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Amarone Opera Prima

Amarone Opera Prima 2025

Come accade da molti anni, e nello specifico l’edizione 2025 sarà la 21°, all’inizio di febbraio va in scena nel cuore della città scaligera l’evento che celebra il vino rosso per eccellenza, 1 e 2 febbraio calici pronti  per Amarone Opera Prima.

Due giorni dedicati a esperti del settore ma anche wine lover in cui il focus principale sarà scoprire e comunicare l’Amarone, capire com’è e come potrà evolvere l’annata 2020.

Sembra ieri il 2020, l’ultimo evento a cui ho partecipato è stato proprio Anteprima Amarone, poi lo stop le chiusure, a seguire l’incertezza della ripartenza. Ora fa strano assaggiare il prodotto di quel 20 20 brutto, si è il termine migliore per descrivere le sensazioni che rievoca.

I primi 100 anni del Consorzio Tutela Vini Valpolicella

Un edizione importante per un compleanno altrettanto importante, 78 aziende presenti alla manifestazione, 106 giornalisti accreditati provenienti anche da paesi importanti e strategici nei consumi, Giappone, USA, Argentina, Emirati Arabi.

Oltre a presentare l’annata 2020 del celebre rosso veronese si festeggia un compleanno importante per il Consorzio di Tutela che ne promuove la diffusione e la conoscenza, celebrato anche dall’attore e regista teatrale Andrea Pennacchi che firma “Amarone, epopea in Valpolicella” monologo creato a doc.

Amarone Opera Prima si arricchisce per il 2025 di 21 aspiranti Wine Specialist iscritti a Valpolicella education, tre giorni di corsi dal 28 al 30 gennaio, nel territorio alla conoscenza di prodotto, terroir, produttori, Masterclass guidate che si concluderanno con un esame e una prova pratica stile blind tasting.

Ad oggi sono 61 i blogger-wine specialist nel mondo riconosciuti dal Consorzio, questo denota l’attenzione dell’organo do tutela anche alle nuove forme di comunicazione, non solo di un prodotto ma anche di uno stile che questo denota.

L’ annata 2020

Caratterizzata da frequenti piogge, soprattutto in fase germogliativa e in fase di vendemmia, il clima e le grandinate decretano una minor produzione di grappoli, ma a livelli molto alti in termini qualitativi.

Un raccolto scandito da vendemmie scalari, per garantire uve con maturazione ottimale, il risultato un grande vino adatto all’invecchiamento.

Una vendemmia difficile perché difficile è trovare personale specializzato, manca infatti la manodopera straniera bloccata dalle misure di contenimento per la pandemia da Covid.

Insomma una stagione che ha remato in tutti i sensi contro i viticoltori, che si sono trovati a divincolarsi tra emergenze climatiche, sempre meno rare, ma anche gestire un emergenza sanitaria con direi nessun precedente.

Partner e aziende partecipanti all’evento Amarone Opera Prima

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