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Sgombro e verdure grigliate

Sgombro con verdure grigliate

Quando dopo mesi di lock down sei tornato al lavoro qual’è stata la cosa che più ti è mancata rispetto al pre-covid?

Nel mio caso una mensa molto ridimensionata rispetto a prima, un po’ dovuta al fatto che nelle aziende sono presenti meno persone, ma anche le normative covid hanno fatto la loro.

Abituata a un servizio mensa vario ora la scelta è ridotta a panini, insalatone e insalate di riso o simili, sia chiaro non mi sto lamentando, ma se pensi che solitamente a casa ripropongo un piatto dopo circa 6 mesi..

Perciò ho deciso di pubblicare sul blog alcune ricette facili da preparare, che si possono trasportare in modo semplice e si possono mangiare anche fredde.

Ingredienti per una persona:

  • 1 confezione di sgombro Delicius da 125 gr
  • Burrata
  • 2 zucchine
  • Circa 20 pomodori datterini rossi e gialli
  • Maggiorana
  • Olio evo
  • Sale

Procedimento:

Per prima cosa lava zucchine e pomodorini, taglia a fette spesse circa 2 mm le prime, scalda la griglia e ungi leggermente sul fuoco. Griglia zucchine e pomodoriniaggiustando di sale e insaporendo con maggiorana.

Scola lo sgombro dall’olio, impiatta le verdure, la burrata e lo sgombro e buon appetito alla scrivania!!!!!!

Torta di pesche e amaretti

Torta pesche e amaretti

Con le temperatura che piano piano iniziano ad abbassarsi torna anche la voglia di cucinare e accendere il forno.

Preparare un dolce è sempre bello, anche se è un dolce semplice per la colazione o la merenda, come la mia torta di pesche noci e amretti,

Un connubio classico e sempre buono.

Ingredienti per uno stampo da plum cake da 28 cm:

  • 150 gr farina 0
  • 100 gr amaretti Matilde Vincenzi
  • 5 pesche noci mature
  • 3 uova
  • 100 gr zucchero
  • 100 gr olio di vinaccioli
  • 15 gr lievito per dolci

Procedimento:

Lava le pesche, sbucciane 5 e tagliale a pezzetti, versa gli amaretti in un sacchetto, chiudilo e sbriciola aiutandoti con un bicchiere o batti carne.

In una ciotola monta con lo sbattitore elettrico le uova e lo zucchero, aggiungi olio e mescola bene.

In una terrina versa farina, lievito e il composto ottenuto in precedenza, mescola bene.

Aggiungi le pesche e gli amaretti, mescola. Ungi la teglia con lo staccante per dolci, versa il composto e livella con un cucchiaio.

Taglia la pesca rimasta a fettine sottili, io ho lasciato la buccia, inforna e cuoci a 180° per 50 minuti.

Una volta freddo sforma dallo stampo e decora con amaretti sbriciolati.

Pita con Hummus di ceci

Pita con hummus di ceci

La Pita un pane antico diffuso in tutto il mediterraneo, chiamato anche Pane Arabo parte integrante della cucina Siriana, Libanese e Turca.

Trova le sue origini in Mesopotamia millenni fa, è in Grecia però che prende il nome di Pita, un’impasto modellato in forma circolare, basso , ma in cottura si crea una tasca adatta a contenere cibo.

Oggi per me un classico estivo, Pitta e Hummus di ceci, piatto che propongo spesso nei miei menù estivi, come stuzzichino tra chiacchere e un cin per aperitivo.

Le mie Pita sono preparate col mio lievito madre, ricetta collaudata provata più volte prima di essere pubblicata qui nel mio ricettario personale, mentre per Hummus anni fa ho provato la ricetta di Cucchiaio d’Argento e mi è piaciuta tantissimo.

Saporita ma non troppo, il giusto sentore di aglio, cremoso ma compatto.

Ingredi per 4 pita:

  • 120 gr farina manitoba Paolo Mariani
  • 25 gr licoli rinfrescato
  • 50 ml di acqua
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 2,5 gr di sale
  • Semola rimacinata per la spianatoia

Ingredienti per hummus:

  • 240 gr di ceci di Sicilia Montebello
  • Succo di 1 limone
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 cucchiai di olio evo
  • Prezzemolo
  • Paprika dolce
  • Sale
  • Tahina che puoi preparare con 100 gr di sesamo bianco e 20 gr di olio di sesamo o di vinacciolo

Preparazione:

Per prima cosa impasta le pita, in una ciotola sciogli lievito nell’acqua.

In una terrina mescola farina con il composto acqua lievito, aggiungi olio evo e per ultimo il sale. Impasta fino ad ottenere una palla omogenea, trasferisci in una ciotola, copri con pellicola e lascia lievitare fino a quando raddoppia.

Nel frattempo prepariamo la Tahina, se sei a conoscenza di un buon negozio di prodotti etnici la puoi acquistare, altrimenti prepararla è molto semplice.

In un padellino fai tostare il sesamo senza farlo bruciare, trasferisci il sesamo nel boccale del mini pimer, aggiungi l’olio di sesamo e frulla con frullatore a immersione fino ad ottenere una crema, lascia raffreddare.

Quando l’impasto delle pita sarà lievitato stendi col mattarello fino ad ottenereuno spessore di circa 3 mm, accenfi il forno statico a 220°, la placca deve scaldare col forno.

Trasferisci i dischi su placca spolverata con semola, inforna e cuoci per 10 minuti, non devono colorire, sforna e lascia raffreddare.

Ora prepariamo hummus, frulla i ceci con la tahina, l’olio, aglio a cui avrai levato l’anima interna, il succo di un limone, un cucchiaino di paprika dolce e sale.

Trasferisci in una ciotola e guarnisci con prezzemolo tritato e un filo d’olio evo.

Gusta l’ummus assieme alle pita, attenzione crea dipendenza!!!

Semifreddo Cocco e cioccolato

semifreddo cocco e cioccolato

Credo che si possa parlare dell’abbinamento cocco cioccolato come dell’abbinamento classico per eccellenza, a me piace molto e lo ripropongo spesso in semifreddo cocco e cioccolato.

Con l’arrivo del caldo faccio sempre scorta in freezer di semifreddo in vari gusti e formati, monoporzione ma anche da tagliare a fette, o in vaschetta da porzionare come un gelato.

Alternativa buona ai soliti gelati confezionati, sempre pronti per visite improvvise o per dessert alla termine di una cena estiva.

Ingredienti per stampo da plumcake da 30 cm:

Per lo strato bianco:

  • 300 gr panna fresca
  • 75 gr zucchero
  • 80 gr farina di cocco
  • 1 uovo
  • Topping al cioccolato fondente

Per lo strato al cioccolato:

  • 100 gr di panna fresca
  • 100 gr cioccolato fondente
  • 75 gr zucchero
  • 1 uovo

Per guarnire cocco fresco e cioccolato

Procedimento per il semifreddo cocco e cioccolato:

Fodera lo stampo con pellicola per alimenti, ora procedi col preparare lo strato bianco.

Dividi il tuorlo dall’albume, monta a neve quest’ultimo. Quando inizia a montare aggiungi 30 gr di zucchero.

Monta il tuorlo con i restanti 45 gr di zucchero, fino ad ottenere un composto dal colore chiaro, che dovrà formare delle bollicine.

Monta la panna, aggiungi albume montato, tuorlo e mescola bene. Aggiungi anche farina di cocco e mescola il tutto facendo attenzione a non farlo smontare.

Versa il tutto nello stampo e livella, fai rassodare in freezer per un’ora.

Per lo strato al cioccolato valgono i passaggi di prima, quindi monta albume e zucchero, tuorlo e zucchero, monta la panna.

In questo strato però andrai ad incorporare cioccolato fondente fuso a bagno maria. Versa nello stampo e livella.

Ora tutto dovrà solidificare in freezer coperto da pellicola per 4 o 5 ore, al momento del servizio estrai dallo stampo rovesciando il dolce su un piatto di portata.

Taglia a fette e guarnisci con cioccolato fuso e scaglie di cocco fresco.

Insalata di riso Carnaroli integrale in abbinamento Sollemnis DOCG Fior d’Arancio

Insalata di riso integrale, in abbinamento Sollemnis Abbazia di Praglia

Il Contest Degusti Vini Euganei

Se qualche anno fa mi fossi sentita dire il 2020 sarà l’ anno della pandemia che fermerà il mondo, le persone e l’economia gli avrei riso in faccia, eppure è successo.

Il Covid ci ha costretto a fermarci, tutto o quasi si è dovuto fermare.

In particolare ci sono attività che devono il loro maggior guadagno ad altre attività che durante il lock down sono state particolarmente colpite, parlo del settore vitivinicolo che vede la sua maggior fonte di reddito dal settore della ristorazione, bar, enoteche…

La ripartenza lo sappiamo tutti è lenta, per paura, per prudenza, per lo stile di vita che è cambiato o che si è dovuto cambiare perché magari ora la priorità è capire come gestire i figli con asili e scuole chiuse e l’incombente rientro al lavoro.

Credo che tutti ora viviamo in modo diverso, abbiamo cambiato il nostro modo di vivere la libertà, sicuramente da marzo 2020 con consapevolezze diverse.

Quando ho ricevuto la mail del Contest De Gusti Vini Euganei mi sono detta allora qualcosa si muove, sta iniziando a muoversi.

Con l’abbinamento di 24 cantine a 24 blog, per raccontare sui social sul web i Colli Euganei, le DOC e le DOCG di questo territorio.

Ancora una volta attraverso i social, strumenti demonizzati ma che tanto ci hanno tenuto compagnia con dirette, corsi… durante i mesi di quarantena.

Ma allora non sono solo il demonio, il luogo virtuale dove perdere tempo, possono trasformarsi in conoscenza e approfondimento degli argomenti.

Ogni blogger è stato chiamato a raccontare il territorio, i due vini ricevuti creando contenuti, post, storitellyng, raccontare prodotti, territorio fino ad arrivare a creare una ricetta con uno dei vini ricevuti, il vino deve essere si in abbinamento ma anche integrante del piatto.

Una piccola premessa, parlerò della cantina e dei suoi vini, poi spiegherò la ricetta, è non sarà semplice.

Il blog è prima di tutto qualcosa di personale, un diario forse anche un racconto di se, scrivo di quello che mi piace e mia appassiona, il vino è una delle mie passioni, ma lo sono anche le tecniche inusuali, gli ingredienti.

L’abbinamento food e wine va fatto per contrasto o assonanza, quando ho assaggiato i vini dell’ Abbazia di Praglia mi sono trovata difronte a vini non semplici. La prima percezione è stata indubbiamente di struttura e complessità, ho deciso di sostenere ed accentuare questa percezione.

Ho deciso di utilizzare la tecnica della sferificazione, per inserire il vino all’ interno della ricetta come richiesto nel contest, ma in modo diretto, integro e puro.

I colli Euganei

Territorio di origine vulcanica, immerso nel verde tra ville antiche e vigneti, zona vocata al turismo termale, pieno di luoghi incantevoli come ad esempio il bellissimo borgo di Arquà Petrarca, incantevole perla dei colli.

Il contest per me è stato anche una piacevole scusa per tornare in questi luoghi, arrivando da Verona è strano vedere la pianura che all’improvviso viene interrotta dai circa 100 Colli che ne formano il territorio, solo uno dei colli può essere chiamato monte, il Monte Verda.

Un territorio che non ha nulla a che vedere con la vicina pianura, pendii boscosi d’un tratto si aprono in ampie valli, rilievi coperti di vigneti che beneficiano di un microclima unico. Cime che intrappolano correnti che scendendo a valle creano dei laghi di aria fredda, immaginate un microclima così particolare cosa può conferire al vino.

Abbazia di Praglia

Eccomi abbinata per il contest all’ Abbazia di Praglia, luogo e cantina che in tutta sincerità non conoscevo, un primo sguardo al sito e resto e resto incantata da tanta bellezza. L’Abbazia stessa ma anche il luogo i paesaggi da cui è circondata.

Subito sono contattata da Emanuele, una piacevole telefonata in cui mi illustra le DOCG interessate dal contest e ci accordiamo per la spedizione dei vini, ci lasciamo con una promessa, prima di pensare e preparare la ricetta una visita dove i vini nascono.

Questa promessa è stata la scusa per una piacevole domenica in famiglia sui Colli, pranzo con un panorama mozzafiato e poi la visita a un luogo ricco di storia, cultura e sapiente lavoro com’è l’Abbazia di Praglia.

Emanuele mi guida tra i corridoi, il chiostro stupendo, fino ad arrivare al giardino con le arnie dove vengono allevate le api per il miele, e poi lei la cantina, la parte produttiva e la parte dove riposano le botticelle di Garbellotto.

E’ doverosa un po’ di storia prima di parlare dei vini, e si capisce subito che la storia di questo luogo incantato è stata tutt’altro che tranquilla.

Innanzitutto risale al 1130 il primo attestato che parla dei Frati Benedettini e di vinificazione in questi luoghi e nel 1304 si parla già di Schiava e Garganega coltivata a vite maritata.

Dal 1810 al 1830 durante l’invasione di Napoleone i Frati sono espropriati dell’Abbazia e di tutto quello che produce, ma questa è solo una delle “parentesi” sfortunate dei Benedettini di Praglia.

Nel 1867 con l’unità d’Italia il Regno entra in possesso di tutti i terreni e dell’Abbazia stessa, costringe i Frati Benedettini all’esilio in Istria, poi nel1904 viene concesso a 2 Frati di rientrare in possesso dell’ Abbazia e da qui riparte la storia vinicola di questo luogo, che nel corso del 1900 cresce.

Fino ad investire nel 1985 in enologia moderna, mantenendo comunque in vigore le regole che scandiscono la vita all’interno di questi luoghi, solo ad un Monaco infatti è concesso entrare ed occuparsi della cantina.

Ad oggi ad esempio 2 sole persone conoscono la ricetta del licor de expedition che serve per produrre il metodo classico secondo l’antico metodo Benedettino. In parole povere Champagne vi dice qualcosa?

Nel 2000 si decide di investire ancora in qualità e ricerca enologica, creare un prodotto di qualità e inconfondibile era indispensabile, nel 2011 la prima vendemmia del nuovo corso.

Tre sono le parole d’ordine che l’Abbazia di Praglia rispetta per ogni prodotto che produce:

  • Rispetto dell’ambiente non vengono utilizzati pesticidi, in quanto andrebbero ad interferire anche con le api allevate per la produzione del miele;
  • Attenzione del consumatore;
  • Lavoro/sostegno 6 persone tranne i Monaci lavorano in Vigneto e cantinafamiglie che danno lavoro e sostegno al prodotto e che vanno a loro volta sostenute;
Abbazia di Praglia
Abbazia di Praglia
Abbazia di Praglia
Abbazia di Praglia
Abbazia di Praglia
Abbazia di Praglia

Fior d’ Arancio

Zona conosciuta per la DOCG Fiori d’Arancio rigorosamente prodotta con uva moscato giallo e come recita il disciplinare per la sua produzione deve essere utilizzato almeno il 95% di moscato giallo.

Note speziate, particolarmente spiccate, ricordo del fiore di zagarà.
La gamma spazia dallo spumante, al vino secco, al passito.

Solemnis è la DOCG fior d’arancio 100% moscato giallo, uva legata a questo territorio da un profondo legame, il termine moscato dal tardo latino muscus che significa profumato.

Terreno argilloso che conferisce a questo vino struttura, intensità e durata nel tempo.

Nel bicchiere colore bianco carta, note intense agrumate, come scritto sopra assolutamente profumato, persistenza in bocca, ma anche sapido.

Un vino indubbiamente adatto a piatti di pesce che hanno carattere, una grigliata di pesce e crostacei, molluschi ma resi decisi con gusto, con abbinamenti anche rustici con cibi integrali.

Sollemnis Abbazia di Praglia
Sollemnis Abbazia di Praglia

Claustrum Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG

anche per il passito dell’Abbazia di Praglia l’uva utilizzata è il moscato giallo, 100% moscato giallo dal colore ambrato.

Per niente stucchevole, anzi speziato, si sente il frutto candito ma anche una nota balsamica che secondo me lo rende adatto all’abbinamento con formaggi stagionati, erborinati.
Un vino adatto si per terminare in bellezza un pasto, ma anche da meditazione, immagino sera d’estate, giardino, chiacchere, servito fresco.

Claustrum Abbazia di Praglia
Claustrum Abbazia di Praglia

La scelta

Per la ricetta è il moscato giallo secco, è difficile sapere cosa ha in testa un’enologo quando un vino prende forma, io so solo che quando ho assaggiato il vino ho percepito il salino.

Ho pensato al mare, alla non troppo lontana Chioggia con i suoi molluschi, alla mia Verona col suo riso, al pisello Verdone quasi Vicenza, e così ho disegnato una linea ipotetica che racchiude buona parte del mio Veneto.

Ingredienti per 4 persone:

Ingredienti per la sferificazione:

Procedimento:

Lava vongole e fasolari sotto l’acqua corrente, in una padella fai scaldare un filo di olio evo e fai rosolare l’aglio nero. Aggiungi i molluschi, copri con coperchio e fai cuocere a fuoco vivo per 5 minuti.

Trascorso il tempo leva i fasolari, vongole e aglio nero dalla padella, leva i molluschi dai guschi e trasferisci in una ciotola. Lasciane qualcuno integro per guarnizione.

Condisci con olio evo e pepe, copri con coperchio per evitare che si secchino.

Filtra l’acqua di cottura, aggiungi ancora acqua e porta ad ebollizione, versa il riso e aggiungi il sale, mi raccomando poco ricorda che è il liquido di cottura del nostro pesce.

Mescola e lascia cuocere per 30/35 minuti, il riso integrale ha tempi di cottura più lunghi.

Preleva un mestolo di acqua di cottura e lascia da parte, servirà per i piselli. Scola il riso, lascia raffreddare, versa vongole e fasolari precedentemente cotti e conditi e mescola bene. Copri con coperchio.

Sbuccia il cipollotto, taglia a pezzettoni e fai cuocere a vapore con piselli e sale per circa 15 minuti. Lascia un cucchiaio di piselli da parte per guarnire il piatto.

Versa i piselli e il cipollotto nel boccale del mini pimer con il mestolo di acqua di cottura del riso messo da parte. Frulla fino ad ottenere una crema densa.

Ora passiamo alla parte più difficile, la sferificazione. Alginato e Cloruro di calcio li trovate in tutte le farmacie o comodamente on line.

Versa l’ alginato di sodio, che è un sale naturale ricavato da alghe marine, all’interno del vino freddo di frigorifero, aggiungi 2 pistilli di zafferano. Lavora bene con una frusta, il composto non dovrà avere bolle.

In una ciotola versa 500 ml di acqua e il cloruro di calcio, che serve a solidificare le sfere. Le sfere che andiamo a preparare vanno consumate in breve tempo in quanto create con sferificazione diretta, il che significa sfere particolarmente morbide.

Con una siringa senza ago preleva il vino gelificato e lascia cadere delle gocce all’interno della ciotola con acqua e calcio, raccogli le sfere con un colino e sciacqua delicatamente con acqua corrente.

Questa operazione serve ad eliminare l’eccesso salino che le sostanze per la sferificazione conferiscono. Lascia scolare le sfere nel colino.

Coppa pasta del diametro di circa 10 cm, 2 cucchiai di crema di piselli sul fondo, aggiungi 5 cucchiai di riso condito in precedenza e schiacciare bene, in questo modo la crema di piselli farà da base alla nostra insalata.

Sfilare il coppa pasta con delicatezza, guarnire con fasolari, vongole, sfere di moscato giallo e piselli che avete tenuto da parte, un filo d’olio per finire.

Pizza tart

Pizza tart

Dopo aver fatto e rifatto cream tart di ogni forma, lettera, numero ho deciso che era giunto il momento di trasformare in tart anche la mitica pizza.

Si lo ammetto mi basta dormire poche ore, quindi pendo molto, sopratutto al mattino presto, questa idea nasce più o meno alle 5.30 appena sveglia.

Ho pensato alla pizza tart come alla cream tart, quindi un consumo non per intero ma a fetta, magari in una serata in compagnia oppure un aperitivo, insomma un occasione in cui spizzicare qualcosa magari bevendo una bella birra artigianale.

Gli ingredienti scelti sono assolutamente modificabili in base alle esigenze e gusti, esigenze anche e magari di abbinamento al drink o birra.

Per la mia ricetta utilizzo i formaggi Sabelli , direttamente da Ascoli Piceno con latte del Gran Sasso, li trovo ottimi, dalla ricotta, alle mozzarelline e la mitica stracciatella di burrata, sono facili da reperire in tutti i supermercati. Un prodotto indubbiamente per la grande distribuzione ma molto molto buono.

Ingredienti per la base 30 cm:

Ingredienti per la farcitura:

  • Passata di pomodoro qb
  • 2 cucchiai di Parmigiano Reggiano
  • 10 mozzarelline Sabelli
  • 8 foglie di basilico
  • Olio evo
  • 1 cucchiaino di pinoli
  • circa 8 datterini gialli
  • sale
  • Stracciatella di burrata Sabelle
  • 1 zucchina
  • Prosciutto crudo
  • circa 10 ciliegini

Procedimento:

La base pizza che prepariamo è a lunga lievitazione quindi per prima cosa procediamo con l’impasto, prevede una lievitazione in frigorifero di 48 ore, se volete che sia pronta in 24 ore raddoppia la quantità di lievito.

In planetaria, farina, malto, 280 gr di acqua in cui avrai sciolto il levito, aziona planetaria con la foglia, impasta fino a quando non sarà incordato, che significa staccato dalla ciotola e attaccato alla foglia.

Cambia la foglia col gancio, aggiungi i restanti 30 gr di acqua e impasta fino ad incordare, aggiungi il sale e l’olio, fai incordare.

Impasta per circa 10 minuti, staccando l’impasto dal gancio tre volte.

Ungi un contenitore a chiusura ermetica con un filo d’olio, trasferisci l’impasto al suo interno e chiudi con coperchio, lascia riposare un’ora a temperatura ambiente e poi frigo per 24 ore.

Trascorso il tempo di riposo in frigo lascia l’impasto a temperatura ambiente un’oretta, per fare prima puoi anche fare forno con luce accesa.

La pizza tart sarà a 2 strati, quindi dividi l’impasto in 2 parti uguali, stendi l’impasto con le dita e fai una piega a tre, in pratica devi ripiegare all’interno i 2 lembi sovrapponendoli, e fare lo stesso anche dall’altro lato.

Infarinando la spianatoia forma delle palline pirlando l’impasto con le mani, lascia riposare coperto 2 ore.

Nel frattempo, lava i datterini gialli tagliali a metà e aggiusta di sale, metti a sgocciolare le mozzarelline, affetta e griglia le zucchine, lava i ciliegini e falli cuocere 5 minuti in padella con olio e sale in maniera che si abbrustoliscano, frulla il basilico in circa 80 ml di olio evo, pinoli e sale.

Accendi il forno a 240°, su 2 fogli di carta forno stendi gli impasti, aiutati con un filo d’olio evo. Ricava da un pezzo di carta forno un cerchio del diametro di 30 cm, rifila la pasta stesa. Con una ciotola del diametro di circa 10 cm ricava il foro al centro del disco.

Non buttare i ritagli, possono diventare fantastiche pizzette o grissini.

Ungi entrambi i dischi con olio evo, inforna il disco che sarà farcito con pomodoro per 10 minuti, il disco superiore per 15.

Farcisci il disco che hai cotto 10 minuti con pomodoro e parmigiano, inforna ancora 5 minuti, farcisci con le mozzarelline e i mezzi datterini gialli, e per finire pesto leggero.

Adagia il secondo disco sul primo farcito, procedi con stracciatelle di burrata, zucchine grigliate, ciliegini arrostiti e rose di prosciutto crudo.

Taglia e servi!!!

Pizza tart
Pizza tart

 

Cheesecake salata con composta di pomodori

cheesecake salata

Lo so non è stagione di pomodori, ma sabato scorso in occasione di una cena a domicilio a grande richiesta ho riproposto la mia cheesecake salata.

Antipasto sfizioso e versatile in abbinamento a molti menù, quello della scorsa settimana in particolare era vegetariano.

Sapete quanto io ami usare prodotti di stagione, facciamo così salvate la ricetta per giugno quando saranno disponibili i pomodori.

Intanto vi lascio il nome del mio spacciatore di composta preferito, l’ azienda è la Callipo realtà calabrese presente sul mercato da più di 100 anni, nella composta che trovate in commercio è impiegata la qualità san marzano, i loro prodotti sono 100% naturali, e preparati con ingredienti certificati e di qualità.

Ingredienti per uno stampo da 24 cm :

Per la base:

  • 200 gr di grissini integrali
  • 90 gr di burro

Per la crema:

  • 300 gr di Philadelphia
  • 250 gr di ricotta
  • 3 uova
  • 300 gr composta di pomodori verdi Callipo
  • 15 pomodorini ciliegino
  • erba cipollina
  • sale
  • pepe nero
  • olio evo
  • maggiorana
  • zucchero

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo i pomodorini confit, lava i pomodorini senza eliminare il picciolo, puramente per un fattore estetico.

Stendi un foglio di carta forno sulla placca, trasferisci i pomodorini sulla placca, condisci con olio evo, sale, zucchero e maggiorana, inforna a 120° ventilato per 2 ore.

Nel mixer versa i grissini, trita, ora aggiungi il burro e aziona ancora il mixer.

Fodera uno stampo a cerniera, fondo e lati con carta forno, versa il composto del mixer e livella, fai riposare in frigo una mezz’ora.

Prepara la crema, monta le uova aggiungendo una presa di sale, aggiungi erba cipollina tritata finemente.

In una terrina amalgama i formaggi, unisci le uova e versa nello stampo a cerniera, inforna a 180° per circa 40 minuti.

Lascia raffreddare all’interno del forno.

Farcisci con la composta di pomodori e i pomodorini confit.

Piadina al carbone vegetale

piadina_carbone_vegetale

Il mio licoli mi da sempre delle grandi soddisfazioni, anche quando ho deciso con l’esubero di impastare le piadine.

Il lievito naturale ha bisogno di cure, ha bisogno di cibo, tradotto acqua e farina, non è necessario rinfrescare tutto il licoli che abbiamo in frigo.

Con l’esubero che altrimenti andrebbe buttato possiamo preparare delle tigelle o delle piadine.

In questo caso ho utilizzato la farina di carbone vegetale, mi piace il colore e anche il sapore, e secondo me gli impasti sono anche più digeribili.

Ingrediente principe della ricetta il Lavarello del Garda, semplicemente lo adoro e quando vado a qualche mercatino e trovo le cooperative o pescatori che vendono i vasetti lo compro sempre, ottimo sul pane, sulla pasta o come in questo caso solla piadina.

Ingredienti per 6 piadine:

150 gr farina 0

150 gr farina carbone vegetale

80 gr licoli esubero

50 gr latte

40 gr acqua

2 cucchiai di olio evo

1/2 cucchiaino di malto

7 gr di sale

Ingredienti per farcire:

400 gr di lavarello sottolio

2 peperoni gialli

1 cipolla

200 gr di robiola

olio evo del Garga

sale

Procedimento:

Prepariamo l’impasto, sciogli lievito, malto in acqua e latte tiepido.

Versa le farine con l’olio nella planetaria, aggiungi il lievito sciolto e inizia ad impastare, aggiungi il sale e impasta fini a quando l’impasto è incordato.

Sulla spianatoia dopo aver fatto un giro di pieghe a tre forma un panetto, trasferisci in una ciotola dai bordi dritti verticali, copri con pellicola e fai lievitare al raddoppio.

Dividi l’impasto in 6 parti uguali, lavora bene l’impasto in modo da formare delle palline, trasferisci su un vassoio che coprirai con pellicola, lascia raddoppiare di volume.

La lievitazione è soggetta a temperature e umidità i tempi possono variare da 2 a 4 ore.

Prepara le verdure, lava i peperoni e tagliali a strisce sottoli, taglia anche la cipolla sottile, cuoci velocemente su piastra con sale e olio evo.

Per farcire poi nella ricetta suggerisco il Lavarello del Garda, è un pesce di lago cotto al forno, deliscato e conservato in vaso con olio di semi, aceto e sale, se non piace o non lo trovate va benissimo il tonno.

Stendete le piadine con il mattarello, scaldate una padella, io uso quella per le crepes, e ungete con un filo d’olio, cucinate la piadina 3 cm per parte.

Condite con robiola, verdure e Lavarello.

Prugne dolci

Da un paio di mesi avevo in mente questa ricetta, ora che le temperature sono più accettabili è tempo di accendere il forno e di preparare le prugne dolci.

Valida alternativa soprattutto adatta anche ai più piccoli perché analcoliche, infatti l’alchermes comunemente usato per le pesche dolci qui è sostituito dal succo di frutti rossi.

Altra modifica che rende questa ricetta più leggera è l’utilizzo dell’olio di cocco al posto del burro, non sono fissata col sostituire i grassi animali con quelli vegetali ma se riesco a trovare una valida alternativa che non modifichi sapore e risultato finale ben venga.

Ricco di vitamine e anti ossidanti, poche calorie e alta digeribilità, cosa chiedere di più a un’ ingrediente, questa è la prima ricetta che preparo utilizzando l’olio di cocco ma credo che diventerà un mio grande amico.

Ingredienti per 10 pasticcini:

  • 200 gr farina 0
  • 65 gr zucchero semolato
  • 50 gr olio di cocco
  • 2 cucchiai di latte scremato
  • 6 gr lievito per dolci
  • 1 uovo
  • Scorza grattugiata di 1/2 limone

Per farcire …

  • 4 cucchiai di mascarpone
  • 4 cucchiai di latte
  • 2 cucchiai di cacao amro in polvere
  • Succo ai frutti di bosco Gastroval
  • Zucchero semolato qb
  • Marzapane verde per le foglie

Procedimento:

Nella planetaria versa la farina, lo zucchero, olio di cocco e il lievito, lavora con gancio a foglia.

Aggiungi il latte un cucchiaio per volta e la scorza di limone grattugiata.

Quando avrai ottenuto un composto liscio lavorabile con le mani crea delle palline del peso di 20 gr, disponi su placca forno foderata con carta mantenendo qualche cm di distanza tra una pallina e l’altra.

Cuoci in forno a 180° per 15/20 minuti, sforna e lascia raffreddare.

Prepara la crema lavorando con le fruste il mascarpone col latte, aggiungi il cacao amaro e continua a montare, trasferisci la crema in una sac a poche.

Con un coltellino scava i gusci biscotto che hai ottenuto, farcisci con la crema e chiudi due gusci tra di loro, inzuppa nel succo di frutti rossi e arrotola nello zucchero. lascia riposare in frigo e se vuoi decora con foglie di marzapane.

Gratinato

gratinato di pesce

Amo il mare, il pesce, I molluschi, non credo ne esista uno che non stuzzichi il mio palato, in particolare amo I molluschi gratinati.

Versatili possono essere usati in molteplici preparazioni, antipasti, primi, secondi.

Il vino

In questo caso un aperitivo accompagnato da un vino sempre in testa alla mia classifica personale il Lugana dell’ azienda agricola Santa Cristina della cantina Zenato.

Dal colore giallo paglierino a tratti verdognolo, spiccate note di frutto tropicale, in particolare ananas, persistente al palato, aromatico.

Prodotto 100% Trebbiano di Lugana fa fermentazione e affinamento in acciaio.

Questo permette al gusto di questo vino di mantenere le sue note fruttate rendendolo così un vino adatto un po’ a tutti I gusti.

Ingredienti

Che vi posso dire cozze e capesante a piacere, non sono mai abbastanza

Per la panatura delle cozze:

100 gr di pane raffermo tritato

3 foglie di basilico

3 rametti di prezzemolo

1 spicchio d’ aglio

olio evo

sale pepe bianco

Per le capesante

Olio evo 50 ml

vino Lugana 50 ml

sale rosa

1 spicchio d’ aglio

Zenzero 10 gr

Coriandolo fresco

Preparazione

Per prima cosa prepara il condimento delle capesante, in una ciotola fai macerare per un paio d’ ore l’ aglio nell’ olio, zenzero e vino con un pizzico di sale.

Nel mixer trita il pane con il basilico, prezzemolo, aglio, sale e pepe, aggiungi un filo di olio evo.

Lava le capesante per eliminare eventuale sabbia, disponi su placca forno foderata con carta.

Pulisci le cozze dalla barba, lavale bene, trasferisci in padella ben calda, copri con coperchio e fai aprire, co vorranno due minuti.

Accendi il forno a 170°, condisci le capesante con marinatura e coriandolo, farcisci le cozze con la panatura, inforna 10 minuti e il gioco è fatto.