Pasta tra estate e autunno

pasta con zucca, zucchine, pancetta stufata

Uno dei lati positivi di dover percorrere qualche km prima di arrivare a casa è sicuramente avere del tempo per pensare alla cena, se puoi ci aggiungi qualche rallentamento il twmpo aumenta.

Una fortuna quando arrivi in paese è avere un punto di riferimento dove trovare tutto quello che ti serve per realizzare la ricetta che hai pensato.

Martedì vedo sulla pagina Facebook di Gastronomia Macelleria Melotto un nuovo arrivo, pasta La Torre 100% Italiana. Pasta fresca di semola di grano duro, un’azienda che da tre generazioni tutte al femminile produce una pasta fresca prestando molta attenzione alle materie prime.

Questo significa creare un rapporto di fiducia con i piccoli produttori, commercianti, trovare quello che ti serve e avere la certezza della qualità, perché sai già che i prodotti che trovi sono stati scelti per te con la massima cura.

Per prima cosa penso agli ingredienti, nel banco verdura vedo le ultime zucchine della stagione, ma vedo anche uno degli ortaggi simbolo dell’autunno la zucca. e di aggiungere della pancetta stufata che ne pensi?

Manca solo la pasta, tra i vari formati scelgo i Cicatelli Pugliesi, lisci ma con qualche insenatura che dona ruvidezza, adatta a catturare la crema di zucca con cui voglio mantecare la pasta.

Ingredienti per 4 persone:

  • 360 gr di Cicatelli Pugliesi
  • 250 gr di zucca delica pulita
  • 1 zucchina di medie dimensioni
  • 2 fette di pancetta stufata spesse 5 mm
  • 80 ml di panna di riso
  • Olio evo
  • 1 scalogno
  • Sale
  • Pepe nero

Procedimento:

Per prima cosa puliamo la zucca levando la buccia, lava la zucchina e tagliala a cubetti, affetta la pancetta a fettine sottili, sbuccia e trita lo scalogno.

Metti a bollire una casseruola con abbondante acqua salata, Quando l’acqua inizia a bollire versa la zucca tagliata a pezzettoni, fai bollire qualche minuto.

In una padella fai scaldare un filo d’olio e fai soffriggere lo scalogno, aggiungi la pancetta e fai rosolare, aggiungi le zucchine e fai cuocere 5 minuti aggiustando di sale, devono restare croccanti.

Scola la zucca e nel boccale del frullatore a immersione frulla assieme alla panna di riso, puoi utilizzare anche panna di latte vaccino, indubbiamente meno leggera della panna di riso.

Versa la pasta nell’acqua bollente, fai cuocere per 5 minuti, scola e salta in padella con la crema di zucca, pepe nero e per finire pancetta e zucchine.

Paccheri con crema al basilico e tartare di pesce spada

Paccheri con crema di basilico e tartare di pesce spada

Ecco la seconda puntata di pranzi in ufficio da mangiare anche freddi, ok veloce, ok alla scrivania ma il gusto ci vuole sempre.

Adoro i paccheri in assoluto una dei miei formati di pasta preferiti, la sua superficie rigata attira letteralmente ogni condimento, in assoluto pasta Rummo e i suoi paccherotti rigati 195 non mancano mai nella mia dispensa.

Rummo un azienda sempre in movimento, capace di far fronte in tempi rapidi alle innondazioni che l’anno danneggiata, al suo attivo una linea senza glutine a base di riso e mais e pasta con farina di legumi.

Tenuta in cottura sempre ineccepibile tant’è che nel 2011 fa sua la certificazione Bureau Veritas, sempre nel 2011 ottiene la certificazione grano bio al 100% per le sue semole.

Vogliamo parlare del packaging eco friendly?

Ingredienti per 4 persone:

  • 360 gr di Paccherotti Rummo 195
  • 2 melanzane striate
  • 300 gr di pesce spada abbattuto
  • Circa 40 foglie di basilico
  • 100 gr di robiole
  • Un pizzico di peperoncino in polvere
  • Zest di 1 limone biologigo
  • Olio evo
  • Olio di vinaccioli
  • Sale

Procedimento:

Lava le melanzane, taglia a cubetti circa cm 1, scalda padella con olio di vinaccioli, fai cuocere fino a che i cubetti saranno ben dorati.

Cerca di non mescolare molto per evitare che si rompano, aggiusta di sale, asciuga su carta assorbente e mantieni in caldo, aggiungi un pizzico di peperoncino.

Taglia il pesce spada a cubetti, condisci con olio evo, sale e zest di limone.

Fai bollore abbondante acqua salata, versa la pasta e segui i tempi di cottura sulla confezione.

Nel boccale del mini pimer aggiungi basilico, sale e un mestolo piccolo di acqua di cottura della pasta, aggiungi la robiola e frulla ancora.

Scola la pasta e salta in padella con la crema al basilico, impiatta la pasta aggiungendo melanzane e tartare di spada.

Dim Sum in abbinamento Alme Escamotage Tojo Winery

Dim Sum con Alma Escamotage Tojo Winery

Antico piatto della cucina Cantonese ormai conosciuto anche in Italia, trova origine come piatto da colazione, consumato nelle prime ore del mattino da agricoltori che stanchi ed affamati trovavano energia in questa preparazione che può essere a base di carne, verdure e pesce.

La storia del Dim Sum è collegata allo Yum Cha (bere il tè) infatti questo piatto veniva principalmente preparato nelle case da tè dove veniva servito in abbinamento.

Cotto al vapore o alla piastra è un’ottimo piatto unico, fonte di fibre, proteine e carboidrati.

Nella mia ricette lo preparo alla piastra, mi piace il gusto deciso che lo caratterizza, anche perché io non lo abbino al tè…. Indovinate un po’!

Vi voglio parlare di Alma Escamotage della Tojo Winery, di come Francesco con il suo fare semplice ma esaustivo mi abbia incuriosito tanto da provare il suo vino, perché c’è poco da fare quando una persona parla di quello che fa con amore si sente!

Per prima cosa l’etichetta, trasmette pace e serenità, questo azzurro carta da zucchero, l’ape che con il suo costante lavoro permette che la natura faccia il suo corso.

Alma è Moscato secco dal colore giallo paglierino, al naso fruttato con sentori di frutta tropicale, al palato avvolgente e persistente, si ritrovano tutti i profumi in bocca ma in modo bilanciato e non dominante.

Ho assaggiato Alma senza avere un piatto specifico da abbinare, ma in mente da un po’ avevo i Dim Sum che vi spiego oggi, e come si dice 1 più 1 fa 2..

Ingredienti per circa 20 ravioli:

Per l’impasto:

  • 200 gr farina 00
  • 100 ml di acqua calda
  • sale

Per il ripieno:ù

  • 350 gr di code di gambero
  • 400 gr cavolo cappuccio a punta
  • 2 cipollotti rossi
  • Cinque spezie cinesi
  • 1 spicchio d’aglio
  • Salsa di soia
  • Olio di semi di girasole
  • sale

Procedimento:

Per la pasta, che è la prima cosa che andiamo a preparare ho utilizzato la ricetta di Maurizio Chissenefood uno tra i miei blogger preferiti!

Scalda l’acqua per circa 2 minuti in microonde, mescola acqua e farina, aggiungi il sale e lavora con le mani fino ad ottenere un’impasto omogeneo, lascia riposare coperto per 15 minuti, lavora ancora l’impasto, avvolgi con pellicola e metti da parte.

Prepariamo il ripieno, sgusciamo e laviamo i gamberi, con un coltello sminuzza i gamberi.

Lava il cavolo cappuccio e i cipollitti, trita il tutto e fai soffriggere in padella ben calda con olio di semi di girasole. Fai cuocere il cavolo cappuccio con cipollotto e aglio, aggiungi sale e 2 cucchiaini di cinque spezie cinesi.

Infine aggiungi i gamberi e fai cuocere ancora pochi minuti, mentre sfumi con salsa di soia. Lascia raffreddare il ripieno.

Porziona l’impasto in circa 20 parti, con un mattarello stendi formando dei cerchi, aver aggiunto acqua calda all’impasto lo renderà particolarmente elastico.

Farcisci ogni disco con il ripieno, appoggiando il raviolo sul palmo della mano chiudi il raviolo formando delle pieghe da un lato.

Fai scaldare la padella, aggiungi circa 150 ml di acqua che servirà a cuocere i ravioli, quando buona parte dell’acqua sarà assorbita sfuma con salsa di soia e fai rosolare.

A piacere si può aggiungere del peperoncino piccante o diminuire la quantità di spezie presenti.

Gnocchi di ortiche con gorgonzola

Gnocchi di ortiche e gorgonzola

Basta poco per dare colore e sapore a un piatto semplice come gli gnocchi.

Si lo so sembra la settimana dell’ortica ma è la sua stagione, dobbiamo farne scorta e consumarla fino a che è possibile.

Come detto in precedenza dell’ortica si consumano solo le foglie tenere alle estremità. ora è il periodo giusto per raccogliere questa erba spontanea in pianura, a maggio e giugno quando quelle in pianura saranno troppo grandi e coriacee si possono raccogliere in zona collinare oppure in Lessinia.

L’ortica ha anche un profumo e un sapore particolare, aromatico, un sentore erbaceo accentuato e questo viene trasmesso dal piatto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 kg di patate rosse della Lessinia
  • 200 gr di ortiche
  • 300 gr farina 0
  • 150 gr gorgonzola DOP
  • 1 uovo
  • Latte
  • Pepe nero
  • Sale
  • olio evo

Procedimento:

Lessa le patate, io personalmente le cuocio al microonde solo con un goccio d’acqua per 8 minuti. Sbuccia le patate e schiacciale con lo schiaccia patate.

Pulisci e lava le ortiche, spadella con olio evo per qualche minuto, porta a cottura aggiungendo acqua, sale e frulla con frullatore a immersione.

Sulla spianatoia versa la farina, le patate, le ortiche, uovo, mescola e impasta il tutto, se serve aggiungi ancora farina.

Dividi impasto in 8 parti, con le mani crea dei serpenti da cui andrai a ricavare gli gnocchi. Infarina gli gnocchi in modo che non si attacchino.

In un padellino sciogli il gorgonzola a fuoco basso con un goccio di latte, non deve bollire.

Fai bollire abbondante acqua salata, versa gli gnocchi, quando vengono a galla sono cotti. Scola impiatta e condisci con gorgonzola e pepe nero.

Tortelloni ortiche e ricotta

Tortellini ortiche e ricotta

Si lo so, ci sono solo tre tortelloni nel piatto, ma sono veramente grandi!

Oggi e mercoledì pubblico 2 ricette che hanno come ingrediente principale l’ ortica, pianta spontanea primaverile di cui in cucina si utilizzano solo le estremità, le foglie piccole e tenere.

Per raccogliere bisogna munirsi di guanti, in quanto il suo potere urticante è noto, si dice che correre con piedi e gambe nude tra i cespugli di ortiche attivi la circolazione sanguinea, se volete provare poi aspetto un feedback.

Una pianta dalle molteplici qualità, viene impiegata per curare l’anemia, è molto ricca di ferro. Anche di sali minerali, per questo viene utilizzata anche come ricostituente per le convalescenze e depressioni, in particolare contiene silicio che stimola il sistema immunitario.

Non tralasciamo il potere diuretico, da benefici in caso di gotta, artrite e calcoli renali.

Ingredienti per circa 20 tortelloni:

  • 300 gr farina 0
  • 200 gr di ortiche
  • 150 gr di ricotta
  • 3 uova
  • olio evo
  • burro
  • 1 scalogno
  • pepe nero
  • sale

Procedimento:

Per prima cosa bisogna pulire le ortiche, staccare le foglie dal ramo e lavarle bene.

In una padella fai scaldare un filo d’olio, aggiungi lo scalogno e fai rosolare, versa le ortiche, aggiungi il sale, coperchio e fai cuocere 5 minuti.

Quando le ortiche saranno fredde prepariamo il ripieno, nel mixer versa le ortiche, la ricotta, sale e pepe nero, frulla fino ad ottenere un composto omogeneo.

Per la pasta versa la farina sulla spianatoia, crea la fontana al centro, versa quindi le uova e un pizzico di sale. Inizia ad amalgamare uova e farina con la forchetta.

Impasta con le mani fino ad ottenere un panetto liscio e omogeneo, avvolgi nella pellicola e fai riposare in frigo 1 ora.

Stendi la pasta con la nonna papera, deve essere sottile, taglia dei quadrati di cm 9×9, al centro del quadrato posiziona 2 cucchiaini di composto, chiudi formando al triangolo, poi pizzica i 2 lembi.

Tortellini ortiche e ricotta
Tortellini ortiche e ricotta

Fai bollire abbondante acqua salata, versa i tortelloni e fai cuocere 5 minuti, controlla solo che i bordi della pasta non siamo duri.

Scola e condisci con burro fuso e una spolverata di pepe.

Quadrati pere gorgonzola e noci

Adoro la pasta fresca, ripiena e non. Mi piace prepararla, mi rilassa il mattarello, ma anche la nonna papera perchè no.

Potrebbe essere anche il primo piatto del pranzo di Pasqua, ormai alle porte, e sicuramente quella del 2020 resterà nella storia, una triste pagina di storia.

Forse quest’anno più che mai si ha l’esigenza di preparare cose buone per la propria famiglia, per trascorrere almeno a tavola del tempo in serenità.

Questi ravioli dalla forma particolare possono essere un buon primo da mettere in tavola, un ripieno tutto sommato ormai sdoganato come classico, gorgonzola, pere e noci.

Perché funziona, pere acidità, gorgonzola sapido, noci croccante.

Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta:

  • 300 gr farina 0
  • 4 uova
  • sale

Per il ripieno:

  • 2 pere williams
  • 10 noci
  • 150 gr gorgonzola dolce
  • Pepe nero
  • 30 gr latte
  • 1 limone

Procedimento:

Per prima cosa si prepara il ripieno, sbuccia le pere e grattugiale, cuoci in un padellino 5 minuti aggiungendo succo di limone per evitare che anneriscano.

In una ciotola mescola le pere con 70 gr di gorgonzola, le noci che avrai sgusciato e tritato grossolanamente, aggiungi pepe e mescola bene. Lascia rassodare in frigo.

Adesso tocca alla pasta, sulla spianatoia crea una fontana con la farina, rompi le uova al centro della fontana, un pizzico di sale.

Mescola con una forchetta le uova incorporando la farina, impasta bene fino ad ottenere un panetto liscio e omogeneo. Copri con pellicola e fai riposare in frigo per un’ora.

La pasta va fatta riposare così si stende meglio.

Stendere la pasta o con mattarello o con nonna papera, in ogni caso dovrà essere sottile.

Con un coppa pasta ricava dei cerchi di circa 8 cm di diametro, disponi al centro il ripieni, richiudi e lembi formando 4 lati, pizzica con le dita per chiudere bene.

Per la fondura di gorgonzola, in un padellino scalda il latte aggiungi il gorgonzola e fai sciogliere, non deve bollire.

Fai bollire abbondante acqua salata, fai cuocere i ravioli 5 minuti, con una forchetta punzecchia il bordo per verificare sia morbido.

Servire su fonduta di gorgonzola, qualche gheriglio di noce e pepe nero.

Risotto mirtilli e Lardo di Colonnata

Risotto mirtilli e Lardo di Colonnata

Adoro unire carne e frutta, trovo che la frutta mitighi tanto il sapore intenso che la carne può avere. Soprattutto quando si parla di un’alimento dal sapore impegnativo come il lardo.

Il Lardo di Colonnata eccellenza Toscana, si narra che sia stato scoperto nel 1800 da un cavatore impiegato appunto nelle cave del famoso marmo bianco Carrara.

Si dice che mise in un contenitore di marmo del lardo, delle erbe aromatiche e che così sia nato uno dei prodotti più conosciuti della Toscana nel mondo.

Consumato e preparato in molte regioni Italiane, ma il Lardo di Colonnata nel 2004 ha ottenuto il riconoscimento IGP. La sua produzione è regolamentata da disciplinare al fine di preservarne l’integrità.

Come detto l’abbinamento frutta carne mi piace molto, soprattutto quando si usa un frutto tendenzialmente acido.

Inoltre il mirtillo è un’anti ossidante naturale, una vaso dilatatore, quindi aiuta ad abbassare la pressione, una piccola perla viola.

Ingredienti per 4 persone:

  • 360 gr di riso Carnaroli Melotti
  • 150 gr mirtilli
  • 10 fette di Lardo di Colonnata
  • 1 lt di brodo vegetale (sedano, carota, cipolla)
  • 70 gr Robiola di capra Nonno Nanni
  • Maggiorana qb
  • sale

Procedimento:

Per prima cosa prepara il brodo vegetale, ricorda che se ne avanzi dalle preparazioni lo puoi surgelare.

Tieni da parte 4 fette di lardo che metteremo a crudo nel piatto, le restanti fette tagliale a pezzi e fai scigliere in padella, aggiungi i mirtilli e fai cuocere 5 minuti.

Con un frullatore a immersione trita tutto aggiungendo un mestolo di brodo.

Le fette di lardo rimaste vanno tagliate a strisce larghe circa 1 cm e tenute in frigo.

Scalda una casseruola e fai tostare il riso per qualche minuto fino a che toccandolo con le mani non sarà ben caldo.

Aggiungi il brodo e aggiusta di sale, a circa metà cottura aggiungi la crema di mirtilli e lardo.

Quando i riso sarà cotto aggiungi la robiola di capra e manteca mescolando energicamente, impiatta e guarnisci con lardo e mirtilli freschi.

Bigoli al torchio con ragù d’ anatra

bigoli con ragù d'anatra

Oggi affronto il tema ricetta tipica, come sapete sono Veneta e i bigoli in Veneto sono un’istituzione, a seconda della zona con le acciughe o con ragù d’anatra.

Ho deciso di riscoprire questo piatto per due motivi, i piatti regionali, locali vanno mantenuti vivi, perché la memoria storica non va persa ma anzi va alimentata.

Ci troviamo in un periodo non facile, il Covid 19 sta condizionando le nostre vite, dobbiamo cercare di non uscire, evitare luoghi affollati, allora quale migliore passatempo, riscoprire ricette e metodi antichi, mangiando rigorosamente Italiano.

Per preparare questo tipo di pasta, ma anche altri, dalla fine dell’ 800 venne impiegato un macchinario, el bigolar, il torchio.

Torchio
Il Torchio

Sostanzialmente un contenitore di ottone in cui viene inserito l’ impasto, schiacciato contro una trafila di rame mediante un movimento meccanico e con forza girando il manico che si vede in foto.

Questa la spiegazione tecnica, ora una parte poetica, tecnica di preparazione della pasta che prevede il lavoro di due persone. U

Utilizzato in tempi in cui le donne si occupavano della gestione di casa e famiglia.

Preparavano grandi quantità di bigoli, che venivano stesi ad asciugare a cavallo di bastoni di legno, in grande quantità perché dovevano sfamare la famiglia per tutta la settimana.

Era anche un lavoro di squadra perché se da un lato serve la forza, serve anche una persona che cosparga i bigoli con farina di polenta per evitare che si attacchino mano a mano che escono dalla piastra.

Conditi con ragù d’anatra, ma anche con le sue frattaglie, che è sempre stata presente nelle corti Venete, altro condimento eccezionale per questo formato di pasta la pasta di acciughe, trasformano questo piatto in un’ottima alternativa per i venerdì in quaresima.

Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta:

  • 150 gr farina 0
  • 150 gr semola rimacinata di grano duro
  • farina per polenta qb
  • 3uova
  • 2 tuorli
  • sale

Per il ragù:

  • Anatra possibilmente allevata a terra
  • 1 cipolla
  • Sedano una costa
  • 1 Carota
  • 200 ml di vino Bardolino
  • concentrato di pomodoro
  • maggiorana fresca
  • sale
  • pepe

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo il ragù, disossa l’anatra in modo da ricavarne la polpa, se non siete capaci potete chiedere al vostro macellaio.

Taglia la polpa a coltello, trita sedano, carota e cipolla e fai soffriggere con un pezzo di pelle dell’anatra che avrai tenuto da parte, questo passaggio insaporisce e evita di utilizzare altri grassi.

Aggiungi la polpa e fai rosolare, sfuma con il vino e fai evaporare, aggiungi il concentrato di pomodoro, maggiorana, sale e pepe, copri e lascia cuocere a fuoco basso per 2 ore.

Nel frattempo prepariamo i bigoli, spianatoia, farina a fontana, uova e tuorli al centro, pizzico di sale e impasta fino ad ottenere un panetto liscio, fai riposare coperto con pellicola per circa un’ora.

L’impasto dovrà essere abbastanza compatto, altrimenti i bigoli non manterranno la forma e si attaccheranno tra loro.

Inserisci l’impasto nel foro del torchio, con la pressione del manico ricaviamo i bigoli.

Man mano che i bigoli escono dalla trafila vanno cosparsi di farina per polenta, taglio netto con coltello e far asciugare appesi possibilmente su asta di legno.

A questo punto porta a bollore abbondante acqua salata, cuoci i bigoli 2 minuti, stiamo parlando di pasta fresca, condisci col ragù.

Gnocchetti ai sapori del nord in abbinamento Pinot Nero Vigna Maso Reiner Kettmeir

gnocchetti con radicchio rosso di casaleone, ricotta affumicata

Il periodo è Carnevalesco, domani a Verona si svolgerà il 490° Bacanal del Gnoco, lo storico carnevale Veronese, e se di questo periodo il piatto tipico qual’è?

Ho deciso di pubblicare una ricetta dai sapori prettamente nordici, unendo il Radicchio Rosso di Casaleone, alla Ricotta affumicata della Lessinia di Corrado Benedetti, per poi concludere il nostro tour in Alto Adige con un’elegante Pinot Nero della cantina Kettmeir.

Cosa troveremo nel piatto a livello di sapore, un radicchio non troppo amaro, a tratti quasi dolce, una ricotta dallo spiccato sentore affumicato, corposa al palato, un formaggio che resta persistente in bocca.

Perché ho pensato di abbinare questo piatto al Pinot Nero? Semplice perché è un vino di struttuta ma delicato, con note speziate e frutta rossa persistenti ma mai eccessive, un vino elegante adatto a piatti dai gusti complessi, forse proprio perché crea armonia.

Ingredienti per 4 persone

Patate 1 kg

300 gr farina 0

2 uova

3 radicchio rosso

200 gr di ricotta affumicata

200 ml di latte

1 limone

1 cipolla gialla

Olio evo

Sale

Pepe nero

Procedimento:

Un metodo che utilizzo per evitare che la patata assorba acqua in cottura è cuocerla al microonde, in un contenitore di vetro inserisci le patate e pochissima acqua, cuoci a massima potenza per 15 minuti.

Sbuccia e schiaccia le patate ancora calde, lascia intiepideire.

Aggiungi uova e farina alle patate, impasta fino ad ottenere un panetto liscio, dividi in circa 10 parti, su una spianatoia col palmo della mano forma dei serpentoni che andrai a tagliare ricavando dei piccoli gnocchetti.

Lava il radicchio e taglia in modo sottile, fai soffriggere la cipolla tritata e poi aggiungi il radicchio, fai cuocere qualche minuto, aggiusta di sale e aggiungi il succo del limone, la reazione chimica farà mantenere al radicchio un bel colore vivo.

Scalda il latte con il microonde, grattugia la ricotta, lasciandone da parte un po’ per guarnizione.

Versa la ricotta nel latte assieme al radicchio, e frulla con frullatore a immersione, aggiusta di sale e pepe, ricorda di tenere da parte anche del radicchio per guarnire.

Fai bollire abbondante acqua, aggiungi il sale, versa gli gnocchi e fai cuocere 2 minuti fino qundo non saliranno a galla.

Scola gli gnocchi, spadella con la crema di ricotta e radicchio.

Servi guarnendo con radicchio e ricotta grattugiata.

Giovedì gnocchi di patate con la pastisada de caval

Gnocchi con pastizada de caval

Ed eccoci catapultati in pieno clima carnevalesco tra gnocchi, frittelle e chiacchere.

Oggi in particolare voglio parlare di gnocchi, della ricetta per eccellenza a Verona, gli gnocchi con la pastisada de caval, antica ricetta tipica della città degli innamorati.

Cenni storici

Perché preparare e scrivere questa ricetta per il blog proprio per il carnevale 2020? E’ presto detto, la mia dolce metà Adamo Bressan in arte Spartaco dal Volon quest’anno ha deciso di candidarsi allo scettro del 490° Papà del Gnoco.

Maschera storica del Carnevale Veronese e più longeva della penisola, pubblicando con il Dino da Sandrà il cartone animato che parla della storia e della figura benefica che questa maschera ricopre.

Già che ci siamo facciamoci pubblicità… candidato col nr 1!!!!!!!!!!!!!! Per tutte le info per votare vi lascio il link.

Ma procediamo con ordine, parliamo di pastizada, si narra che questa ricetta trovi origine intorno al 560, anno della conquista di Pavia da parte di Alboino Re dei Longobardi, il quale risiede a Verona, questo provoca più volte l’assalto alla città.

Durante uno di questi assedi lo scontro fuori le mura fu molto cruento, rimasero sul selciato molti cavalli uccisi, la popolazione del tempo stremata da continue lotte decise di cucinare i cavalli uccisi.

Invece l’origine dello gnocco legata al carnevale Veronese è da far risalire al 1531, anno di carestia a Verona, anno di rivoluzione popolare dovuta alla scarsità di cibo. Persone influenti a Verona tra cui Tomaso da Vico decidono la distribuzione di generi di prima necessità alla popolazione.

Da qui nasce il Venerdì Gnocolar ultimo venerdì prima della quaresima i cittadini si trovavano in Piazza San Zeno a mangiare gli gnocchi preparati prima davanti alla Basilica di San Zeno e poi nelle case dei Veronesi.

Vi lascio il cartone animato che spiega in modo semplice ma esaustivo la storia del Carnevale Veronese.

Il vino in abbinamento

Parlando di tradizione Veronese che vino potevo abbinare se non un Valpolicella Ripasso 2016 Azienda agricola Brigaldara.

Valpolicella Ripasso 2016
Valpolicella Ripasso 2016 Brigaldara

Capace col suo corpo di supportare ed esaltare un piatto complesso a livello di sapore come la pastizada, uve vendemmiate nella seconda metà di ottobre a mano, rifermentato per 5 giorni sulle vinacce dell’Amarone.

Colore rosso rubino intenso che dona un senso di calore, al naso e in bocca sentore di frutta matura a buccia rossa, persistente al palato.

Sembra assurdo ma i tannini presenti ma non eccessivi hanno il potete di alleggerire al palto il gusto intenso della pastizada.

Ingredienti per un bel pranzo tra 10 amici:

Pastizada de caval:

  • 1,7 kg di polpa di cavallo
  • 2 carote
  • 1 costa di sedano
  • 400 gr di cipolle bianche
  • 1 lt di Valpolicella ripasso Azienda Agricola Brigaldara
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaino di noce moscata
  • 3 foglie di alloro
  • Olio evo
  • Sale

Ingredienti per gli gnocchi:

  • 2,5 kg di patate
  • 500 gr di farina più quella che serve per lavorazione
  • 2 uova
  • sale

Procedimento:

Prima cosa dobbiamo pensare alla pastisada, la preparazione di questo spezzatino prevede varie fasi di cottura.

Più viene preparata in anticipo più è buona, circa due giorni prima di consumarla.

Taglia la polpa di cavallo a pezzi, trita anche sedano, carote e cipolla.

In una casseruola dai bordi alti fai scaldare l’olio evo, aggiungi le verdure tritate e fai soffriggere, aggiungi la polpa di cavallo e fai rosolare bene.

Aggiungi cannella, noce moscata e alloro, poi versa il vino, porta a bollore, poi fai cuocere a fuoco molto basso per due ore.

Il secondo giorno fai cuocere la pastizada per altre 6 ore, aggiungrndo il sale, sempre a fuoco molto basso.

Infine il terzo giorno fai cuocere la pastizada altre due ore e sarà pronta!

Gli gnocchi io cuocio le patate sbucciate, tagliate a pezzi sottovuoto a bassa temperatura.

E’ una cottura che richiede macchinari particolari e in alternativa potete cuocere le patate in maniera classica in acqua con la buccia, o al vapore.

Qualsiasi sarà il metodo di cottura che utilizzerai le patate vanno schiacciate ancora calde, io poi personalmente le lascio intiepidire prima di procedere con l’ impasto.

Sulla spianatoia versa la farina, le patate schiacciate, le uova e il sale, impasta velocemente fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo.

Dividi l’ impasto in circa 15 parti, infarina, crea dei serpenti rotolando l’imparto con le mani sulla spianatoia, con un coltello taglia a pezzi lunghi circa 1,5 cm.

Infarina ancora, passa ogni gnocco sui denti della forchetta per creare le scanalature che aiuteranno a inglobare il sugo.

gnocchi_di_patate
Gnocchi di Patate

Fai cuocere gli gnocchi in acqua bollente e salata, devono cuocere un minuto, fino a quando verranno a galla, scola e condisci con la pastisada.