Namelaka al cioccolato bianco con chutney agli agrumi

namelaka al cioccolato bianco

La namelaka al cioccolato bianco è una crema versatile, che può essere utilizzata per farcire una crostata moderna, o come si vede in foto creare un dolce con impiattamento accattivante.

Ne esistono molte versioni, al limone, al cioccolato fondente, ma io reputo la namelaka al cioccolato bianco la più versatile per abbinamenti.

Come in questo caso, abbinata ad un chutney agli agrumi con Malfy Gin all’arancia, un tocco di acidità per contrastare la dolcezza della crema.

Ingredienti per 12 semi sfere da 3 cm:

Ingredienti per la namelaka:

  • 60 gr latte intero
  • 5 gr sciroppo di glucosio
  • 2,5 gr di colla di pesce
  • 90 gr cioccolato bianco
  • 125 ml panna fresca
  • 1/2 bacca di Vaniglia

Ingredienti per il chutney di arance:

  • Arancia 1
  • 50 ml gin Malfy all’arancia
  • 200 ml di succo d’arancia
  • 3 cucchiai di zucchero
  • Un pizzico di pepe bianco
  • Granella di pistacchi

Procedimento per la namelaka al cioccolato bianco:

In acqua fredda fai ammollare la colla di pesce per di minuti.

In un pentolino portare ad ebollizione il latte, il glucosio, aggiungi la colla di pesce strizzata e  i semi della bacca di vaniglia.

Trita il cioccolato bianco e fai sciogliere a  bagnomaria, incorpora composto il composto precedentemente portato ad ebollizione, mescola bene e aggiungi la panna liquida fredda.

Versa la crema  nelle semi sfere del diametro di 3 cm e fai solidificare in frigo per almeno 6 ore.

Procedimento per il chutney agli agrumi:

Lava bene l’arancia e taglia a pezzi, elimina eventuali semi. In un pentolino fai cuocere arancia a pezzi, zucchero e succo all’arancia per circa 20 minuti.

Aggiungi il gin e il pizzico di pepe, fai cuocere ancora 10 minuti, frulla con frullatore a immersione e fai raffreddare.

Sforma le sfere con l’aiuto di un coltello, impiatta con knel di agrumi e granella di pistacchio.

 

Hostaria Verona. Dove il vino diventa spettacolo

Hostaria-verona-2021

Anche se non si è mai fermata riparte in grande Hostaria Verona 2021, con prevendite on line soul out, e il centro di Verona invaso dal buon vino e dalla voglia di testimoniare con un selfie, rigorosamente con calice pieno, un graduale ritorno alla normalità.

La settima edizione

Settima edizione ricca di eventi per questa manifestazione dedicata al vino che si svolge nel cuore della bella Verona, oltre 350 vini in assaggio, prodotti caseari del territorio, ma anche riso importante risorsa per il territorio, ma anche attenzione al sociale con le volontarie dell’ ANDOS che illuminano l’Arena di rosa per sensibilizzare nella lotta al tumore al seno.

Presenze e premi importanti anche per il 2021, come la chef stellata Cristina Bowerman e Francesco Moser a cui viene assegnato il premio “Paiasso” dedicato al regista attore Roberto Puliero.

Consegnati durante la manifestazione anche gli attestati della Guida dei vini di Verona “Verona Top 100“, manuale che ogni anno si pone come obbiettivo il raccontare i vini di un territorio meraviglioso.

Insomma Verona si conferma punto cardine nel settore wine anche grazie a manifestazioni come questa che mira anche a far avvicinare al vino persone che non hanno una competenza tecnica specifica.

I social a Hostaria

Per il 2021 è stato studiato un’impatto social di tutto rispetto, schierando nel vero senso della parola alcuni tra i più conosciuti wine influencer del panorama web italiano, per raccontare il festival live direttamente dalle sue piazze con i produttori.

Un’impatto se vogliamo diretto meno formale, senza però perdere la precisione la tecnica, ma raccontando i vini, le produzioni i perché in un modo che è sempre più parte del nostro vivere quotidiano, una stories, un post, sappiamo tutti che se in una persona si suscita curiosità quella persona poi approfondirà il tema.

Le conferme

Un percorso quello di Hostaria Verona che passa anche attraverso i Consorzi che tutelano i prodotti e che creano intorno ad essi forza e sinergia:

Durello e Friends

30 case spumantistiche presentano la naturale unicità dello spumante Lessini Durello Doc, all’interno della splendida Loggia in Piazza dei Signori, un grande spumante accattivante con tutte le sue sfaccettature.

Il Custoza

 In Cortile Mercato Vecchio si presenta ad Hostaria il Consorzio tutela Vino Custoza, 50 cantine che propongono in degustazione un vino fresco ma dalle spiccate note aromatiche.

Garda Doc

Cortile Mercato Vecchio 54 vini in degustazione, per le bollicine che nascono dalle brezze del Lago di Garda. Uno spumante di un’area di produzione che si estende dalla Valtènesi alla Valpolicella.

Casa Lugana

Nella piazza dei veronesi Piazza Bra, quasi 100 referenze di Lugana nelle sue 5 diverse interpretazioni. il Lugana base, il Superiore, la Riserva, la Vendemmia Tardiva e lo Spumante, perfetta unione tra clima e territorio.

Presente anche per questa edizione il consorzio del Monte Veronese, in Piazza Bra con la sua “casetta” e le sue master class per capire e conoscere meglio il prodotto, e imparare l’abbinamento perfetto col vino

La mia “Hostaria”

Adesso come sempre le mie scoperte, se così le vogliamo chiamare, il vino o i vini che mi hanno impressionato, ovviamente in modo piacevole. Che hanno suscitato in me curiosità e necessità di approfondimento.

Carilius wine

Carilius-Soave-DOC
Carilius-Soave-DOC

L’ anima artistica di Raffaella si percepisce subito dall’etichetta pulita ma d’impatto, voluta dalla proprietaria per rappresentare i suoi vini nel mondo.

Piacevolmente impressionata dal Soave DOC proposto in degustazione, prodotto a Soave zona Monte Foscarino, suolo vulcanico, presenza di calcare e terreno argilloso, queste componenti donano al vino sentori minerali che spiccano all’assaggio ma mai in modo predominante.

Al naso si percepiscono i fiori bianchi, la pesca e l’albicocca, ma anche la mela, un vino fresco e sapido di buona persistenza, che a mio avviso può sostenere abbinamenti gastronomici anche “spinti”, a mio avviso da provare con il luccio in salsa.

Carilius-wine
Carilius-wine-box-regalo

Meritano menzione anche le box regalo, con uno sguardo eco friendly in cartone riciclato, contiene ovviamente vino e prodotti del territorio.

Villa San Carlo

Per chiunque si intenda un po’ di vino quando si nomina Verona la prima cosa che salta in mente è lui, l’Amarone.

Villa-San-Carlo-wine
Villa-San-Carlo-wine

Devo dire che da parecchio tempo non assaggiavo un’Amarone così coinvolgente, non troppo dolce, ma allo stesso tempo rotondo ed equilibrato.

I vitigni utilizzati sono i classici impiegati per il prodotto di cui stiamo parlando, Corvina, Corvinone, Rondinella, uve selezionate e raccolte a mano, riposano per circa 100 giorni in fruttaio a 120 mt di altezza, godendo così di ventilazione naturale.

Colore spettacolare rosso rubino che vira leggermente al granato, profumato, intenso di frutta rossa, ciliegia e note di tabacco persistenti, speziato. A differenza di molti Amarone assaggiati negli anni il Villa San Carlo invoglia all’assaggio successivo, invoglia alla meditazione, prendersi del tempo, degustare a pieno, senza fretta, perché alla fine l’Amarone è un vino da meditazione.

A mio avviso perfetto con formaggi stagionati, erborinati, da provare sicuramente con un blu di capra.

Sformato di zucca e zucchine

sformato di zucca e zucchina

La ricetta che ti lascio oggi è il risultato delle stagioni che si incontrano, che si uniscono, l’estate con la zucchina che lascia piano piano il posto all’autunno con la zucca, oggi ti lascio la ricetta del mio sformato di zucca e zucchine.

Ma è anche l’idea che si concretizza e prende forma quando durante un week end dedicato all’arte casearia a latte crudo assaggi un prodotto che tutto d’un tratto fa quadrare tutte le idee che avevi in mente, ma andiamo per gradi.

La manifestazione è Cheese, organizzata da Slow Food, che si è svolta il terzo fine settimana si settembre a Bra. L’edizione 2021 ha il sapore della ripartenza, una delle prime fiere organizzate in presenza, ma anche un tema importante “considera gli animali“.

Se ci pensi senza animali allevati bene, alimentati in modo corretto non esiste latte, e se non esiste latte non esiste nemmeno formaggio, un tema importante per un’edizione importante.

Bra diventa per quattro giorni la vetrina per quasi 500 espositori, chiamati a spiegare prodotti e filosofia, teatro per master class e degustazioni guidate.

E’ proprio assaggiando i prodotti di vari espositori che ho scoperto i prodotti della Latteria Perenzin, in particolare gli affinati, tra tutti mi ha colpito il formaggio caprino al timo.

Formaggio prodotto con latte delle Alpi e Prealpi, stagionato circa tre mesi e affinato in timo coltivato in Sicilia. Al naso è elegante, la nota caprina del formaggio è smorzata dall’aroma del timo, al palato si scioglie letteralmente in bocca.

Una lunga storia che nasce nel 1898, 120 anni di produzione, una questione di famiglia, sempre e comunque, facendo fronte a tutte le prove che più di un secolo di attività devi attraversare.

Ingredienti per tre pirofile cm 12×12:

  • 750 gr di zucca hokkaido
  • 300 gr di zucchine
  • 400 gr di patate
  • 150 gr di formaggio di capra al timo Perenzin
  • 100 gr di ricotta vaccina
  • 9 cucchiai di farina
  • 2 uova
  • 8 gr lievito istantaneo per salato
  • Timo fresco
  • Olio evo
  • Sale
  • Pepe nero

Procedimento per lo sformato di zucca e zucchine:

Per prima cosa lava la zucca, le zucchine e le patate. Taglia le zucchine a rondelle, sbuccia la zucca e taglia e pezzi, sbuccia le patate e taglia e rondelle. Trasferisci nella vaporiera, aggiusta di sale e cuoci a vapore per circa 20 minuti.

Versa la zucca nel mixer, aggiungi la metà di patate, formaggio, ricotta, e lievito, aggiungi l’uovo e quattro cucchiai di farina, aggiusta si sale e pepe e aziona il mixer. Versa il composto in una ciotola.

Risciacqua il mixer e ripeti l’operazione con le zucchine, questa volta i cucchiai di farina sono cinque.

Ungi le pirofile con olio evo, versa tre cucchiai di impasto alla zucca, livella con un cucchiaio, aggiungi tre cucchiai di impasto di zucchine e livella.

Inforna a 180° per 45 minuti, a metà cottura ungi la superficie con un filo d’olio.

Lascia intiepidire e servi, lo sformato di zucca e zucchine può essere servito come antipasto ma anche come piatto unico con l’aggiunta di un’insalata.

 

Bavetta con tartare di tonno e gin Malfy limone

Bavetta con tartare di tonno e Malfy gin al limone

Il gin è sicuramente il distillato più consumato del 2021, versatile per sapore e colore viene spesso abbinato a ricette, nel mio caso oggi ti propongo una bavetta con tartare di tonno e gin Malfy al limone.

Abbinamento pesce e limone se vogliamo è un classico della cucina, meno usuale se vogliamo è abbinare il gin e il vino, nel nostro caso Durello, ma credo che nelle giuste dosi tutto si possa fare e proporre.

Il sentore di limone e ginepro si sposa bene con le note tendenzialmente amare del Durello. Limoni naturali coltivati nella costiera amalfitana per un prodotto 100% made in italy.

Adesso è arrivato il momento di spiegare ricetta e cocktail!

Ingredienti per 4 perone

Per la pasta:

  • 360 gr di bavetta
  • 200 gr di tonno fresco (da consumare crudo)
  • 20 gr prezzemolo
  • 10 nocciole spellate e tostate
  • 2 limoni con buccia edibile
  • Olio evo
  • Sale
  • Sale nero

Per il cocktail:

Procedimento per la pasta:

Per prima cosa prepara la crema, lava il prezzemolo e trasferiscilo nel boccale del frullatore a immersione.

Aggiungi il succo di 1 limone, aggiungi 20 ml di olio evo, le nocciole e aggiusta di sale, frulla fino ad ottenere una crema.

Con un coltello taglia il tonno, mi raccomando chiedi al pescivendolo se può essere consumato crudo, prima a cubetti e poi lavora fino ad ottenere una tartare, sposta il tonno in una ciotola, condisci con un filo d’olio evo e zest che avrai ricavato da un limone con una grattugia.

Porta a bollore abbondante acqua salata, versa le bavette e fai cuocere, segui il tempo di cottura indicato nella confezione.

Versa in un calice 2/3 di Durello e 1/3 di gin al limone, entrambi beli freschi, circa 4°.

Scola la pasta, condisci con olio evo. Impiatta creando un nido arrotolando le bavette con una pinza in un mestolo, adagia nel piatto.

Condisci con la crema di prezzemolo e tartare di tonno, tocco finale sale nero.

Gamberoni al pompelmo rosa e lamponi con gin Malfy

Gamberoni al pompelmo rosa e lamponi con gin Malfy

Malfy è gin 100% made in italy, in ogni componente, gli agrumi che servono per aromatizzare il distillato arrivano direttamente dalla Sicilia nel caso del pompelmo rosa e dell’arancia rossa, oggi ti spiego come preparare i gamberoni al pompelmo rosa e lamponi.

Per questo gin dal sapore agrumato ma non eccessivo ho voluto abbinare i gamberoni che nel sapore hanno una tendenza dolce, le note di rabarbaro date dal gin al pompelmo rosa bilanciano il tutto.

A questa ricetta ho voluto abbinare un classico gin tonic, ma preparato con Malfy al pompelmo rosa, come guarnizione lampone fresco e una fettina di pompelmo sottile sottile.

Se non hai mai assaggiato il lampone fresco sorseggiando un gin tonic prova e poi dimmi, io lo trovo favoloso.

Ingredienti per 4 persone

Per i gamberoni al pompelmo rosa e lamponi:

  • 12 gamberoni
  • 2 pompelmo rosa
  • 10 lamponi
  • Indivia belga 2 ceppi
  • Valeriana qb
  • Olio evo
  • Pepe di lampong
  • Sale

Per il cocktail con gin al pompelmo rosa:

  • 250 ml di gin al pompelmo rosa Malfy ( da aggiungere 150 ml per marinatura)
  • 500 ml di tonica
  • Lamponi e pompelmo rosa per guarnire
  • Ghiaccio se piace

Procedimento:

Per prima cosa sguscia i gamberoni, tre gamberoni vanno privati anche di testa e coda, gli altri  (puramente per estetica) devono avere testa e coda integre.

Trasferisci i gamberoni in una pirofila, versa circa 150 ml di gin e fai marinare in frigo per circa 2 ore.

Versa i lamponi nel boccale del mixer, aggiungi il succo di mezzo pompelmo, un pizzico di pepe e frulla con frullatore a immersione.

Sbuccia il pompelmo con un coltello in modo da levare tutta la buccia, si deve vedere la polpa. Sempre con il coltello ricava gli spicchi pelati a vivo.

Lava e asciuga indivia belga e taglia  a rondelle, lava anche la valeriana e dividi le foglie.

Scalda una padella, versa un filo di olio evo e cuoci i gamberoni due minuti per lato, fino a che diventeranno colotiti, aggiusta di sale.

Impiatta indivia e valeriana sul fondo, condisci con olio evo e sale, adagia un gambero totalmente sgusciato sul fondo, aggiungi altri due crostacei con la testa.

Guarnisci con le fette di pompelmo rosa pelato a vivo e la salsa di lamponi.

Saccottini al cioccolato fondente

Saccottini al cioccolato

I miei saccottini al cioccolato perfetti per la colazione o la merenda, leggeri ma gustosi con tanto cioccolato fondente.

Preparati con farina integrale di 5 cereali, preparati in casa così sai gli ingredienti usati, e diciamocelo sono anche più buoni.

Mi sembra già di sentirti, hai poco tempo, poca voglia magari dopo un giorno di lavoro, ma mente i saccottini al cioccolato lievitano o cuociono puoi fare dellìaltro.

Vuoi mettere il profumo in cucina.

Ingredienti per 6 saccottini al cioccolato:

  • 80 gr farina integrale cinque cereali
  • 70 gr farina integrale di grano tenero
  • 60 gr farina manitoba
  • 70 gr zucchero semolato
  • 120 ml di latte temperatura ambiente
  • 50 gr di burro a pomata
  • 2 gr lievito di birra secco

Per il ripieno e la glassa:

  • 100 gr cioccolato fondente
  • Semi di girasole
  • 2 cucchiai di zucchero a velo
  • 20 ml di latte freddo

Prepariamo i saccottini al cioccolato:

Aggiungi il lievito al latte e mescola bene. Nella ciotola della planetaria aggiungi farina, zucchero, latte, aziona la planetaria munita di gancio e impasta per 10/15 minuti.

Fino a che l’impasto sarà incordato e quindi si staccherà dalla ciotola per attaccarsi al gancio.

Trasferisci l’impasto in una ciotola, copri con pellicola e fai lievitare fino a raddoppio a una temperatura di 26/28°.

Trasferisci l’impasto sulla spianatoia e stendi con mattarello fino ad ottenere un rettangolo, ricava sei rettangoli cm 8 per 10.

Trita il cioccolato a pezzi abbastanza grandi e disponilo al centro dei rettangoli, ripiega i lati lunghi 8 cm , bagna la pasta con un po’ d’acqua per far si che la pasta aderisca bene.

Trasferisci su placca da forno foderata, copri con pellicola e lascia lievitare due ore coperto con pellicola.

Accendi il forno statico a 180°, in una ciotola mescola zucchero a velo e latte, spennella i saccottini e farcisci con i semi di girasole. Inforna per 20 minuti.

La mia ricetta pane croccante con lievito di birra

Ricetta pane croccante

:4 Fare il pane fatto in casa è visto sempre come una cosa complicata. Ma se segui la ricetta giusta può rivelarsi meno complicato delle aspettative, per questo oggi salvo ne l blog la mia ricetta pane croccante.

Chi legge il mio blog sa che solitamente utilizzo il mio licoli, ma non tutti hanno, oppure non hanno tempo e voglia per curare licoli o lievito madre. Ho cercato quindi di creare queste ciabatte con il levito di birra fresco.

Usare il lievito di birra non è un male, l’importante è utilizzarne poco. Sinceramente sono un po’ stufa di vedere in giro ricette composte da 500 gr di farina e 25 gr di ldb.

Tutto quello di cui ha bisogno il tuo impasto con poco lievito è tempo e temperatura giusta per poter lievitare, il risultato sarà maggiore digeribilità e leggerezza.

Questa ricetta necessita di due impasti, il primo chiamato biga. Preparare il primo impasto serve ad attivare il lievito, per migliorare la crescita del pane.

Ingredienti per 10 ciabatte:

Primo impasto biga:

  • 100 gr farina manitoba
  • 100 gr farina tipo 1
  • 50 gr semola  di grano duro integrale
  • 200 gr acqua
  • 2 gr lievito di birra fresco

Secondo impasto:

  • Biga
  • 100 gr farina manitoba
  • 100 gr farina tipo 1
  • 50 gr semola  di grano duro integrale
  • 4 gr malto
  • 160 gr di acqua
  • 10 gr sale

Procedimento ricetta pane croccante:

I tempi che ti indico sono pensati per persone che lavorano e che magari restano fuori casa tutto il giorno. Puoi cambiare fascia oraria in base alle tue esigenze.

La mattina crea la biga, in una ciotola mescola assieme con una forchetta in modo veloce le farine, acqua e lievito, copri con pellicola e fai maturare per 8/10 ore a una temperatura di circa 20°.

Tardo pomeriggio o sera prepara il secondo impasto, nella ciotola della planetaria versa la farina e l’acqua, lascia riposare per 30 minuti, questa operazione si chiama idrolisi e serve a creare la maglia glutinica.

Aggiungi la biga, il malto e aziona la planetaria munita di foglia, quando l’impasto inizia ad incordare (si stacca dalla ciotola per attaccarsi alla foglia) cambia la foglia con il gancio.

Continua ad impastare, quando riprende l’incordatura aggiungi il sale, lavora l’impasto con il gancio per circa 10 minuti a velocità media, dovrà essere incordato.

Prova a pizzicare e tirare l’impasto con le dita, non si deve rompere. Se non si rompe significa che la maglia glutinica si è creata.

Cospargi sulla spianatoia abbondante semola, versa l’impasto, con le mani dagli una forma rettangolare. Dai all’impasto una piega a tre, ripiega i lembi su se stessi per la lunghezza dell’impasto.

Taglia l’impasto in 10 parti il più possibile uguali, ora lavora ogni panino con una piega a tre.

Schiaccia ogni impasto con i polpastrelli delle dita, copri con un canovaccio possibilmente di lino e fai lievitare per 2/3 ore.

Considera che la temperatura adatta per la lievitazione è di 26/28°.

Accendi il forno statico a 240°, adagia sul fondo del forno una ciotola d’acqua che servirà a creare il vapore. La placca va lasciata all’interno del forno perchè deve essere calda.

Cospargi sulla placca un po’ di semola, trasferisci i panini, attenta a non scottarti, inforna per 18 minuti con vapore. Togli la ciotola dal forno e abbassa la temperatura a 200°, cuoci 10 minuti con sportello leggermente socchiuso.

Vedrai che non potrai più fare a meno della mia ricetta per pane croccante.

 

Yakisoba con tataki di tonno e katsuobushi

Attratta dalla cucina orientale, il filone fusion che spopola nel food, ho voluto ricreare a casa, ma dando un mio tocco, uno dei miei piatti preferiti: yakisoba.

Un po’ di difficoltà nel reperire gli ingredienti, ma con l’aiuto di internet e dei vari siti per acquisto di prodotti food che ci sono alla fine ci sono riuscita, ti lascio i link nella lista degli ingredienti.

Ma cos’è la Soba? Letteralmente grano saraceno, che è la farina con cui è creato questo spaghetto. Privo di glutine, per questo motivo adatto ai celiaci, ricco di nutrienti tra cui la vitamina B e sali minerali, ma molto calorico.

Viene preparato in vari modi a seconda delle stagioni, fritto, saltato in padella oppure freddo, vari i condimenti, pesce fresco o essiccato, verdure ecc.

Atro ingrediente importante che trovi nella mia ricetta è il Katsuobushi, si tratta di tonnetto striato fermentato ed essiccato, ingrediente molto utilizzato nella cucina giapponese.

Si presenta come il truciolo che esce dal tempera matite, utilizzato per finire piatti ad esempio di yakisoba, oppure per insaporire il brodo.

Ingredienti per 4 persone:

Prepariamo yakisoba:

Lava cipollotto e peperoncino, ricava dal cipollotto la parte verde più tenera e taglia a rondelle che userai per guarnire il piatto.

Taglia la parte bianca del cipollotto a listarelle, scalda una padella con olio di sesamo e fai soffriggere assieme al peperoncino tagliato a rondelle.

In un piatto versa abbondanti semi di sesamo bianchi e neri, rotola il tonno nei semi facendo aderire con la mani, fai scaldare la padella con olio di sesamo e cuoci a fuoco vivo il tonno 2 minuti per lato, Deve restare rosa all’interno.

Fai bollire abbondante acqua saltata, il tempo di cottura yakisoba varia in base alla marca, i miei devono bollire 10 minuti.

Scola e raffredda con acqua corrente, scola bene gli spaghetti, versa nella padella in cui hai soffritto il cipollotto, salta aggiungendo la salsa d’ostrica e una manciata di katsobushi.

Impiatta aggiungendo il tonno, katsobushi e la parte verde del cipollotto.

 

 

 

Tapas di pasta con polvere di cozze e crema di ceci

tapas di pasta

Ricetta adatta per aperitivo, ma che propongo sempre con piacere nei miei piccoli catering, le mie tapas di pasta.

Le tapas sono l’equivalente spagnolo dei cicchetti o veneziani, oppure pensando internazionale finger food, in poche parole piccole porzioni che si possono mangiare con facilità.

Adoro questo genere di proposta perché pensando a un catering si può creare una vasta scelta di proposte, sapori, consistenze, per soddisfare tutti i gusti.

Devo dire che mi diverto anche molto a ideare questo genere di proposta, oltre che a prepararli. Pensare ai colori, ai sapori e a renderli belli ma sempre seguendo la logica del gusto.

L’abbinamento che propongo oggi per le mie tapas è con Grillo DOC Tenuta San Giaime, 100% grillo in purezza una doc siciliana che si sposa molto bene con il pesce, temperatura di servizio circa 10°, quindi fresco.

Colore giallo paglierino, al naso fruttato e floreale, ma spicca nota di spezie ad esempio pepe, al palato sapido ma non eccessivamente.

Ingredienti per circa 12 tapas:

  • 12 paccheri rigati
  • 500 gr di cozze
  • Salicornia
  • 100 gr di ceci lessati
  • Nero di seppia 1 bustina
  • Olio evo
  • Pane grattugiato
  • 10 gr prezzemolo
  • 2 spicchi aglio
  • Sale

Preparazione delle tapas di pasta:

Lava le cozze e privale della barba che fuoriesce dal guscio. Scalda un padella con un filo d’olio e l’aglio, versa le cozze e copri con coperchio.

Cuoci a fuoco vivo per 5 minuti. Togli il coperchio, leva le cozze dalla padella ed elimina il guscio. Filtra il liquido nella padella e tieni da parte.

Nel mixer frulla il pane grattugiato con il prezzemolo e le zozze fredde, se serve un filo d’olio, aggiusta di sale.

Scalda nuovamente la padella, versa il pane grattugiato con le cozze e spadella facendo disidratare, deve diventare croccante. Cuoci per circa 10 minuti.

Porta a bollore abbondante acqua salata, cuoci i paccheri facendo attenzione a non scuocere la pasta. Scola e raffredda la pasta sotto acqua corrente.

Versa i ceci già lessati nel boccale del mixer, versa il liquido di cottura delle cozze poco alla volta, frulla con frullatore a immersione, il risultato deve essere una crema non troppo densa.

Lava la salicornia e cuoci a vapore per 3 minuti, poi raffredda in acqua e ghiaccio per mantenere il colore verde e bloccare la cottura.

Disponi la pasta nei contenitori in cui hai deciso di servirla, farcisci all’interno con la crema, io ho usato una sac a poche, spennella la parte superiore con nero di seppia.

Farcisci con polvere di cozze e una rametto di salicornia, è una tapas da servire a temperatura ambiente.

 

 

 

Dessert al mango e fava tonka

dessert al mango e fava tonka

Oggi tocca a lui, il mio dessert al mango. Una coccola dolce a fine pasto con tutto il gusto della frutta tropicale, e una base che ricorda il famoso tiramisù.

Reputo il dessert una cosa che non deve mai mancare in un menù, come non deve mai mancare l’antipasto, o aperitivo di benvenuto. E’ la giusta conclusione di un momento che serve sì per rifocillarsi, ma anche per rigenerarsi.

In particolare i dolci alla frutta sono tra i miei preferiti, non nascondo che il mio dolce preferito è la classica crostata di frutta fresca.

Il Mango frutto tropicale di origine indiana, ricco di vitamina C e A, apporta anche una buona quantità di beta carotene, tutti nutrienti molto utili al nostro corpo.

Nutrienti simili a quelli che troviamo nei nostri frutti autunnale, come: mandarino, uva, cachi e melograno.

In Italia il mango viene consumato principalmente fresco, crudo, come ingrediente di macedonie, e quindi perché non utilizzare questo dolce frutto leggermente acidulo nel mio dessert.

Ingredienti per 4 coppette diametro 8 cm:

  • Mango 1
  • 150 gr di mascarpone
  • Succo mango maracuja Pfanner
  • Zucchero semolato
  • Fava tonka
  • 2 uova

Procedimento per il dessert al amngo:

Per prima cosa sbuccia il mango e taglia a piccoli cubetti, trasferisci in una ciotola e aggiungi 2 cucchiai di zucchero, copri con succo di frutta e lascia macerare per circa 2 ore anche fuori dal frigo.

Dividi i tuorli dagli albumi, aggiungi un cucchiaio di zucchero ad entrambi.

Monta gli albumi a neve ferma, monta i tuorli fino a farli diventare di colore chiaro, devono formare delle bollicine.

In un a terrina versa il mascarpone e lavoralo con un cucchiaio, aggiungi le uova montate e amalgama il tutto.

Aggiungi i tuorli montati a neve e mescola bene dall’alto verso il basso per non farle smontare.

Taglia i savoiardi in modo da creare uno strato all’interno delle coppette, bagna con succo di frutta, aggiungi la crema, qualche pezzetto di mango e una grattugiata di fava tonka.

Ripeti l’operazione una seconda volta. Fai riposare in frigo qualche ora, poi servi.