Giovedì gnocchi di patate con la pastizada de caval

Gnocchi con pastizada de caval

Ed eccoci catapultati in pieno clima carnevalesco tra gnocchi, frittelle e chiacchere.

Oggi in particolare voglio parlare di gnocchi, della ricetta per eccellenza a Verona, gli gnocchi con la pastizada de caval, antica ricetta tipica della città degli innamorati.

Cenni storici

Perché preparare e scrivere questa ricetta per il blog proprio per il carnevale 2020? E’ presto detto, la mia dolce metà Adamo Bressan in arte Spartaco dal Volon quest’anno ha deciso di candidarsi allo scettro del 490° Papà del Gnoco.

Maschera storica del Carnevale Veronese e più longeva della penisola, pubblicando con il Dino da Sandrà il cartone animato che parla della storia e della figura benefica che questa maschera ricopre.

Già che ci siamo facciamoci pubblicità… candidato col nr 1!!!!!!!!!!!!!! Per tutte le info per votare vi lascio il link.

Ma procediamo con ordine, parliamo di pastizada, si narra che questa ricetta trovi origine intorno al 560, anno della conquista di Pavia da parte di Alboino Re dei Longobardi, il quale risiede a Verona, questo provoca più volte l’assalto alla città.

Durante uno di questi assedi lo scontro fuori le mura fu molto cruento, rimasero sul selciato molti cavalli uccisi, la popolazione del tempo stremata da continue lotte decise di cucinare i cavalli uccisi.

Invece l’origine dello gnocco legata al carnevale Veronese è da far risalire al 1531, anno di carestia a Verona, anno di rivoluzione popolare dovuta alla scarsità di cibo. Persone influenti a Verona tra cui Tomaso da Vico decidono la distribuzione di generi di prima necessità alla popolazione.

Da qui nasce il Venerdì Gnocolar ultimo venerdì prima della quaresima i cittadini si trovavano in Piazza San Zeno a mangiare gli gnocchi preparati prima davanti alla Basilica di San Zeno e poi nelle case dei Veronesi.

Vi lascio il cartone animato che spiega in modo semplice ma esaustivo la storia del Carnevale Veronese.

Il vino in abbinamento

Parlando di tradizione Veronese che vino potevo abbinare se non un Valpolicella Ripasso 2016 Azienda agricola Brigaldara.

Valpolicella Ripasso 2016
Valpolicella Ripasso 2016 Brigaldara

Capace col suo corpo di supportare ed esaltare un piatto complesso a livello di sapore come la pastizada, uve vendemmiate nella seconda metà di ottobre a mano, rifermentato per 5 giorni sulle vinacce dell’Amarone.

Colore rosso rubino intenso che dona un senso di calore, al naso e in bocca sentore di frutta matura a buccia rossa, persistente al palato.

Sembra assurdo ma i tannini presenti ma non eccessivi hanno il potete di alleggerire al palto il gusto intenso della pastizada.

Ingredienti per un bel pranzo tra 10 amici:

Pastizada de caval:

  • 1,7 kg di polpa di cavallo
  • 2 carote
  • 1 costa di sedano
  • 400 gr di cipolle bianche
  • 1 lt di Valpolicella ripasso Azienda Agricola Brigaldara
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaino di noce moscata
  • 3 foglie di alloro
  • Olio evo
  • Sale

Ingredienti per gli gnocchi:

  • 2,5 kg di patate
  • 500 gr di farina più quella che serve per lavorazione
  • 2 uova
  • sale

Procedimento:

Prima cosa dobbiamo pensare alla pastizada, la preparazione di questo spezzatino prevede varie fasi di cottura.

Più viene preparata in anticipo più è buona, circa due giorni prima di consumarla.

Taglia la polpa di cavallo a pezzi, trita anche sedano, carote e cipolla.

In una casseruola dai bordi alti fai scaldare l’olio evo, aggiungi le verdure tritate e fai soffriggere, aggiungi la polpa di cavallo e fai rosolare bene.

Aggiungi cannella, noce moscata e alloro, poi versa il vino, porta a bollore, poi fai cuocere a fuoco molto basso per due ore.

Il secondo giorno fai cuocere la pastizada per altre 6 ore, aggiungrndo il sale, sempre a fuoco molto basso.

Infine il terzo giorno fai cuocere la pastizada altre due ore e sarà pronta!

Gli gnocchi io cuocio le patate sbucciate, tagliate a pezzi sottovuoto a bassa temperatura.

E’ una cottura che richiede macchinari particolari e in alternativa potete cuocere le patate in maniera classica in acqua con la buccia, o al vapore.

Qualsiasi sarà il metodo di cottura che utilizzerai le patate vanno schiacciate ancora calde, io poi personalmente le lascio intiepidire prima di procedere con l’ impasto.

Sulla spianatoia versa la farina, le patate schiacciate, le uova e il sale, impasta velocemente fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo.

Dividi l’ impasto in circa 15 parti, infarina, crea dei serpenti rotolando l’imparto con le mani sulla spianatoia, con un coltello taglia a pezzi lunghi circa 1,5 cm.

Infarina ancora, passa ogni gnocco sui denti della forchetta per creare le scanalature che aiuteranno a inglobare il sugo.

gnocchi_di_patate
Gnocchi di Patate

Fai cuocere gli gnocchi in acqua bollente e salata, devono cuocere un minuto, fino a quando verranno a galla, scola e condisci con la pastizada.

Carpaccio di manzo, ananas e radicchio tardivo

Per riprendersi dagli eccessi delle feste serve qualcosa di leggero, anche fresco, ma comunque gustoso.

Oggi ho pensato di preparare un carpaccio di manzo quasi in purezza, manzo allevato in Lessinia in pratica dietro l’angolo, da Damati carni, aggiungo meno male che in pianura ci sono rivenditori di fiducia pronti a salvaguardare e valorizzare il territorio.

Ovviamente sto parlando della gastromonia macelleria Melotto, il mio “spacciatore” di fiducia!!!

Sapori semplici per questa ricetta, manzo condito solo con sale Maldon, un sale quasi dolce, ananas marinata con olio evo e pepe di Sichuan, dal sentore agrumato, per finire un’ortaggio di stagione, il radicchio tardivo di Treviso, leggermente amaro.

A bilanciare il tutto dei crostini saltati con olio evo e polvere di peperoncino Habanero rosso e arancione, coltivata e prodotta da me con l’ utilizzo dell’essiccatore, vi lascio un link che spiega funzioni e utilità di questo importante elettrodomestico.

Ingredienti per una persona:

  • 10 fette di carpaccio di manzo
  • 5 fette sottili di ananas
  • Radicchio Tardivo di Treviso
  • Pane per crostini
  • Sale Maldon
  • Pepe Sichuan
  • Polvere di peperoncino Habanero
  • Sale
  • Aceto Balsamico
  • Olio evo

Procedimento:

Taglia l’ananas in due parti, leva la buccia, taglia a fette spesse 2 mm e metti a marinare con olio evo e abbondante pepe Sichuan, lascia marinare 30 minuti.

Lava e pulisci il radicchio, asciuga bene e condisci con sale e aceto balsamico.

Taglia il pane a cubetti e fai rosolare in padella con olio evo e polvere di peperoncino a piacere.

Non resta che comporre il piatto, disponi il carpaccio, l’ananas, il radicchio e i crostini, prima di servire aggiungi il sale Maldon sul carpaccio.

Se vuoi utilizzare questa ricetta come antipasto rivedi le dosi a piacere, in base al tipo di esperienza vuoi proprorre.

Baccalà in guazzetto con Bardolino Chiaretto DOC Costa d’Oro

In inverno il baccalà in Veneto è un classico, ma non sempre si ha il tempo di prendere lo stoccafisso e farlo ammollare per almeno 48 ore in acqua corrente.

Quando ho voglia di baccalà in tempi brevi acquisto il baccalà bagnato o ammollato, cucina veramente in breve tempo e comunque il gusto non ne risente.

Ricetta perfetta anche per il cenone di San Silvestro ormai imminente, abbinato alle olive nere, cipolla e concentrato di pomodoro il gusto è assicurato.

Considerata la complessità degli ingredienti ho deciso di abbinare un vino fermo, vinificato in rosa, il Bardolino chiaretto Classico DOC della cantina Costa d’ Oro, la macerazione veloce delle bucce, solo 18 ore, gli conferisce il suo colore rosato.

Al naso e al palato sentore di agrumi, pompelmo e mandarino, ma anche frutti rossi, assieme alla sapidità bilanciano il tutto.

Ingredienti per 4 persone:

Procedimento:

Per prima cosa taglia la cipolla a fette sottili e fai rosolare con olio evo.

Taglia il baccalà a pezzi, la pelle e la lisca centrale la levi mentre cuoce così non sprechi pesce.

Aggiungi il pesce alla cipolla assieme a 200 ml di acqua, fai cuocere coperto con coperchio per 10 minuti.

Elimina la pelle e le lische, aggiungi il concentrato di pomodoro e le olive, aggiungi il peperoncino, sale e pepe, fai cuocere ancora di minuti.

Impiatta con il suo sugo e servi con crostini, in alternativa puoi abbinare anche della polenta abbrustolita.

Crostatine con zucca in saor

crostatine con zucca in saor

Chi mi conosce sa che adoro gli antipasti e gli stuzzichini, infatti continuo a ripetermi che dovrei preparare più secondi piatti, prendiamolo come proposito per il nuovo anno!

Che dire di queste crostatine, uno stuzzichino importante dal punto di vista del sapore, la dolcezza della zucca abbinata con l’agro dolce del saor, altra cosa che adoro.

Ricetta abbastanza facile da preparare, la pasta brisè la potete acquistare pronta all’uso, e già questa è una gran mano, ricetta rustica dal sapore deciso, alla quale io abbinerei una bolla sottile e vellutata come un Franciacorta satin.

Ingredienti per 6 crostatine, stampo circa 8 cm diametro:

1 pasta brisè rettangolare Stuffer

800 gr di zucca violina pulita

2 cipolle bianche

1 manciata di uva sultanina

1 manciata di pinoli

50 ml di aceto di pere

100 gr di grana padano

1 cuccchiaino di zucchero

olio evo

sale

pepe nero

Procedimento:

Per prima cosa puliamo la zucca, la tagliamo a tocchetti e la cuciniamo a vapore per circa 15 minuti.

Trasferiamo la zucca che abbiamo lasciato intiepidire nel bric del frullatore a immersione, aggiungiamo il Grana Pdano, un filo di olio evo e pepe nero, frulliamo e mettiamo da parte.

Un un padellino fai tostare i pinoli a fuoco vivo per un paio di minuti, metti in ammollo l’uva in acqua fredda.

Sbuccia la cipolla e tagliala a fette sottili, in una padella fai scaldare un filo d’ olio, aggiungi la cipolla fai rosolare leggermente e porta a cottura aggiungendo acqua, deve essere morbida e trasparente.

Aggiungi l’aceto, l’uvetta sgocciolata, i pinoli, lo zucchero e aggiusta di sale, in questa fase la fiamma deve essere al minimo.

Ricaviamo dalla pasta brisè 6 dischi di circa 12 cm di diametro, io ho gli stampini antiaderenti quindi non li ungo.

Foderiamo gli stampini e li riempiamo con la zucca, se avanzate della zucca sarà perfetta per un risotto o una pasta.

Cuocete in forno a 200° per 30 minuti circa, devono essere ben dorate.

Sforna e farcisci col daor a temperatura ambiente.

Gnocchi di zucca rana pescatrice e catalogna

Sto per pubblicare tre ricette che prevedono la zucca, una dietro l’altra, sinceramente non mi interessa.

Ne facciamo una scorpacciata finchè è di stagione e poi ce la dimentichiamo fino a settembre 2020, questo si chiama stagionalità, alle zucchine pensiamo a luglio.

Per questo piatto ho voluto sperimentare l’abbinamento di alimenti tendenzialmente dolci come zucca e rana pescatrice a una verdura invernale, dal sapore terroso e intenso come la catalogna.

Devo dire che l’utilizzo di questultima cruda e in crema assesta l’equilibrio del piatto, impedendo alla dolcezza di prevalere, per finire nocciole tostate.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 kg di zucca violina pulita
  • 600 gr di rana pescatrice
  • 500 gr di catalogna
  • 1 uovo
  • 300 gr di farina e poi quella che serve per lavorazione
  • aglio nero 1 spicchio
  • olio evo
  • sale
  • pepe sichuan
  • nocciole
  • 1/2 limone

Procedimento:

  1. Pulisci la zucca e taglia a cubetti, cuoci a vapore.
  2. Versa la farina sulla spianatoia, crea una fontana al centro, inserisci la zucca che avrai schiacciato con forchetta o schiaccia patate, aggiungi l’uovo.
  3. Inizia ad amalgamare bene gli ingredienti e poi impastare, fino ad ottenere un’impasto liscio ed omogeneo.
  4. Dividi l’impasto in parti, con le mani crea dei serpenti da cui ricavare gli gnocchi, infarina e mette da parte su vassoi.
  5. Lava la catalogna, tieni da parte le foglie più tenere per guarnire il piatto.
  6. In una padella fai rosolare l’aglio nero con olio evo, fai cuocere la catalogna con l’aglio per 10 minuti. Aggiusta di sale.
  7. Frulla la catalogna con frullatore a immersionefino ad ottenere una crema, mantieni in caldo.
  8. Pulisci la rana pescatrice eliminando la pelle, taglia a cubotti e cuoci in padella con un filo di olio evo, sale e pepe nero, cuoci giusto 5 minuti, sfuma col succo di limone in cottura.
  9. Taglia le foglie di catalogna in modo sottile, condisci con olio evo e sale.
  10. Porta a bollore abbondante acqua, aggiungi il sale quando bolle, versa gli gnocchi che saranno pronti in pochissimo tempo, quando vengono a galla scolali.
  11. Sul fondo del piatto crea uno specchio di catalogna, aggiungi gli gnocci, la rana pescatrice, la catalogna fresca e le nocciole.

Lasagna al vino rosso

Lasagna al vino rosso

Un ragù diverso, cotto nel vino rosso, senza passata di pomodoro, ma solo il sapore deciso che il vino sa dare mitigato dalla zucca, dalla besciamella e dal Parmigiano Reggiano.

La lasagna un classico della domenica, un piatto che va gustato lentamente, appunto di domenica, quando si hanno quei 15 minuti di tempo in più per il pranzo.

Secondo me si può abbinare a questo, piatto il vino utilizzato per la preparazione del ragù Campofiorin di Masi, vino veneto ispirato all’Amarone.

Composto da corvina, rondinella e molinara, tannini morbidi, sentore di ciliegia e frutti rossi, leggermente speziato.

Al palato persistente ma non troppo, un vino che può piacere a chi ama i vini complessi ma anche a chi solitamente sceglie vini non strutturati.

Ingredienti per 6 persone:

  • 1 confezione di pasta Sfoglia Velo Rana
  • 600 gr di carne trita mista manzo e vitello
  • 400 gr di zucca delica
  • Uno scalogno
  • Una carota
  • 1 costa di sedano
  • 1 spicchio d’aglio
  • 300 ml di vino Campofiorin
  • un lt di latte intero
  • noce di burro
  • 4 cucchiai di farina
  • noce moscata
  • sale
  • olio evo
  • foglia di alloro

Procedimento:

  1. Prepara il ragù, in una casseruola fai rosolare in olio evo sedano, carota e cipolla che avrai tritato, aggiungi la carne e fai rosolare.
  2. Sfuma col vino e fai evaporare, aggiungi il sale, la foglia di alloro, copri e fai cuocere per almeno 2 ore a fuoco basso, se serve in cottura aggiungi acqua.
  3. Pulisci la zucca e fai cuocere a vapore, aggiungi il sale,trita la zucca.
  4. In una casseruola sciogli il burro con la farina, aggiungi poco alla volta il latte a temperatura ambiente, continua a mescolare.
  5. Aggiungi la noce moscata, la zucca tritata, e continua a mescolare fino a bollore e fino a quando inizia ad addensare.
  6. Ora possiamo assemblare la lasagna, sul fondo della teglia fodera con carta forno, aggiungi 2 sfoglie, farcisci con ragù e besciamella.
  7. Continua alternando uno strato di ragù e besciamella di zucca a uno strato di besciamella e Parmigiano Reggiano.
  8. Inforna a 170° per un’ora circa, se vuoi servi con delle cips di zucca fatta disidratare in forno.

Danubio salato farcito

Danubio salato farcito

In alcune occasioni piuttosto di altre è necessaria la praticità, quando si allestisce un tavolo aperitivo per esempio.

Con una preparazione come quella che vi spiego oggi unite la bellezza alla praticità, questo Danubio preparato sul tavolo aperitivo del pranzo di Natale farà la sua figura, e gli ospiti potranno con una delicatissima pressione staccare la loro pallina farcita.

Ingredienti per circa 20 panini:

360 gr di farina 0

4 gr lievito di birra

30 gr zucchero

4 gr malto

80 gr burro a pomata

140 gr latte freddo

2 tuorli e 1 per spennellare

Per il ripieno e la farcia:

Circa 40 olive nere

250 gr di salmone affumicato

Semi girasole, sesamo e papavero

Uova di lompo nere e rosse

50 gr ricotta

Un ciuffo di prezzemolo

olio evo

Procedimento:

Ora possiamo impastare i panini, nella planetaria versiamo le farine, il lievito e il malto, mescoliamo i tuorli con lo zucchero e il latte, aggiungiamo tutto alla farina e amalgamiamo con la foglia.

Sostituisci la foglia con il gancio e incorda l’impasto, ricorda l’impasto è incordato quando resta attaccato al gancio.

Versa l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata, fai una leggera pirlatura e trasferisci in un contenitore dai bordi dritti e lisci, copri con pellicola e fai lievitare al raddoppio, ci vorranno circa 6 ore.

Trascorso il tempo versa l’impasto sul piano di lavoro, sgonfialo e dividilo in 20 parti da circa 30 gr.

Allarga con le mani l’impasto, al centro disponi il salmone e le olive nere, forma il panino ripiegando i lembi verso l’interno, fai la pirlatura ad ogni panino e chiudi l’impasto con un pizzicotto.

Formatura panini

Fodera con carta forno una teglia quadrata, disponi i panini distanziati 0,5 mm tra loro, copri con pellicola e fai lievitare in forno con luce accesa per altre 3 ore.

Danubio salato

Spennella i panini con tuorlo d’uovo, farcisci alcuni panini con semi di girasole, alcuni con semi di papavero, altri con sesamo bianco. Quelli senza semi li farciremo dopo cottura.

Cuoci a 220° per 5 minuti e poi 180° per 20minuti.

Sforna, lascia raffreddare, ora possiamo farcire i panini senza semi.

Nel mixer frulla la ricotta, prezzemolo e 2 cucchiai di olio evo. Trsferisci in sac a poche e guarnisci aggiungendo le uova di lompo

Mousse con gelée di cachi

Sto scrivendo le ricette delle settimana e mi rendo conto che saranno tutte ricette arancioni!

Non è colpa mia se i must dell’autunno inverno sono arancioni, zucca, cachi, arance, clementine, indubbiamente una gran fonte di vitamina C e antiossidanti.

In particolare nelle mousse di oggi utilizzo i cachi per una gelée da utilizzare come inserto in una mousse al cioccolato bianco, sono fortunata nella mia zona il caco è una pianta molto utilizzata per abbellire i giardini, quindi sono di facile reperimento anche da privati, senza comprarli dal fruttivendolo.

I cachi non sono un frutto amato da tutti, per la loro consistenza, devono essere consumati ben maturi quando vengono mangiati freschi, e per questo motivo la consistenza non piace a tutti.

Si possono consumare anche essiccati, a bassa temperatura in forno oppure essiccati con essiccatore, tagliati a fette sottili.

Ingredienti per uno stampo da 24 cm:

Per la base

50 gr riso soffiato

100 gr cioccolato al latte

50 ml panna

Per la mousse al cioccolato bianco:

400 gr cioccolato bianco

300 gr di latte

16 gr colla di pesce

400 ml di panna fresca

Per la gelée ai cachi:

3 cachi maturi

4 cucchiai di zucchero

8 gr colla di pesce

Procedimento:

Prepara la gelée di cachi, metti in ammollo 8 gr ci colla di pesce, in acqua fredda.

Preleva la polpa dai 3 cachi e trasferisci in un padellino con lo zucchero, a fuoco lento fau sciogliere lo zucchero.

Strizza la colla di pesce e aggiungi alla purea di cachi, fai sciogliere e frulla con frullato a immersione.

Io per le torte moderne utilizzo un’anello regolabile, regola la misura a 22 cm, fodera con carta forno, versa la purea di cachi e fai raffreddare/ solidificare in frigo per qualche ora.

Fai scaldare i 50 ml di panna, aggiundi al cioccolato che avrai tritato in modo fine, mescola bene e aggiungi il riso soffiato, anche in questo caso regola l’ anello di metallo a 22 cm e livella il composto di riso soffiato e cioccolato al suo interno, fai raffreddare.

Metti in ammollo in acqua fredda i 16 gr di colla si pesce, suddividi in 2 ciotole perchè la mousse fa fatta in due step.

Trita 200 gr cioccolato bianco, fai scaldare ma senza bollire 200 ml panna e aggiungi al cioccolato.

Scola e strizza 8 gr di colla di pesce, aggiungi al cioccolato bianco e mescola bene.

Mentre il cioccolato si raffredda monta 200 ml di panna, semi montata. Aggiungi al cioccolato bianco e mescola dal basso verso l’alto.

Regola l’anello di acciaio a 24 cm di diametro, disponi al centro il fondo di riso soffiato e cioccolato, quindi versa il composto di cioccolato e lascia solidificare in frigo per 30 minuti.

Ripeti le operazioni per la moussè al cioccolato bianco con gli ingredienti rimasti, togli la torta dal frigo, sistema al centro la gelée di cachi e copri con la seconda parte di mousse al cioccolato bianco.

Lascia solidificare in frigo qualche ora, sforma e se fa piacere guarnisci con una semplice crema adi cachi ottenuta frullando polpa di cachi e zucchero.

Mousse di cioccolato bianco e gelée di cachi

Rotolo di coniglio ai funghi

Trovo sempre che preparare i secondi piatti sia una delle cose più difficili, parlo di cottura ma anche per chi come me ad un certo punto deve immortalare il piatto fare la foto.

Ma quando come me hai il tuo macellaio di fiducia che ti agevola il lavoro è tutto più facile, scorsa settimana mi è bastato chiedere a Enrico della Gastronomia Macelleria Melotto una mano ed è stato molto più semplice.

Amici a cena, voglia di preparare il rotolo di coniglio ma la mia pratica nel disossare non è delle migliori, quindi ho richiesto ad Enrico se mi poteva preparare la carne disossata, intera in modo che io la potessi farcire.

Ingredienti per 4 persone:

1 coniglio disossato circa 1,3 kg

25 olive nere al forno Citres

4 foglie di salvia

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro Mutti

Olio evo

Sale, pepe

Una noce di burro

1 carota

1 costa di sedano

Per i funghi:

500 gr funghi misti

1 scalogno

150 ml di panna

sale

Verdure:

2 cipolle rosse

200 ml di aceto di pere

2 finocchi

Grana Padano

Olio evo

sale, pepe

Procedimento:

Nel mixer trita la salvia, le olive e il concentrato di pomodoro con olio evo fino ad ottenere una crema, su un tagliere stendi il coniglio e farcisci con la crema, arrotola e lega con spago da cucina.

Io ho cotto il rotolo in una casseruola in ghisa, questo perché una volta raggiunta la temperatura basta tenere il fuoco basso basso, e per le cotture lunghe è perfetta.

Fai rosolare il rotolo su tutti i lati in una noce di burro, aggiungi lo scalogno, la carota e il sedano tagliati a tocchetti, sala e chiudi con il coperchio, se serve aggiungi acqua calda.

Il coniglio deve cuocere circa un’ora, trascorso il tempo togli il coniglio dalla casseruola e nel sughetto di verdure aggiungi i funghi lavati e puliti, sala e fate cuocere 10 minuti.

Trascosi i 10 minuti, trasferisci circa metà dei funghi e le verdurine nel boccale del mixer, aggiungi la panna e frulla con frullatore a immersione, mantieni in caldo.

Prepara le verdure

In un padellino dai bordi alti inserisci il cestello per cottura a vapore, l’acqua e porta a bollore.

Sbuccia le cipolle e fai cuocere nel cestello fino a che saranno ammorbidite, a questo punto versa sulle cipolle l aceto e il sale, fai cuocere ancora qualche minuto.

Lava il finocchio e taglia in 4 parti, accendi il forno a 180° e fai cuocere il su pirofila per circa 25 minuti,

Il finocchio deve essere leggermente oleato e salato, coperto con stagnola.

Togli la stagnola, spolvera con Grana Padano e fai gratinare 5 minuti.

Taglia il rotolo a fette spesse circa 2 cm, servi con crema di funghi, funghi, finocchio e cipolla agrodolce a spicchi.

#MWF2019

Come sempre è stato un piacere partecipare al Merano Wine Festival giunto alla 28° edizione, che dire la cornice è sempre incantevole, il centro di Merano per 5 giorni ospita addetti ai lavori e appassionati del settore Wine.

Oltre alla degustazione di vini eccellenti, Italiani ma anche provenienti da molte parti del mondo, solo per citarne alcune Francia, Spagna, Sud Africa, Georgia, Germania, offre una sempre innovativa area food, dove si possono scoprire birre e distillati particolari, prodotti di alta pasticceria, oltre a salumi e formaggi dop, e passate di pomodoro 100% Italiano.

Per la visita a Merano ho voluto concentrare la mia attenzione e perché no farmi coccolare dai grandi rossi Francesi. Se vogliamo questo è anche il bello del Merano Wine festival, unica location ma con la possibilità di viaggiare nel mondo vitivinicolo internazionale.

In particolare vi parlo di due grandi rossi Borgogna e Bordeaux, senza fare paragoni, solo descrivendo somiglianze e differenze.

La prima grande differenza sta nel tipo di vitigno coltivati, per la Borgogna il Pinot nero, per il Bordeaux Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.

La deduzione logica è che i vini della Borgogna al palato avranno note speziate, di ciliegia, o comunque di frutti rossi freschi, mentre il Bordeaux avrà sentori di frutta rossa più avvolgente e completa come le more e i ribes, per entrambi tannini presenti e una certezza la durata nel tempo, entrambi i vini di cui vi parlo oggi vorrei assaggiarli trà un 15 anni.

Atra curiosità e differenza tra le due zone produttive Francesi, in Borgogna i riconoscimenti ad esempio le denominazione, Grand Cru, Premier Cru, Village si assegnano al vigneto con cui è stato prodotto il vino, mentre per i Bordeaux i riconoscimenti vengono assegnati alla cantina.

Alla Borgogna dobbiamo anche la creazione delle fermentazione malolattica, creata nella regione Francese, conosciuta e praticata oggi in tutto il mondo.

Borgogna

Savigny-les-Beaune1erCruAuxGravains Domaine Maldant Pauvelot

100% Pinot nero, cresce su terreno argilloso calcareo di colore ocra e brunito. Dopo la raccolta manuale macerazione per 12 giorni, fermentazione in tini a temperatura controllata. Pressatura delicata.

Invecchiamento in botti di rovere francese per 1/3 nuove, colore rosso scuro che richiama immediatamente il frutto scuro. Sentori di ciliegia e spezie come Cannella e pepe nero, sul finale una punta di torrefazione.

Al palato intenso, persistente e tannico, ma armonioso e rotondo.

Bordeaux

Mi ha affascinato il bordeaux Château Gazin Pomerol, tre annate in degustazione 2017, 2014, 2012, inutile dire dell’enorme diversità tra le annate, ma comunque tutte da assaggiare tranquillamente tra un 15 anni, un vino infatti adatto all’invecchiamento.

Composto da Merlot per il 90 % e da Cabernet Franc, vi descrivo l’annata 2012, la presenza predominante del Merlot da persistenza aromatica e forza con i suoi tannini persistenti.  Vino dal colore porpora granato, aromi decisi e netti di frutti rossi a bacca scura, persistente ma non eccessivo sicuramente adatto a piatti elaborati, cacciagione.