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Garganelli alla vaccinara

Garganelli alla vaccinara

La coda alla vaccinara è una ricetta tipica della cucina romana, una preparazione lunga, impegnativa, ma che sa ripagare ogni sforzo, un’esplosione di sapore in bocca.

Lunga cottura perché parliamo di un taglio di carne, la coda di manzo, che presenta cartilagini che richiedono tempo e una temperatura soft per risultare piacevoli all’assaggio.

Un piatto che in realtà è un secondo, che trova le sue origini nelle osterie romane in cui vivevano e lavoravano i macellai della città, inventarono questo (e altre ricette)  piatto per impiegare tutte le parti dell’animale, anche quelle meno pregiate.

A Verona dove vivo la coda di manzo è utilizzata nel bollito misto, ma preparata alla vaccinara la rende un sugo perfetto ad esempio per i garganelli fatti in casa.

Premetto che se non hai voglia di preparare la pasta fatta in casa la puoi tranquillamente acquistare, ma tutto sommato trovo che creare la pasta fatta in casa sia anche un momento di condivisione con i familiari.

Ingredienti per i garganelli:

  • Semola rimanicata 300 gr
  • Uova intere 3
  • Tuorli 2

Ingredienti per la coda alla vaccinara:

  • Coda di manzo 1 kg
  • Carota 1
  • Costa di sedano 1
  • Cipolla  gialla 1
  • Aglio 1 spicchio
  • Guanciale a cubetti 125 gr
  • Vino bianco fermo 100 gr
  • Pomodori pelati 200 gr
  • Acqua 300 ml
  • Timo
  • Olio evo
  • Sale

Preparazione della pasta:

Nella ciotola della planetaria versa la farina e le uova, impasta per una decina di minuti fino ad ottenere un panetto liscio e omogeneo, avvolgi con pellicola e fai riposare in frigo per circa 30 minuti.

Taglia il panetto in quattro parti e con l’aiuto della nonna papera stendi la pasta fino a raggiungere lo spessore 2. Taglia dei quadrati cm 4×4, appoggia la pasta ricavata sullo stampo per garganelli e aiutandoti con un bastoncino di legno o il manico del mestolo arrotola la pasta su se stessa, imprimendo le caratteristiche scanalature sulla pasta.

Lo stampo per garganelli è simile a quello degli gnocchi, lo trovi con facilità nei negozi di casalinghi. Adagia la pasta su un canovaccio e lascia riposare.

Preparazione coda alla vaccinara:

Per prima cosa trita sedano, carota, cipolla e aglio, in una casseruola fai scaldare un filo di olio evo, fai rosolare tutti gli odori.

Aggiungi la coda di manzo e il guanciale, lascia rosolare un paio di minuti, aggiungi i pomodori pelati, timo, aggiusta di sale, aggiungi anche l’acqua, copri con coperchio e fai cuocere a fiamma bassa per tre ore.

Spegni il fuoco e lascia raffreddare sempre con coperchio. Il giorno successivo fai cuocere ancora tre ore. Il risultato sarà carne tenerissima che si stacca dall’osso con estrema facilità.

Porta a bollore abbondante acqua salata, versa i garganelli che cuoceranno in pochi minuti. Fai saltare con il ragù alla vaccinara che avrai privato delle ossa e sfaldato con una forchetta. A piacere Parmigiano Reggiano.

 

Pisarei della Val Tidone

Pisarei della Val Tidone in abbinamento Malvasia di Candia Aromatica

In occasione della Val Tidone Wine Fest 30 blogger membri di AIFB sono state chiamate a raccontare la Malvasia di Candia Aromatica vitigno coltivato  in Emilia.

Tra le 19 varietà di Malvasia presenti in Italia quella di Candia è stata indentificata mediante indagine del DNA, risulta essere un’incrocio di Malvasia Aromatica di Parma e un genitore sconosciuto, portando alla luce anche un legame con il Moscato bianco.

Una storia alle spalle che parla di viaggi e commerci, della Serenissima Repubblica Veneziana che la esportava in tuta Europa e faceva arrivare così l’oro giallo aromatico sulle tavole dei nobili.

Ed è così che se a settembre deciderai di visitare il territorio piacentino, non solo per la Val Tidone Wine Fest, ma anche per la Strada dei vini e dei sapori dei Colli Piacentini  

Ti troverai ad esplorare un territorio ricco di storia, le colline piacentine che in questi anni hanno visto crescere e affermarsi i loro vini e con essi la proposta eno-turistica.

Per la challenge #aromamalvasia ho ricevuto una mistery box contenete prodotti food del piacentino e ovviamente lei la protagonista, la Malvasia di Candia Aromatica.

La ricetta:

Per preparare la ricetta si devono utilizzare almeno due ingredienti ricevuti, la Malvasia può essere utilizzata in abbinamento al piatto o come ingrediente della ricetta. Vista la destinazione d’uso del mio blog ho preferito abbinare il vino al piatto e quindi assaggiare gli ingredienti della box assieme al vino, ma anche cercando tra le ricette tipiche del territorio ispirazione anche per una possibile rivisitazione.

Mi capita spesso quando devo raccontare un vino tipico di un territorio di cercare tra le ricette che lo raccontano, e di lasciarmi trasportare per una possibile “modifica” o rivisitazione, questa volta la scelta è ricaduta su Pisarei, tipico gnocco piacentino servito solitamente con i fagioli, leggi la ricetta per sapere come lo preparo, e ora ti lascio all’abbinamento.

In abbinamento Donna Luigia Malvasia Collo Piacentino DOC Torre Fornello

Un vino di carattere che la cantina ha voluto dedicare a Donna Luigia Scotti Douglas, donna dell’ 800,  proprietaria dell’azienda, un vino deciso dedicato a una donna dalla personalità importante.

100% Malvasia di Candia Aromatica, uve raccolte in quattro vigneti differenti, con differenti pendenze, età, esposizione alla luce solare.

Un vino che per un 20% fa affinamento in barrique, il resto acciaio, un vino che da subito all’assaggio mi ha lasciato al palato una nota balsamica, un qualcosa che secondo me si sposa bene con la maggiorana.

Colore giallo intenso con riflessi ancor più carichi, al naso fruttato e speziato, sentori persistenti che poi si ritrovano al palato, con una piacevole nota speziata che rimane sul finale, a mio avviso un vino che si presta all’invecchiamento.

Con la ricetta che leggi sotto crea il giusto equilibrio di dolcezza data dal vino, ma anche dal formaggio, bilancia lo speziato dello zafferano e la terrosità del porcino.

Ingredienti per quattro persone:

Procedimento per preparare i Pisarei:

Per prima cosa prepariamo i Pisarei, che sono uno gnocco di farina e pane dalla forma allungata, tradizionalmente nel piacentino vengono serviti accompagnati da sugo di fagioli.

Per la mia versione ho voluto che il porcino fosse presente nell’impasto dei Pisarei in questo modo, metti ad ammollare in 500 gr acqua tiepida i funghi essiccati per almeno 30 minuti.

Trascorso il tempo estrai i funghi dall’acqua e risciacquali, lascia poi da parte ad asciugare su carta da cucina. Filtra il brodo ottenuti con un colino a maglie strette, porta a bollore aggiungendo qualche rametto di maggiorana, servirà caldo per la preparazione dei nostri gnocchi.

Pesa 235 gr di brodo caldo ma non bollente, in una ciotola mescola pane grattugiato e burro, aggiungi il brodo caldo e fai assorbire. A questo punto aggiungi la farina poco alla volta e crea un’ impasto compatto, lascia riposare coperto per circa trenta minuti.

Taglia l’impasto in varie parti e con le mani crea dei cilindri di pasta che andrai a porzionare in piccoli gnocchi della grandezza di 1 cm.

Allunga l’impasto con il palmo della mano e una volta appoggiato sulla spianatoia con il dito indice schiaccialo in modo da creare un’insenatura, devono essere lunghi circa 3 cm.

Condiamo i Pisarei:

In un pentolino versa la panna, quando sarà calda ma mi raccomando non deve bollire, aggiungi il cacio grattugiato, zafferano, sale e pepe, mescola bene fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea.

Scalda la griglia, ungi con olio e fai grigliare i porcini, io dopo la cottura alcuni li ho lasciati interi invece altri tagliati a pezzetti, aggiusta di sale.

Porta a bollore acqua a qui avrai aggiunto il restante brodo di porcini, quando bolle aggiungi il sale. Versa i Pisarei e fai cuocere qualche minuto fino a che non saliranno in superficie.

Scola, condisci con un po’ di fonduta, impiatta aggiungendo ancora fonduta sul fondo e i porcini grigliati.

Ravioli di pesce

Ravioli di pesce, in abbinamento Cortese di Gavi

Guardando la foto di questi ravioli non senti voglia di festa, colore, carnevale? Lo so non è fritto, non è pesante, infatti è l’apoteosi della leggerezza, come dovrebbe essere leggero il periodo del carnevale.

Un connubio tra pasta fatta in casa, pesce fresco e ricotta aromatizzata con scorza di limone e aneto, che adoro con il pesce. La mia idea è quella di servire un unico raviolo a persona, cm 10×10, ma nulla ti vieta di creare ravioli più piccoli.

Ricetta che dà freschezza e leggerezza, idea perfetta anche per San Valentino, e in quaresima per i venerdì di magro.

Ho puntato sulla freschezza anche per l’abbinamento vino, con un Cortese di Gavi DOCG che arriva direttamente dal Piemonte, la cantina è Morgassi Superiore, una realtà che crede nella filosofia del viaggio e che con i suoi vini promette questo.

Un vino 100% Cortese di Loc. Sermoria Comune di Gavi, al naso e in bocca fresco, fruttato, spiccato sentore di agrumi, e questo mi è piaciuto per l’abbinamento del piatto in quanto rafforza la nota agrumata presente nel ripieno.

Vino che sicuramente ha un potenziale d’invecchiamento non indifferente, vista la struttura che lo contraddistingue.

Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta:

  • 300 gr semola rimacinata di grano duro
  • 2 uova intere
  • 2 tuorli
  • Per la pasta viola 50 gr di semola e 50 gr di cavolo viola, un cucchiaino di aceto di mele
  • Per la pasta verde 50 gr di semola e 50 gr di spinaci

Per il ripieno:

  • 100 gr di tonno fresco
  • 150 gr di ricotta
  • Aneto
  • Limone non trattato
  • Olio evo
  • Sale
  • Pepe bianco
  • Fiori eduli

Procedimento per preparare i ravioli:

Premetto che io ho realizzato la pasta di tre colori differenti perché volevo dare al piatto un tocco carnevalesco, ma se vuoi puoi preparare solo la pasta classica.

Per prima cosa cuoci a vapore separatamente spinaci e cavolo viola, frulla entrambi con un frullatore a immersione e filtra con colino per ottenere una crema.

Prepara il ripieno, taglia a cubetti il tonno, in una ciotola mescola tonno e succo di limone, aggiungi anche il sale. In una ciotola lavora la ricotta con un filo d’olio evo, zest di limone e aneto.

Ora puoi creare i tre impasti, gli impasti colorati saranno composti da semola e crema di verdura, mentre l’impasto del raviolo vero e proprio sarà composto da semola e uovo.

Prepara gli impasti con planetaria o a mano sulla spianatoia, come vuoi, ma fai riposare trenta minuti coperto con pellicola.

Con la nonna papera stendi la pasta molto sottile, stendi tutti e tre i colori. Con la trafila dei tagliolini ricava le parti colorate del raviolo.

Appiccica sulla pasta neutra le tue “stelle filanti” rosa e verde, schiaccia con un mattarello in modo da unire pasta neutra e colorata.

Trasferisci la crema di ricotta in una sac a poche e crea il ripieno dei ravioli disegnando un quadrato circa cm 8×8 su di un foglio di sfoglia, aggiungi i cubetti di tonno.

Chiudi con una seconda sfoglia e premi bene il contorno del raviolo, taglia con un coppa pasta quadrato cm 10×10.

Cuoci in abbondante acqua salata per 5 minuti, scola e impiatta guarnendo con fiori eduli.

 

 

Passatelli con cime di rapa

Passatelli con cime di rapa, in abbinamento Scalabrone Marchesi Antinori

I passatelli primo piatto tipico dell’ Emilia Romagna, Umbria e Marche, un piatto semplice ma ricco di sapore in costante equilibrio tra asciutti o in brodo?

Personalmente li preferisco asciutti, non amo i piatti in brodo, e se di una ricetta esiste la variante asciutta la preferisco.

Nella mia versione ti propongo il contrasto tra il sapore tendenzialmente dolce del passatello, la cima di rapa saltata in padella leggermente amara e con quel tocco di sapidità dato dall’acciuga.

Per bilanciare sapori così decisi avevo bisogno di un vino delicato ma con aromi decisi, la scelta lo Scalabrone di Marchesi Antinori piacevole Rosato della zona di Bolgheri in Toscana.

Cabernet Sauvignon, Merlot ed una parte di Syrah compongono questo vino deciso, caratteristica che contraddistingue le etichette prodotte nel territorio.

Tenuta Guado al Sasso a Bolgheri è la proprietà dove si vinifica questo Rosaro, in alta Maremma a circa 100 km da Firenze, 320 ettari vitati in una zona rinominata come anfiteatro bolgherese, nome dovuto alla sua conformazione.

Bolgheri una denominazione relativamente giovane, ma da anni oramai punto di riferimento italiano nel panorama vitivinicolo internazionale.

Un terreno ricco e sabbioso che nel calice si trasforma in una piacevole sapidità, al naso si riconosco l’aroma di ciliegia e piccoli frutti rossi, tendenzialmente freschi.

Ingredienti per 4 persone:

  • 180 gr di pane grattugiato
  • 180 gr di Parmigiano Reggiano
  • 2 uova
  • 400 gr di cime di rapa
  • 1 spicchio d’ aglio
  • 4 acciughe
  • Noce moscata qb
  • Olio evo
  • Sale

Procedimento:

Prepara i passatelli, in una ciotola versa le uova, il pane grattugiato, Parmigiano Reggiano, la noce moscata, aiutandoti con un cucchiaio inizia ad impastare fino ad ottenere un composto compatto.

Trasferisci l’impasto sulla spianatoia e lavora con le mani, deve risultare un panetto compatto, avvolgi con pellicola e fai riposare in frigo anche tutta la notte.

Lava le cime di rapa e privale della costa centrale, questa operazione vale per le foglie più grandi, per quel che riguarda le foglie piccole sono molto tenere e non è necessario.

Porta a bollore abbondante acqua salata, fai cuocere le cime di rapa per circa un minuto, scola e fai raffreddare in una ciotola con acqua e ghiaccio, questa operazione bloccherà la cottura e manterrà il colore verde delle foglie.

In una padella versa un filo d’olio, aggiungi aglio e acciughe fai rosolare e sciogliere le acciughe, taglia le cime di rapa più grandi a pezzi mentre lascia intere le foglie e le cime più piccole.

Salsa in padella con l’aglio e le acciughe, lascia insaporire.

Ora con l’aiuto di uno schiaccia patate creiamo i passatelli, inserisci l’impasto al suo interno, schiaccia e quando avrai ottenuto raggiunto la lunghezza di 5 o 6 cm taglia con un coltello.

Fai cuocere i passatelli in acqua salata per 2 minuti, quindi scolali con l’aiuto di una schiumarola, fai saltare con le cime di rapa e servi ben caldo.

 

 

Parmigiana con pomodori datterini gialli

Parmigiana con datterini gialli

Uno degli ortaggi che indubbiamente fa pensare all’estate è la melanzana, tu quale preferisci? Lunga, tonda, viola, striata, bianca, quando si parla di melanzana si pensa subito alla parmigiana, oggi ti descrivo la mia parmigiana con pomodori datterini gialli.

Il bello di questa ricetta è che puoi servirla calda, oppure temperatura ambiente anche in versione mono porzione come in foto, ideale per un pranzo o una cena informale ma con un tocco chic.

Per preparare la ricetta utilizzo la salsa di datterini gialli preparata da me, con i pomodori del mio orto, ma tu puoi tranquillamente acquistarla al supermercato.

Ho scelto la passata di datterini gialli per la ricetta perché ha quel tocco di dolcezza che contrasta a perfezione con la ricotta affumicata. Trovo che questa varietà di pomodori abbia un sapore molto morbido, privo dell’acidità che di solito contraddistingue questo frutto estivo.

Per la passata di datterini gialli:

  • 1 kg di pomodori datterini gialli
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cipolla
  • Olio evo
  • Sale
  • Un pizzico di zucchero

Ingredienti per 4 persone:

  • Passata di datterini gialli
  • 2 melanzane striate
  • 100 gr ricotta affumicata
  • 200 gr ricotta fresca
  • Pistacchi tostati
  • Basilico fresco
  • Olio evo
  • Pepe nero
  • Sale

Procedimento per la parmigiana di melanzane con pomodori datterini gialli:

Se hai deciso di preparare la passata fatta in casa segui i seguenti procedimenti, altrimenti passa oltre.

Lava i datterini e taglia in due parti, in una casseruola fai scaldare un filo di olio evo. Soffriggi aglio e cipolla tritati finemente, aggiungi i pomodorini, copri con un coperchio e fai cuocere per due ore a fiamma bassa. Aggiungi 300 ml di acqua durante la cottura.

Aggiungi sale e basilico, quindi frulla con frullatore a immersione e fai cuore ancora un’ora, il sugo dovrà essere ristretto e denso.

Lava le melanzane e taglia in modo da ricavare delle rondelle, griglia su una piastra ben calda unta leggermente con olio evo, aggiungi il sale.

In una ciotola prepara la crema, versa la ricotta, aggiusta di sale e pepe, grattugia anche i 2/3 della ricotta affumicata, mescola bene con una frusta per ottenere un composto omogeneo.

Trita in modo grossolano qualche pistacchio utilizzando un coltello, ora inizia a comporre le “torrette” alternando una fetta di melanzana, la passata, una fetta di melanzana, crema di ricotta e pistacchi.

Se vuoi termina con datterini freschi e una foglia di basilico.

Puoi anche preparare la ricetta in una pirofila da scaldare e far gratinare in forno, porzionando in maniera classica.

Risotto con i fichi

Risotto con i fichi

Il pieno della  stagione estiva porta con se la maturazione di un frutto dalla polpa dolce, ma che rilascia al palato delle sensazioni di croccantezza, grazie ai suoi micro semi, oggi prepariamo assieme il risotto con i fichi.

Ne esistono molte varietà, solo in Italia circa 24, differenti per colore e sapore, ma anche il momento in cui maturano non è lo stesso. Bianchi o neri sta a te trovare il tuo preferito, io per preparare il mio risotto ho utilizzato i fichi neri, piccoli dalla polpa rossa, dolci come caramelle.

Se devo essere sincera i miei erano deliziosi anche perchè arrivano direttamente dalla mia pianta, ma sono sicura che anche tu ne troverai di deliziosi dal tuo fruttivendolo.

Proprio per la loro dolcezza i fichi, come altri frutti, non possono essere consumati dalle persone diabetiche, anche se ragionando su questo si potrebbe dedurre che seguendo la stagionalità del prodotto una persona li potrebbe consumare un mese su dodici.

Sono sempre più convinta che seguire la stagionalità dei prodotti sia la via più giusta e sana.

Ingredienti per quattro persone:

  • 360 gr di riso carnaroli
  • 200 gr di fichi neri maturi
  • 200 gr speck morbido a fette spesse mezzo cm
  • 150 gr Morlacco del Grappa
  • Brodo vegetale circa 1 lt (sedano, carota, cipolla)
  • Olio evo
  • Pepe bianco
  • Sale

Procedimento per il risotto con i fichi:

Per prima cosa una premessa, per preparare i risotti utilizzo il carnaroli, perché credo tenga bene la cottura e che quindi la resa del piatto sia migliore, se vuoi puoi utilizzare tranquillamente il vialone nano.

Per prima cosa prepara il brodo vegetale, con sedano carote e cipolla, credo non servano altre indicazioni in merito.

Lava bene i frutti e taglia i fichi in due parti, elimina il picciolo, in una casseruola fai scaldare un filo d’olio evo. Versa i fichi nella casseruola e fai cuocere per circa 30 minuti a fuoco dolce, se serve aggiungi dell’acqua.

Io preparo i fichi mantenendo la buccia perché è ricca di fibre che fanno bene al nostro organismo. Quando i fichi saranno cotti frulla con frullatore a immersione, mantieni in caldo.

Taglia lo speck a listarelle e fai saltare in padella un paio di minuti senza aggiunta di grassi o sale.

In una casseruola dai bordi alti e ben calda, versa il riso e fai tostare un paio di minuti a fuoco vivo e senza aggiungere grassi, toccando il riso deve essere ben caldo e dal colore bianco intenso.

Aggiungi tre mestoli di brodo ben caldo e la purea di fichi, mescola continuamente, questo renderà il risotto cremoso. Dopo qualche minuto aggiungi lo speck e dell’altro brodo, continua a mescolare e ad aggiungere brodo fino a cottura ultimata, circa 16 o 18 minuti.

Spegni la fiamma, aggiungi il morlacco tagliato a piccoli dadini e mescola energicamente, copri con un canovaccio e lascia riposare per un paio di minuti.

Impiatta il tuo riso che sarà molto cremoso.

Paccheri ripieni al forno

Paccheri ripieni

Credo che ogni italiano che si rispetti abbia il proprio formato di pasta preferito, e di conseguenza anche una preparazione che predilige, nel mio caso si tratta dei paccheri, e li prediligo ripieni al forno sono davvero una bomba.

La cosa importante è scegliere il produttore giusto e la giusta ricetta, bilanciata, con carboidrati, proteine e verdure, in modo che un semplice piatto di pasta possa diventare un nutriente piatto unico.

Per la ricetta che ti spiego oggi ho scelto i paccheri delle linea 1881 del pastificio Berruto, una gamma di formati prodotta solo con grano da filiera italiana, trafilata al bronzo e  a lenta essicazione.

Mi piace quando toccando la pasta cruda si sente la porosità e la ruvidezza data dalla trafila, mi piace sapere che attraverso buoni prodotti mi alimento bene in modo corretto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 360 gr Paccheri Berruto
  • 180 gr di tonno all’olio d’oliva
  • 250 gr ricotta
  • 2 zucchine
  • Erba cipollina qb
  • Parmigiano Reggiano qb
  • Olio evo qb
  • Sale fino
  • Sale grosso
  • Pepe nero

Tempo di preparazione:

40 minuti

Preparazione dei paccheri ripieni al forno:

Questa ricetta la puoi preparare utilizzando un’unica pirofila, oppure dei contenitori mono porzione, che si rivelano pratici sia nel caso si prepari una gran quantità di paccheri da consumare nel tempo, ma anche per una questione estetica se si hanno ospiti a cena.

Per cominciare porta a bollore abbondante acqua salata, versa i paccheri nella casseruola e fai cuocere per 7 minuti, scola e lascia da parte in un contenitore ad intiepidire.

Prepara il ripieno, nel mixer versa la ricotta, il tonno, qualche ciuffo di erba cipollina, sale, pepe e un filo d’olio evo, aziona per qualche secondo e otterrai così una crema che sarà parte del ripieno.

Lava le zucchine, con l’aiuto di una mandolina ricava delle fette sottili spesse 2 mm, con un coltello taglia a listarelle e aggiungi  al ripieno preparato in precedenza. Assaggia ed eventualmente aggiusta di sale.

Ungi leggermente la pirofila (le pirofile se prepari la versione mono porzione) con un filo d’olio evo, disponi i paccheri in piedi e riempi con la farcia, aggiungi un filo d’olio e inforna per 12 minuti a 200° in forno statico.

Cospargi i paccheri con abbondante Parmigiano e fai gratinare con grill per 5 minuti. Il risultato sarà una pasta dal ripieno morbido e saporito, ma anche croccante grazie alla gratinatura.

 

Idea di carbonara ricetta

Idea di carbonara ricetta

A volte i grandi classici della cucina come la carbonara sono d’ispirazione per creare nuovi piatti, l’importante è comprendere bene quale sia la base di partenza, oggi per te la mia carbonara ricetta.

Ripassiamo assieme gli ingredienti della carbonara: guanciale, uovo, pecorino, parmigiano e pepe nero, ecco la base la sappiamo per la carbonara, ora creiamo.

Alcuni cercano la diversità in cucina, altri no, io penso che cucinare sia come avere una tela bianca su cui disegnare e dar libero sfogo alle fantasia, idea di carbonare idea sta per ispirazione, perché tutto nasce da un’ idea.

Oggi propongo un primo piatto liberamente ispirato al capo saldo laziale della cucina italiana, non ti dirò è più buono o meno, quello che è certo ha meno grassi e colesterolo, quindi a conti fatti se ne mangi una forchettata in più non  ti sentirai troppo in colpa.

Ingredienti per 4 persone:

  • 360 gr di bavette
  • 120 gr bacon
  • 2 gr zafferano in pistilli Zafferano Lessinia
  • 250 ml di panna di riso
  • 200 gr Parmigiano Reggiano
  • Pepe nero
  • Sale grosso

Procedimento per la mia carbonara:

Taglia in bacon a strisce sottili e fallo rosolare in padella senza aggiungere grassi, deve diventare croccante. Togli il bacon dalla padella, trasferisci in una ciotola e tienilo da parte.

Il grasso lascialo nella padella, qui poi farai saltare la pasta.

In un pentolino versa la panna di riso e fai scaldare, aggiungi lo zafferano e mescola bene, spegni il fuoco e aggiungi il parmigiano e il pepe, mescola bene fino a formare una crema densa.

Porta a bollore abbondante acqua salata, versa la pasta e fai cuocere, scola al dente. Con un forchettone trasferisci la pasta nella padella in cui hai rosolato il bacon, aggiungi un mestolo di acqua di cottura e fai cuocere la pasta.

Aggiungi 2/3 di crema e bacon, amalgama il tutto, impiatta e finisci con crema, pepe nero e bacon.

 

 

Risotto con broccolo romano e coppa

Risotto con broccolo romano e coppa

Il risotto è sempre un’ottima scelta, da proporre durante una cena con amici ma anche per un pranzo in famiglia, oggi sapori forti e di stagione risotto con broccolo romano e coppa.

Risottare non è proprio una cosa semplice, ha bisogno di qualche coccola, attenzione in più durante la preparazione, ma la soddisfazione ripaga di ogni fatica, basta solo un po’ di pratica.

Questa ricetta permette anche di acquistare ingredienti in anticipo, sempre nell’ottica di ottimizzare il tempo, e preparare con calma in settimana il piatto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 gr riso carnaroli
  • 200 gr di coppa a fette
  • 700 gr di broccolo romano
  • 650 ml di brodo vegetale (sedano, carote e cipolla)
  • 150 gr Parmigiano Reggiano
  • Sale

Procedimento per preparare il risotto con broccolo romano e coppa

Per prima cosa prepara il brodo, in una casseruola fai bollire per un’ora sedano, carote e cipolla in abbondante acqua. Se non vuoi preparare il brodo puoi utilizzare il dado.

Pulisci e lava il broccolo eliminando il torsolo centrale, ma tenendo da parte le foglie più piccole e tenere per guarnizione.

Trasferisci il broccolo nella vaporiera e cuoci per circa 15 minuti, non deve essere troppo cotto. Cuoci anche le foglie e tieni da parte per guarnire il piatto.

Versa nel boccale del mini pimer il broccolo, tieni da parte qualche pezzo per guarnizione. Aggiungi la coppa e un mestolo di brodo, lascia da parte qualche fetta di coppa per guarnizione.

Frulla fino ad ottenere una crema, eventualmente aggiusta di sale, fai attenzione perché la coppa è saporita e pepata.

In una casseruola ben calda fai tostare il riso a secco, senza nessun grasso. Tosta il riso per qualche minuto fino a che toccando con la mano sarà caldo.

Aggiungi due mestoli di brodo e la crema di broccolo e la coppa, mescola. Continua ad aggiungere il brodo in modo graduale e a mescolare fino a cottura ultimata, ci vorranno circa 17 minuti.

Spegni il fuoco e aggiungi il parmigiano, mescola bene per mantecare, copri con un canovaccio e fai riposare un paio di minuti.

Impiatta e guarnisci con broccolo, le sue foglie e la coppa.

Bavetta con tartare di tonno e gin Malfy limone

Bavetta con tartare di tonno e Malfy gin al limone

Il gin è sicuramente il distillato più consumato del 2021, versatile per sapore e colore viene spesso abbinato a ricette, nel mio caso oggi ti propongo una bavetta con tartare di tonno e gin Malfy al limone.

Abbinamento pesce e limone se vogliamo è un classico della cucina, meno usuale se vogliamo è abbinare il gin e il vino, nel nostro caso Durello, ma credo che nelle giuste dosi tutto si possa fare e proporre.

Il sentore di limone e ginepro si sposa bene con le note tendenzialmente amare del Durello. Limoni naturali coltivati nella costiera amalfitana per un prodotto 100% made in italy.

Adesso è arrivato il momento di spiegare ricetta e cocktail!

Ingredienti per 4 perone

Per la pasta:

  • 360 gr di bavetta
  • 200 gr di tonno fresco (da consumare crudo)
  • 20 gr prezzemolo
  • 10 nocciole spellate e tostate
  • 2 limoni con buccia edibile
  • Olio evo
  • Sale
  • Sale nero

Per il cocktail:

Procedimento per la pasta:

Per prima cosa prepara la crema, lava il prezzemolo e trasferiscilo nel boccale del frullatore a immersione.

Aggiungi il succo di 1 limone, aggiungi 20 ml di olio evo, le nocciole e aggiusta di sale, frulla fino ad ottenere una crema.

Con un coltello taglia il tonno, mi raccomando chiedi al pescivendolo se può essere consumato crudo, prima a cubetti e poi lavora fino ad ottenere una tartare, sposta il tonno in una ciotola, condisci con un filo d’olio evo e zest che avrai ricavato da un limone con una grattugia.

Porta a bollore abbondante acqua salata, versa le bavette e fai cuocere, segui il tempo di cottura indicato nella confezione.

Versa in un calice 2/3 di Durello e 1/3 di gin al limone, entrambi beli freschi, circa 4°.

Scola la pasta, condisci con olio evo. Impiatta creando un nido arrotolando le bavette con una pinza in un mestolo, adagia nel piatto.

Condisci con la crema di prezzemolo e tartare di tonno, tocco finale sale nero.