per parenti ed amici che tra poco arriveranno a casa tua hai bisogno di un’ idea semplice, veloce ma saporita e d’effetto.

La ricetta che ti spiego oggi è veramente semplice, perché le crepe sono veramente facili da preparare e anche velocissime.

Anzi se sai in anticipo di dover preparare i cubi di mortadella alla sera puoi preparare il composto per le crepe il mattino e lasciarlo in frigo. Al momento dell’utilizzo dovrai solo dare una bella mescolata prima iniziare a creare le crepe.

Questa ricetta è l’esempio che a volte in cucina non serve impiegare molto tempo per preparare qualcosa di buono e sfizioso, anche con pochi ingredienti a disposizione.

Se non hai i cetriolini in casa li puoi tranquillamente sostituire con delle olive o delle cipolline in agro dolce.

Ingredienti per 6 persone:

  • 2 uova
  • 170 gr farina 00
  • 340 ml latte intero
  • 20 fette di mortadella (sottile)
  • Cetriolini in agrodolce
  • Burro

Procedimento per i cubi di mortadella e crepe:

In una terrina rompi le uova e versa il latte, sbatti velocemente con una forchetta.

Setaccia la farina all’interno del composto di uova/latte e mescola bene con una frusta, non ci devono essere grumi.

Copri con pellicola e fai riposare in frigo per 30 minuti.

Scalda la padella sul fuoco e sciogli al suo interno una piccola noce di burro, versa un mestolo di composto per crepe, ruota la padella in modo che il liquido si distribuisca bene, cuoci ogni crepe due minuti per lato.

Continua fino a quando non avrai finito la pastella, ricaverai circa 12 crepe. Lascia raffreddare.

Ora devi formare una sorta di lasagna, alternando una crepe e due fette di mortadella, taglia ricavando dei cubi grandi cm 2,5×2,5.

Guarnisci ogni cubo con una fetta di cetriolo agrodolce e servi.

 

Filoncino con pancetta dolce

Filoncino con cubetti di pancetta dolce

Il pane è inteso come accompagnamento ad un piatto, ma è possibile dare identità a questo alimento, ad esempio preparare filoncino con cubetti di pancetta dolce, ottimo anche tagliato a fette per preparare dei crostini da abbinare magari a della crema di funghi.

Fare il pane a casa non è una cosa semplice ma la ricetta che ti spiego oggi è collaudata e di facile esecuzione, poi preparare il pane è come tutte le cose, l’esercizio aiuta.

Ingredienti:

  • 400 gr di semola di grano duro
  • 80 gr di pancetta dolce a cubetti
  • 4 gr lievito di birra fresco
  • 240 ml di acqua temperatura ambiente
  • Parmigiano Reggiano qb
  • Pepe bianco
  • 5 gr sale

Procedimento per il filoncino con pancetta dolce:

Sciogli il lievito nell’acqua, nella ciotola della planetaria versa la farina e tutta l’acqua. Aziona la planetaria a cui avrai applicato il gancio e impasta per cinque minuti a velocità media.

Aggiungi la pancetta, il pepe e il sale, continua ad impastare fino a che otterrai un impasto liscio ed omogeneo, che si staccherà dalla ciotola della planetaria mentre lo lavori.

Trasferisci l’impasto in un contenitore trasparente, copri con pellicola e lascia lievitare fino al raddoppio in forno spento con luce accesa, ci vorranno circa quattro ore.

Trasferisci su di un piano di lavoro infarinato, dividi in tre parti, lavora con le mani fino ad ottenere dei rettangoli spessi circa un cm, arrotola e forma tre filoncini, copri con uno strofinaccio e fai lievitare 2 ore a temperatura ambiente.

Accendi il forno e fai scaldare con la placca all’interno fino a raggiungere i 230°, quando accendi il forno posiziona sul fondo una ciotola con acqua che servirà a formare vapore per la cottura.

Con un coltello a lama liscia effettua un taglio centrale lungo tutta la lunghezza del panino, profondo circa 1 cm. Cospargi la placca del forno con della semola, trasferisci i panini sulla placca del forno e cuoci per 15 minuti.

Leva la ciotola di acqua dal forno e cospargi la superficie dei panini con Parmigiano Reggiano, fai cuocere altri 15 minuti.

Sforna e lascia raffreddare su di una grata forata.

Paccheri ripieni al forno

Paccheri ripieni

Credo che ogni italiano che si rispetti abbia il proprio formato di pasta preferito, e di conseguenza anche una preparazione che predilige, nel mio caso si tratta dei paccheri, e li prediligo ripieni al forno sono davvero una bomba.

La cosa importante è scegliere il produttore giusto e la giusta ricetta, bilanciata, con carboidrati, proteine e verdure, in modo che un semplice piatto di pasta possa diventare un nutriente piatto unico.

Per la ricetta che ti spiego oggi ho scelto i paccheri delle linea 1881 del pastificio Berruto, una gamma di formati prodotta solo con grano da filiera italiana, trafilata al bronzo e  a lenta essicazione.

Mi piace quando toccando la pasta cruda si sente la porosità e la ruvidezza data dalla trafila, mi piace sapere che attraverso buoni prodotti mi alimento bene in modo corretto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 360 gr Paccheri Berruto
  • 180 gr di tonno all’olio d’oliva
  • 250 gr ricotta
  • 2 zucchine
  • Erba cipollina qb
  • Parmigiano Reggiano qb
  • Olio evo qb
  • Sale fino
  • Sale grosso
  • Pepe nero

Tempo di preparazione:

40 minuti

Preparazione dei paccheri ripieni al forno:

Questa ricetta la puoi preparare utilizzando un’unica pirofila, oppure dei contenitori mono porzione, che si rivelano pratici sia nel caso si prepari una gran quantità di paccheri da consumare nel tempo, ma anche per una questione estetica se si hanno ospiti a cena.

Per cominciare porta a bollore abbondante acqua salata, versa i paccheri nella casseruola e fai cuocere per 7 minuti, scola e lascia da parte in un contenitore ad intiepidire.

Prepara il ripieno, nel mixer versa la ricotta, il tonno, qualche ciuffo di erba cipollina, sale, pepe e un filo d’olio evo, aziona per qualche secondo e otterrai così una crema che sarà parte del ripieno.

Lava le zucchine, con l’aiuto di una mandolina ricava delle fette sottili spesse 2 mm, con un coltello taglia a listarelle e aggiungi  al ripieno preparato in precedenza. Assaggia ed eventualmente aggiusta di sale.

Ungi leggermente la pirofila (le pirofile se prepari la versione mono porzione) con un filo d’olio evo, disponi i paccheri in piedi e riempi con la farcia, aggiungi un filo d’olio e inforna per 12 minuti a 200° in forno statico.

Cospargi i paccheri con abbondante Parmigiano e fai gratinare con grill per 5 minuti. Il risultato sarà una pasta dal ripieno morbido e saporito, ma anche croccante grazie alla gratinatura.

 

Involtini di asparagi verdi e carne salada scottata

Involtini asparagi verdi e carne salada scottata

Ti è mai capitato di raccogliere gli asparagi? Vederli spuntare dal terreno, belli dritti a puntare dritto al cielo e la luce del sole.

Una verdura così piena di forza da bucare il terreno e farsi strada può dare solo benefici, lo sai che è ricca di ferro, diuretica e depurante per le funzionalità renali?

Aprile e maggio sono i mesi in cui faccio il pieno di asparagi, soprattutto verdi e viola, a mio avviso molto più saporiti dei bianchi e privi degli odiosi filamenti che caratterizzano la variante bianca.

Oggi la pianura con i suoi asparagi incontra il Trentino e la famosa carne salada, antico metodo di conservazione della carne. Tendenzialmente speziata e dolce contrasta bene il sapore ferroso degli asparagi.

Io accompagno questo eccezionale secondo o piatto unico con una vinaigrette al miele Antonia senape Italia (antonia-mosterd.nl) una nota di freschezza a questo piatto dai sapori complessi.

Ingredienti per 4 persone:

  • 24 asparagi verdi
  • 16 fette di carne salada tagliata sottile
  • Vinaigrette al miele
  • Sale
  • Olio evo

Procedimento:

Per prima cosa lava gli asparagi ed elimina la parte finale, coriacea e dura. Cuoci gli asparagi a vapore per 10 minuti, aggiusta di sale.

Stendi sul piano di lavoro le fette di carne salada, sovrapponendo due fette per ogni involtino. Appoggia sopra la carne salada tre asparagi e arrotola.

Scalda una padella con un filo d’olio e fai rosolare gli involtini velocemente, più scaldi la carne salada e più diventerà saporita.

Impiatta due involtini a persona e guarnisci con vinaigrette al miele.

Se non ami la senape puoi utilizzare anche una salsa preparate con yogurt greco e succo di limone o lime, giusto per dare al piatto quel tocco di freschezza.

Puoi accompagnare gli involtini anche con insalata, per rendere ancor più completo il piatto, magari aggiungendo anche qualche cipollina agrodolce.

 

 

La Vetrina dell’ Amarone 2022

La Vetrina dell'Amarone 2022

Dopo due anni di stop, e con un panorama internazionale tutt’altro che tranquillo torna protagonista l’ Amarone della Valpolicella. Nel cuore della Valpolicella La Verina dell’ Amarone 2022 ha il compito di riportare ai banchi d’assaggio il celebre vino veronese. Per dare modo a tutti di creare un contatto con questo grande vino da meditazione, addetti ai lavori o semplici appassionati.

La manifestazione rientra nel progetto della manifestazione Palio del Recioto e dell’Amarone che tradizionalmente si svolgerà a Negrar nel week end pasquale, per capirci  dal 16 e 18 aprile.

Il Palio del Recioto e Amarone della Valpolicella

Il Palio è giunto alla 68′ edizione, torna nel 2022 ampliando ancora di più gli eventi e gli intrattenimenti.

Per le persone che vorranno trascorrere qualche ora tra le colline della Valpolicella, tra bellezza e un calice di vino.

Un programma che racchiude al suo interno territorio, eccellenza e cultura, con alcune novità sul fronte della degustazione dei vinigastronomia, teatro e appuntamenti culturali passando dalle visite guidate alla “Villa dei Mosaici”.

Solo nominare il Palio del Recioto si respira già l’aria di festa paesana che questa manifestazione rievoca, ma il progetto è sempre più rivolto ai produttori vitivinicoli, e ad integrare il comparto produttivo nella manifestazione.

Non dimentichiamo che il Recioto era di fatto il vino prodotto e consumato abitualmente in tutte le famiglie della zona. Quindi mantenere vivo il palio vuol dire mantenere viva tradizione e cultura popolare.

Importante novità l’apertura al pubblico della bellissima Villa dei Mosaici, visite guidate illustreranno ai fortunati il luogo che è da qualche anno al centro di un importante progetto di restauro.

Di seguito il programma della manifestazione:

https://citynews-veronasera.stgy.ovh/~media/44435480388728/programma-palio-del-recioto-2022-2.pdf

Villa Mosconi Bertani

 

Villa Mosconi Bertani
Villa Mosconi Bertani

Due giorni di degustazione si sono svolte il 26 e 27 marzo nella splendida location di Villa Mosconi Bertani vicino a Negrar, nelle splendide sale si sono date appuntamento 20 cantine:

 

 

 

  • Albino Armani
  • Villa Crine
  • Terre di Leone
  • La Marega
  • Benedetti la Villa
  • Manara
  • Roberto Mazzi
  • Paolo Cottini
  • Cantina Valpolicella Negrar
  • Tenuta Santa Maria
  • Damoli
  • Le Bertarole
  • San Rustico
  • Boni Alessandro
  • La Quena
  • Corte Martini
  • Villa San Pietro Winery
  • Franchini
  • Nepos Villae
  • Rubinelli Vajol

Ogni produttore ovviamente ha proposto in assaggio una o più annate di Amarone della Valpolicella, celebre vino rosso da meditazione. Con piacere devo dire che ho visto una forte presenza di giovani.

Presenti non  solo per assaggiare il vino, ma soprattutto capire il prodotto e farsi guidare dal produttore all’interno di un percorso olfattivo e gustativo unico.

Sì perché diciamolo, quando si partecipa a una manifestazione che propone un prodotto di gran livello come l’ Amarone della Valpolicella è difficile trovare un vino con difetto.

La cosa che invece si deve fare è lasciarsi trasportare dai sensi e incantare dal racconto, cercare la sfumatura dettata dalla posizione del vigneto, differenze del terreno, e chi più ne ha più ne metta.

 

Villa Mosconi Bertani
Villa Mosconi Bertani

Perché anche se parliamo di una zona circoscritta non vuol dire che il prodotto finale sia uguale, la differenza geologica del terreno da zona a zona e l’esposizione del vigneto rispetto al sole rende la stessa denominazione molto diversa per alcuni punti.

Terreni per composizione di materiali diversa dona sentori diversi, ma anche la flora e la gestione della stessa creano diversità che poi si percepisce nel calice.

Avevo bisogno di tanta bellezza, dei luoghi, dell’atmosfera, dei prodotti, una bella giornata di sole circondata dal bello e inebriata dai profumi di frutta rossa e spezie che solo l’Amarone sa donare.

Amarone della Valpolicella
Amarone della Valpolicella