Gnocchetti ai sapori del nord in abbinamento Pinot Nero Vigna Maso Reiner Kettmeir

gnocchetti con radicchio rosso di casaleone, ricotta affumicata

Il periodo è Carnevalesco, domani a Verona si svolgerà il 490° Bacanal del Gnoco, lo storico carnevale Veronese, e se di questo periodo il piatto tipico qual’è?

Ho deciso di pubblicare una ricetta dai sapori prettamente nordici, unendo il Radicchio Rosso di Casaleone, alla Ricotta affumicata della Lessinia di Corrado Benedetti, per poi concludere il nostro tour in Alto Adige con un’elegante Pinot Nero della cantina Kettmeir.

Cosa troveremo nel piatto a livello di sapore, un radicchio non troppo amaro, a tratti quasi dolce, una ricotta dallo spiccato sentore affumicato, corposa al palato, un formaggio che resta persistente in bocca.

Perché ho pensato di abbinare questo piatto al Pinot Nero? Semplice perché è un vino di struttuta ma delicato, con note speziate e frutta rossa persistenti ma mai eccessive, un vino elegante adatto a piatti dai gusti complessi, forse proprio perché crea armonia.

Ingredienti per 4 persone

Patate 1 kg

300 gr farina 0

2 uova

3 radicchio rosso

200 gr di ricotta affumicata

200 ml di latte

1 limone

1 cipolla gialla

Olio evo

Sale

Pepe nero

Procedimento:

Un metodo che utilizzo per evitare che la patata assorba acqua in cottura è cuocerla al microonde, in un contenitore di vetro inserisci le patate e pochissima acqua, cuoci a massima potenza per 15 minuti.

Sbuccia e schiaccia le patate ancora calde, lascia intiepideire.

Aggiungi uova e farina alle patate, impasta fino ad ottenere un panetto liscio, dividi in circa 10 parti, su una spianatoia col palmo della mano forma dei serpentoni che andrai a tagliare ricavando dei piccoli gnocchetti.

Lava il radicchio e taglia in modo sottile, fai soffriggere la cipolla tritata e poi aggiungi il radicchio, fai cuocere qualche minuto, aggiusta di sale e aggiungi il succo del limone, la reazione chimica farà mantenere al radicchio un bel colore vivo.

Scalda il latte con il microonde, grattugia la ricotta, lasciandone da parte un po’ per guarnizione.

Versa la ricotta nel latte assieme al radicchio, e frulla con frullatore a immersione, aggiusta di sale e pepe, ricorda di tenere da parte anche del radicchio per guarnire.

Fai bollire abbondante acqua, aggiungi il sale, versa gli gnocchi e fai cuocere 2 minuti fino qundo non saliranno a galla.

Scola gli gnocchi, spadella con la crema di ricotta e radicchio.

Servi guarnendo con radicchio e ricotta grattugiata.

Giovedì gnocchi di patate con la pastisada de caval

Gnocchi con pastizada de caval

Ed eccoci catapultati in pieno clima carnevalesco tra gnocchi, frittelle e chiacchere.

Oggi in particolare voglio parlare di gnocchi, della ricetta per eccellenza a Verona, gli gnocchi con la pastisada de caval, antica ricetta tipica della città degli innamorati.

Cenni storici

Perché preparare e scrivere questa ricetta per il blog proprio per il carnevale 2020? E’ presto detto, la mia dolce metà Adamo Bressan in arte Spartaco dal Volon quest’anno ha deciso di candidarsi allo scettro del 490° Papà del Gnoco.

Maschera storica del Carnevale Veronese e più longeva della penisola, pubblicando con il Dino da Sandrà il cartone animato che parla della storia e della figura benefica che questa maschera ricopre.

Già che ci siamo facciamoci pubblicità… candidato col nr 1!!!!!!!!!!!!!! Per tutte le info per votare vi lascio il link.

Ma procediamo con ordine, parliamo di pastizada, si narra che questa ricetta trovi origine intorno al 560, anno della conquista di Pavia da parte di Alboino Re dei Longobardi, il quale risiede a Verona, questo provoca più volte l’assalto alla città.

Durante uno di questi assedi lo scontro fuori le mura fu molto cruento, rimasero sul selciato molti cavalli uccisi, la popolazione del tempo stremata da continue lotte decise di cucinare i cavalli uccisi.

Invece l’origine dello gnocco legata al carnevale Veronese è da far risalire al 1531, anno di carestia a Verona, anno di rivoluzione popolare dovuta alla scarsità di cibo. Persone influenti a Verona tra cui Tomaso da Vico decidono la distribuzione di generi di prima necessità alla popolazione.

Da qui nasce il Venerdì Gnocolar ultimo venerdì prima della quaresima i cittadini si trovavano in Piazza San Zeno a mangiare gli gnocchi preparati prima davanti alla Basilica di San Zeno e poi nelle case dei Veronesi.

Vi lascio il cartone animato che spiega in modo semplice ma esaustivo la storia del Carnevale Veronese.

Il vino in abbinamento

Parlando di tradizione Veronese che vino potevo abbinare se non un Valpolicella Ripasso 2016 Azienda agricola Brigaldara.

Valpolicella Ripasso 2016
Valpolicella Ripasso 2016 Brigaldara

Capace col suo corpo di supportare ed esaltare un piatto complesso a livello di sapore come la pastizada, uve vendemmiate nella seconda metà di ottobre a mano, rifermentato per 5 giorni sulle vinacce dell’Amarone.

Colore rosso rubino intenso che dona un senso di calore, al naso e in bocca sentore di frutta matura a buccia rossa, persistente al palato.

Sembra assurdo ma i tannini presenti ma non eccessivi hanno il potete di alleggerire al palto il gusto intenso della pastizada.

Ingredienti per un bel pranzo tra 10 amici:

Pastizada de caval:

  • 1,7 kg di polpa di cavallo
  • 2 carote
  • 1 costa di sedano
  • 400 gr di cipolle bianche
  • 1 lt di Valpolicella ripasso Azienda Agricola Brigaldara
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaino di noce moscata
  • 3 foglie di alloro
  • Olio evo
  • Sale

Ingredienti per gli gnocchi:

  • 2,5 kg di patate
  • 500 gr di farina più quella che serve per lavorazione
  • 2 uova
  • sale

Procedimento:

Prima cosa dobbiamo pensare alla pastisada, la preparazione di questo spezzatino prevede varie fasi di cottura.

Più viene preparata in anticipo più è buona, circa due giorni prima di consumarla.

Taglia la polpa di cavallo a pezzi, trita anche sedano, carote e cipolla.

In una casseruola dai bordi alti fai scaldare l’olio evo, aggiungi le verdure tritate e fai soffriggere, aggiungi la polpa di cavallo e fai rosolare bene.

Aggiungi cannella, noce moscata e alloro, poi versa il vino, porta a bollore, poi fai cuocere a fuoco molto basso per due ore.

Il secondo giorno fai cuocere la pastizada per altre 6 ore, aggiungrndo il sale, sempre a fuoco molto basso.

Infine il terzo giorno fai cuocere la pastizada altre due ore e sarà pronta!

Gli gnocchi io cuocio le patate sbucciate, tagliate a pezzi sottovuoto a bassa temperatura.

E’ una cottura che richiede macchinari particolari e in alternativa potete cuocere le patate in maniera classica in acqua con la buccia, o al vapore.

Qualsiasi sarà il metodo di cottura che utilizzerai le patate vanno schiacciate ancora calde, io poi personalmente le lascio intiepidire prima di procedere con l’ impasto.

Sulla spianatoia versa la farina, le patate schiacciate, le uova e il sale, impasta velocemente fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo.

Dividi l’ impasto in circa 15 parti, infarina, crea dei serpenti rotolando l’imparto con le mani sulla spianatoia, con un coltello taglia a pezzi lunghi circa 1,5 cm.

Infarina ancora, passa ogni gnocco sui denti della forchetta per creare le scanalature che aiuteranno a inglobare il sugo.

gnocchi_di_patate
Gnocchi di Patate

Fai cuocere gli gnocchi in acqua bollente e salata, devono cuocere un minuto, fino a quando verranno a galla, scola e condisci con la pastisada.

Gnocchi di zucca rana pescatrice e catalogna

Sto per pubblicare tre ricette che prevedono la zucca, una dietro l’altra, sinceramente non mi interessa.

Ne facciamo una scorpacciata finchè è di stagione e poi ce la dimentichiamo fino a settembre 2020, questo si chiama stagionalità, alle zucchine pensiamo a luglio.

Per questo piatto ho voluto sperimentare l’abbinamento di alimenti tendenzialmente dolci come zucca e rana pescatrice a una verdura invernale, dal sapore terroso e intenso come la catalogna.

Devo dire che l’utilizzo di questultima cruda e in crema assesta l’equilibrio del piatto, impedendo alla dolcezza di prevalere, per finire nocciole tostate.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 kg di zucca violina pulita
  • 600 gr di rana pescatrice
  • 500 gr di catalogna
  • 1 uovo
  • 300 gr di farina e poi quella che serve per lavorazione
  • aglio nero 1 spicchio
  • olio evo
  • sale
  • pepe sichuan
  • nocciole
  • 1/2 limone

Procedimento:

  1. Pulisci la zucca e taglia a cubetti, cuoci a vapore.
  2. Versa la farina sulla spianatoia, crea una fontana al centro, inserisci la zucca che avrai schiacciato con forchetta o schiaccia patate, aggiungi l’uovo.
  3. Inizia ad amalgamare bene gli ingredienti e poi impastare, fino ad ottenere un’impasto liscio ed omogeneo.
  4. Dividi l’impasto in parti, con le mani crea dei serpenti da cui ricavare gli gnocchi, infarina e mette da parte su vassoi.
  5. Lava la catalogna, tieni da parte le foglie più tenere per guarnire il piatto.
  6. In una padella fai rosolare l’aglio nero con olio evo, fai cuocere la catalogna con l’aglio per 10 minuti. Aggiusta di sale.
  7. Frulla la catalogna con frullatore a immersionefino ad ottenere una crema, mantieni in caldo.
  8. Pulisci la rana pescatrice eliminando la pelle, taglia a cubotti e cuoci in padella con un filo di olio evo, sale e pepe nero, cuoci giusto 5 minuti, sfuma col succo di limone in cottura.
  9. Taglia le foglie di catalogna in modo sottile, condisci con olio evo e sale.
  10. Porta a bollore abbondante acqua, aggiungi il sale quando bolle, versa gli gnocchi che saranno pronti in pochissimo tempo, quando vengono a galla scolali.
  11. Sul fondo del piatto crea uno specchio di catalogna, aggiungi gli gnocci, la rana pescatrice, la catalogna fresca e le nocciole.

Lasagna al vino rosso

Lasagna al vino rosso

Un ragù diverso, cotto nel vino rosso, senza passata di pomodoro, ma solo il sapore deciso che il vino sa dare mitigato dalla zucca, dalla besciamella e dal Parmigiano Reggiano.

La lasagna un classico della domenica, un piatto che va gustato lentamente, appunto di domenica, quando si hanno quei 15 minuti di tempo in più per il pranzo.

Secondo me si può abbinare a questo, piatto il vino utilizzato per la preparazione del ragù Campofiorin di Masi, vino veneto ispirato all’Amarone.

Composto da corvina, rondinella e molinara, tannini morbidi, sentore di ciliegia e frutti rossi, leggermente speziato.

Al palato persistente ma non troppo, un vino che può piacere a chi ama i vini complessi ma anche a chi solitamente sceglie vini non strutturati.

Ingredienti per 6 persone:

  • 1 confezione di pasta Sfoglia Velo Rana
  • 600 gr di carne trita mista manzo e vitello
  • 400 gr di zucca delica
  • Uno scalogno
  • Una carota
  • 1 costa di sedano
  • 1 spicchio d’aglio
  • 300 ml di vino Campofiorin
  • un lt di latte intero
  • noce di burro
  • 4 cucchiai di farina
  • noce moscata
  • sale
  • olio evo
  • foglia di alloro

Procedimento:

  1. Prepara il ragù, in una casseruola fai rosolare in olio evo sedano, carota e cipolla che avrai tritato, aggiungi la carne e fai rosolare.
  2. Sfuma col vino e fai evaporare, aggiungi il sale, la foglia di alloro, copri e fai cuocere per almeno 2 ore a fuoco basso, se serve in cottura aggiungi acqua.
  3. Pulisci la zucca e fai cuocere a vapore, aggiungi il sale,trita la zucca.
  4. In una casseruola sciogli il burro con la farina, aggiungi poco alla volta il latte a temperatura ambiente, continua a mescolare.
  5. Aggiungi la noce moscata, la zucca tritata, e continua a mescolare fino a bollore e fino a quando inizia ad addensare.
  6. Ora possiamo assemblare la lasagna, sul fondo della teglia fodera con carta forno, aggiungi 2 sfoglie, farcisci con ragù e besciamella.
  7. Continua alternando uno strato di ragù e besciamella di zucca a uno strato di besciamella e Parmigiano Reggiano.
  8. Inforna a 170° per un’ora circa, se vuoi servi con delle cips di zucca fatta disidratare in forno.

Carnaroli d’ autunno

Forse sembra banale come abbinamento, ma gli ingredienti che compongono questo piatto sono la piena espressione dell’ autunno.

Zucca violina e pioppini, io preferisco quasi sempre questo tipo si zucca dalla polpa compatta, sempre dolce e saporita. I pioppini di facile reperimento, anche nei supermercati, e tutto sommato con un gusto che li contraddistingue, leggermente salino e terroso.

Personalmente per il risotto prediligo sempre il riso Carnaroli, dal chicco più grande rispetto al vialone nano, a mio avviso tiene meglio la mantecatura e la cottura.

Uniamo a quanto detto sopra il Morlacco del Grappa per mantecare e il risultato sarà spettacolare, una crema avvolgente e dai sapori sublimi.

Ingredienti per 4 persone:

360 gr riso Carnaroli Melotti

800 gr di zucca pulita

500 gr funghi pioppini

200 gr Morlacco del Grappa

rosmarino

Circa 1 lt di brodo vegetale sedano, carore, cipolla e prezzemolo.

100 gr panna da cucina

olio evo

sale

1 cipolla bianca

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo il brodo vegetale, lo abbiamo già preparato diverse volte quindi non mi dilungherò in spiegazioni.

Pulisci la zucca e tagliala a tocchetti, cuoci a vapore per circa 20 minuti, aggiungi anche sale e qualche rametto di rosmarino per insaporire. Frulla la zucca e lascia da parte.

Lava velocemente i funghi sotto acqua corrente, togli le radici e asciuga con uno strofinaccio.

Taglia la cipolla a tocchetti e fai rosolare in olio evo, aggiungi i funghi, il sale e fai cuocere velocemente, i funghi impiegheranno veramente poco a cuocere.

Frulla la metà dei funghi con panna e trasferisci in contenitore, useremo poi la crema per guarnire.

In una casseruola tosta il riso qualche minuto a fuoco vivo, mescola di continuo il riso, aggiungi 4 mestoli di brodo e la crema di zucca, se serve aggiungi brodo durante la cottura.

Io mescolo il riso molto spesso mentre cuoce perché aiuta a far sviluppare una bella crema in mantecatura.

Dopo circa 17/18 minuti il riso è cotto, spegni il fuoco, manteca aggiungendo il Morlacco grattugiato, mescola energicamente, copri con un canovaccio e fai riposare 2 o 3 minuti.

Impiatta e guarnisci con un vortice di crema ai funghi e i funghi che avrai mantenuto in caldo.

Gnocchi di cortile

gnocchi di lenticchie rosse talent for food

Anche quest’ anno non ho esitato un’ attimo quando è arrivata la mail per partecipare a Talent For Food, contest promosso dalla Sezione Alimentare di Confindustria Padova, la cui serata finale quest’anno si svolgerà a Valdobbiadene.

Scopo anche in questa edizione è di mettere in contatto i talenti del web con le realtà produttive, dando libero sfogo alla creatività e al racconto del perché si è pensato in particolare a una ricetta salata piuttosto che dolce.

Nella mistery box ricevuta 18 prodotti di aziende Venete, eccellenze del territorio che sanno e vogliono lavorare bene, ingredienti vari che danno spazio a molteplici abbinamenti, di regola si può pubblicare una ricetta salata e una dolce, ma dando spazio alla fantasia le varianti sono davvero tante.

La mistery box

Di mio prediligo il salato, e sinceramente visto che anche quest’anno la ricetta deve contenere un’ingrediente della corte Veneta ho pensato subito all’anatra.

Animale allevato in tulle le cascine e corti, ha sempre rappresentato un’importante fonte di sostentamento, vista anche come pietanza pregiata della festa, ad essa sono dedicate diverse sagre e manifestazioni durante l’anno, soprattutto nel Veronese e Vicentino.

Per mia fortuna sono nata e cresciuta in campagna, ho avuto il piacere di crescere in una famiglia in cui venivano e vengono allevati tutt’ora buona parte degli animali (e non solo) che servono per il sostentamento.

D’estate l’occupazione principale per noi bimbi in vacanza dalla scuola era “pascolare” anatre, oche, germano reale per fargli mangiare erba fresca, oltre a sgranare piselli, fagioli e pulire fagiolini, in dialetto tegoline.

Anche dell’anatra come per il maiale non si butta nulla, con la pelle a cui si lascia attaccata una minima parte di carne si preparano i ciccioli, alimento poco dietetico ma dal gusto pazzesco, sottili strisce di pelle soffritte fino a diventare croccanti.

Mia nonna mi raccontava che durante le serate invernali quando nelle famiglie ci si ritrovava e prendeva vita il filo’, l’antico rito delle chiacchere e del raccontare storie di credenza popolare di sgranocchiavano i ciccioli, allora non c’era il pop corn.

Gli ingredienti

L’anatra mi ricorda un sapore rustico casereccio, per cui ho deciso quasi immediatamente cosa avrei preparato, uno gnocco dal sapore sincero e deciso:

Miks 24 Molino Favero adoro il sapore delle farine di legumi, danno ad ogni piatto un sapore più autentico, oltre ad essere un’alimento ricco di proteine e povero di grassi. Molino Favero è specializzato in legumi e nella loro trasformazione.

Farina 00 Molino rossetto farine che utilizzo spesso nelle mie ricette, dal 1760 storia di un’azienda nata da una famiglia di mugnai, una filiera sottoposta ogni anno a molteplici controlli per garantire un prodotto di qualità. Un’ampia gamma di prodotti dalle farine di forza alle macinate a pietra.

Agugiaro & Figna nel 2003 nasce il progetto di aggregazione del molino Agugiaro e del molino Figna, entrambi nati nel 1800, commercializzata in pratica in tutto il mondo farine e semilavorati certificati per prodotti bio come la farina semiintegrale utilizzata in questa ricetta.

Crema di carciofi Serbosco crema versatile, dai primi piatti, alle bruschette a uan torta salata. Anche per questa azienda si tratta di prodotti certificati biologici, sottopone i propri prodotti a rigidi capitolati di produzione.

Mostarda di Fragoline Lazzaris ha saputo portare ai giorni nostri un piatto antico come la mostarda, antico metodo di conservazione della frutta, in questo caso la mostarda di fragoline ha un sapore dolce e delicato che esalta il gusto del ragù utilizzato in questo piatto.

Brodo di carne Well un brodo pronto da diluire per ogni preparazione, dare sapore senza forzare il gusto, una storia molto bella quella di questa azienda, dove l’esigenza ha portato un padre di famiglia a creare il primo brodo vegetale per aiutare la moglie nella gestione dei 12 figli.

Olio di Girasole Altoleico Biologico Agricola Grains un’azienda biologica dal 1991, attenta all’impatto ambientale che produrre ha, azienda a livello internazionale per produzione, raccolta e trasformazione di cereali bio.

Ingredienti per 4 persone:

Per gli gnocchi

400 gr di patate rosse di Valdiporro

100 gr farina di lenticchie rosse Miks 24 Molino Favero

50 gr farina 00 Molino Rossetto

50 gr farina biologica integrale Agugiaro & Figna

1 uovo

Per il condimento:

400 gr di cosce d’anatra con la pelle

200 ml di passata di pomodoro

2 scalogni

1 porzione di brodo di carne Well

Crema di carciofi Serbosco

Mostarda di fragoline Lazzaris

Olio di girasole Agricola Grains

sale fino e grosso

Olio evo

pepe

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo il ragù, per prima cosa leva la pelle e lasciala da parte seguirà in seguito.

Disossa le cosce seguendo con il coltello la linea dell’osso, poi con le dita rovescia la carne e sfila l’osso.

Taglia la carne a pezzetti sottili, trita lo scalogno, in una casseruola fai soffriggere con l’olio di girasole, aggiungi la carne e fai rosolare.

Aggiungi la passata di pomodoro e il brodo, copri con coperchio e fai cuore per un’ora a fuoco basso, aggiusta di sale e pepe.

Prepariamo gli gnocchi, fai bollire le patate in acqua salata, quando alla prova forchetta saranno morbide scolate, sbucciate e schiacciate, quindi lasciate intiepidire.

Sulla spianatoia preparate a fontana le patate e le farine, non dimenticate l’uovo.

Gli ingredienti dell’impasto

Inizia ad impastare amalgamando gli ingredienti, fino ad ottenere un panetto compatto.

Dividi l’impasto in 10 parti, ogni parte deve essere lavorata con le mani fino a formare un “serpente”, con un coltello taglia gli gnocchi grandi circa 1,5 cm, lascio gli gnocchi lisci perché per questa ricetta non li voglio incisi.

gnocchi di lenticchie rosse
Gnocchi di lenticchie rosse

Versa nel bicchiere del frullatore a immersione 5 cucchiai di crema ai carciofi, frulla con frullatore per qualche secondo, in modo da ottenere una crema liscia.

In un altro contenitore versa un cucchiaio di mostarda di fragoline e 20 ml di olio evo, monta col frullatore a immersione, quindi filtra con un colino per ottenere una salsa liscia.

Fai bollire abbondante acqua, nel frattempo taglia la pelle messa da parte a strisce sottili, scalda una padella e fai rosolare la pelle, non aggiungere grassi perché ne rilascerà molto di suo.

Quando sarà croccante togli la pelle dalla padella e fai asciugare su carta assorbente.

l’acqua è a bollore, aggiungi il sale e versa gli gnocchi, dopo due minuti salgono a galla e sono pronti, scola e condisci con un filo d’olio.

Nel piatto crea uno strato di crema di carciofi, aggiungi gli gnocchi, il ragù, i ciccioli di pelle e qualche goccia di crema ottenuta con la mostarda.

Ricordi di mattarello con Etna bianco Piante Sparse 2017

tagliatelle gamberi, zenzero, datterini confit, zenzero, germogli di sakura

Oramai tre anni fa ho vinto una gara di cucina che si svolge nella mia zona, 40 minuti di tempo per impastare mattarello e stendere con il la sfoglia. Semplicemente farina e uova, olio di gomito e manualità con uno strumento antico ma sempre attuale, il mattarello.

Durante la gara in quell’edizione il giudice era Simone Rugiati, non nascondo che mi sono iscritta alla gara solo per conoscerlo, da sempre guardo i suoi programmi e mi piace molto il suo stile di cucina, dalle basi ma innovativo.

Mentre era in corso la gara Simone girava tra le 12 postazioni e chiedeva con il microfono ad alcuni degli altri partecipanti con cosa avrebbe abbinato le tagliatelle, le risposte molto tradizionali piselli, ragù, io sono del parere che le basi sono importanti ma c’è anche tanto altro.

Quando si è avvicinato a me, senza microfono, mentre controllava la sfoglia gli ho detto che io le avrei preparate con gamberi marinati con zenzero e vino bianco, crema di datterini confit e germogli di sakura, ho visto una bella espressione sul suo volto.

Oggi vi spiego esattamente quella ricetta, solo sostituendo le tagliatelle all’uovo con un’impasto di semola rimacinata di grano duro, olio e acqua.

Un piatto dal gusto deciso, è necessario abbinare un vino altrettanto persistente. E’ l’Etna bianco 2017 Piante Sparse della cantina Ayunta, vino Siciliano 90% Carricante 10% Catarratto dal colore giallo intenso, dal profumo e sapore persistente, con note minerali adatto ai sapori complessi del piatto.

Etna bianco Ayunta

Ingredienti per 4 persone:

Ingredienti per 4 persona:

360 gr di tagliatelle di semola di grano duro

500 gr pomodorini datterini

20 code di gambero

50 gr zenzero

70 ml Etna bianco

Germogli di sakura

Pepe nero

Sale

Olio evo

Procedimento:

Per quel che riguarda la pasta la puoi acquistare oppure prepararla tu, io ovviamente l’ho preparata impastando 500 gr di semola rimacinata di grano duro, 20 ml di olio evo e 250 ml di acqua, un pizzico di sale.

Sgusciate lavate i gamberi, metteteli a marinare per qualche ora in olio evo, vino e zenzero tagliato a fette sottili.

Lava i pomodorini, disponi su carta forno, aggiusta di sale e pepe, aggiungi un filo di olio evo, inforna 100° per circa 2 ore.

Leva i gamberi dalla marinata, disponili su placca da forno foderata con carta, frulla i pomodorini aggiungendo 3 cucchiai di marinata dei gamberi.

Fai bollire l’acqua salate, cuocete le tagliatelle. Scola, condisci con un filo d’olio evo.

Impiatta mettendo sul fondo un mestolo del sugo di pomodoro che hai mantenuto in caldo, le tagliatelle, i gamberi e per finire i germogli di sakura.

La vera Lessinia

A luglio sbirciando il blog mi sono resa conto di non aver mai parlato di Lessinia e dei suoi prodotti.

Succede sempre così, si gira per il mondo e si finisce col trascurare quello che di bello c’è a un’ora da casa.

Ho pensato di chiedere “aiuto” a una persona conosciuta personalmente a giugno, ma che seguivo sui social da qualche tempo.

Un professionista innamorato e appassionato di Lessinia il fotografo Marco Malvezzi

Ho contattato Marco dicendo semplicemente che non mi sarebbe piaciuto visitare il solito posto turistico. Mai come quest’ anno sento il bisogno di cose belle e di realtà vere.

Abbiamo parlato un po’ di vari luoghi, poi mi ha raccontato di Malga Camporetratto e li gli ho risposto MI HAI CAPITA!

Così ci diamo appuntamento per I primi di agosto quando finalmente avranno inizio le tante attese ferie.

Decidiamo per un martedì, giorno meno preso d’ assalto dal turismo mordi e fuggi.

Così tra chiacchere ed aneddoti raggiungiamo la Malga, distante da Erbezzo quel tanto che basta per ritrovarsi quasi soli a guardare il paesaggio.

Ci accoglie l’ aria frizzante dei pascoli, le mucche regine incontrastate dei pascoli e le belle costruzioni che compongono Malga Camporetratto.

La casara del 1802 dove ogni mattina viene prodotto il formaggi tipo monte e la caciotta fresca, dimenticavo che col siero estratto dalla produzione dei formaggi fanno anche la ricotta!

Lessinia La casara

La bellissima stalla della prima metà dell’ ottocento con delle volte semplicemente incantevoli.

Lessinia La stalla

Incontriamo Ettore che dal 1950 è di fatto il malgaro, colui che produce il formaggio, nonostante I suoi 84 anni tutte le estati è qui in malga.

Lontano da disciplinari e schemi troppo rigidi, con il sapere di chi fa lo stesso gesto da sempre, Ettore a primo impatto timido, riservato, ma in realtà una persona che ha ranto da dire.

Intendiamoci, non a tutti, solo a chi ha voglia di stare a sentire.

Poi Renato e Sara, l’ animo giovane di questa realta.

Renato ci fa visitare la casara, illustra come avviene la produzione e la stagionatura del formaggio.

Tipo Monte

In genere del formaggio tipo Monte ne viene prodotta una forma al giorno, unendo il latte scremato della mungitura della sera con il latte munto al mattino.

Si porta il tutto a 35°, si aggiunge il caglio vaccino e dopo circa mezzora la cagliata è pronta per essere rotta, poi si procede a mettere in forma.

Lessinia formaggio tipo Monte

Il formaggio ora può essere messo a stagionare, anche se avrà bisogno di cure continue. Pensate che per ottenere una forma di circa 7 kg occorre circa un quintale di latte.

La produzione in una stagione è di circa 100 forme.

La caciotta fresca

Per la caciotta fresca il procedimento è pressoché lo stesso, il latte unito delle due mungiture viene portato a 30°.

La rottura della cagliata in questo caso è grossolana, questo perché la caciotta va consumata fresca.

Si consuma generalmente dopo 15 giorni un mese.

Sara, con lei il feeling è stato immediato, parlare di km 0 di stagionalità e di progetti futuri e di Lessinia con lei è naturale.

Progetti futuri per la malga ma che non si possono ancora dire!

Che dire ci racconta del formaggio, dei prodotti, dei salumi che oltre ad essere parte del menù proposto in malga sono anche venduti nei vari mercatini a cui partecipa.

Di come anche lei si arrabbi quando sente parlare di fragole a dicembre, se avrete la voglia di andarli a trovare potrete anche voi capire quello che io pensavo da un po’.

Questi luoghi non hanno bisogno del turismo di massa, di aperitivi alla moda o che so io, qui c’è bisogno di gente consapevole che sale in questo luoghi chiedendo permesso.

Perché se decidete di arrivare a Malga Camporetratto che sia a piedi, in auto o in bici tutto quello che vi serve è la pace, una bella camminata e gustare gli gnocchi di malga di Sara, I salumi, formaggi, confetture e giardiniera, senza scordare un buon bicchiere di vino.

Ringrazio Marco Malvezzi per le foto.

I miei gnocchi di patate rosse di Valdiporro e caciotta fresca

Gnocchi di patate rosse di Valdiporro, carletti e caciotta fresca.

Secondo voi circondata da tanta bontà potevo non pensare a una ricetta?

Tornata a casa a Valdiporro dove passiamo le vacanze ho avuto l’ idea, uno dei prodotti tipici di questo paese è la patata in particolare quella rossa, qui trova un terreno nutriente, duro, che le conferisce mineralità e una consistenza croccante.

Erba spontanea che si trova nei mesi estivi in queste zone I carletti, di cui si consumano solo le foglie, dalla consistenza polposa e dalle propritá diuretiche e drenanti.

Non poteva mancare il formaggio, la caciotta fresca che abbiamo gustato a Malga Camporetratto, con il suo gusto di latte fresco dai sentori erbacei, risultato dell’ alimentazione naturale di queste mucche.

Ingredienti per 4 persone:

500 gr di patate

200 gr di caciotta fresca

100 gr di foglie di carletti

50 ml di latte intero

150 gr di farina 0

2 foglie di salvia

1 uovo

sale

pepe nero

olio evo

Procedimento:

Bollire le patate in acqua salata fino a quando saranno morbide, sbucciarle e schiacciarle con una forchetta, lasciare intiepidire.

Su una spianatoia inizia a impastare la purea di patate, farina e uovo, ottenuto un panetto compatto dividete in circa 10 parti.

Con le mani formare dei cilindri, quindi con un coltello tagliare gli gnocchi, circa 1,5 cm.

Schiaccia ogni gnocco su di una forchetta capovolta, si formeranno delle righe che tratterranno la fonduta.

Fai scaldare un filo di olio evo in padella, versa I carletti con le die foglie di salvia tritate, cuoci 5 minuti.

Taglia la caciotta a pezzetti e fai sciogliere in un pentolino a fuoco basso con il latte, aggiusta di sale.

Fai cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata giusto il tempo che salgano a galla.

Scola, condisci con la fonduta, I carletti e pepe nero.

Il rito estivo la conserva

Io senza nessun dubbio penso alla conserva di pomodoro, quel rito che ogni anno giunti in agosto si compie.

I pomodori ormai sono giusti a maturazione, anzi per la conserva di pomodoro servono molto maturi, e siccome non si butta niente si pensa all’ inverno e si trasformano in un delizioso succo che servirà poi per pasta, lasagna e chissà quale altro manicaretto.

Basta poco, pomodori buoni, magari del proprio orto come bel mio caso, sale un po’ di zucchero e se vi fa piacere sedano, carota e cipolla.

Ma in questa ricetta vi parlo anche di come un’ altro ortaggio può essere riutilizzato e non sprecato.

La rucola, anche in questo caso in orto abbonda, un modo diverso può essere quello di frullare la rucola e di aggiungerla all’ impasto con uova, farina e creare così una pasta colorata e dal sapore particolare.

Ingredienti per la conserva:

1 kg pomodori

2 carote

1 costa di sedano

1 cipolla

sale

1 cucchiaino di zucchero

Ingredienti per la pasta 4 persone:

300 gr farina semola rimacinata la Molisana

2 uova

100 gr rucola

50 gr acqua

Sale

Per terminare il piatto burrata e pepe nero

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo la conserva, trita sedano carote e cipolla e fai soffriggere con olio evo.

Inserisci I pomodori a pezzettoni, io uso I pomodori datterini, porta a bollore, abbassa la fiamma e fai cuocere a fuoco basso tre ore.

Filtra con il passa verdure, trasferisci nei vasetti mentre è ancora bollente, chiudi i vasetti e capovolgi in modo da creare il sottovuoto.

Nel boccale del frullatore a immersione inserisci la rucola, l’ acqua e il sale.

Cuoci al microonde per 1 minuto, frulla e trasferisci il boccale in acqua fredda, così la rucola resterà verde brillante.

Impastiamo! Sulla spianatoia versa la farina, crea una fontana e al suo interno versa le uova e il pesto.

Semola, rucola, uova

Con una forchetta inizia ad amalgamare il tutto, poi impasta con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio.

Stendi con il mattarello o nonna papera la sfoglia sottile, con un coltello a lama liscia taglia striscie alte 2 cm.

Con la rotella ricava dei rettangoli lunghi 4 cm, con una pinza pizzica al centro ogni rettangolo.

Farfalle

Porta a bollore abbondante acqua salata, cuoci la pasta, scola e condisci con conserva, burrata e pepe nero.

Estate pasta melanzane e basilico

Pasta melanzane e basilico

In estate è facile preparare piatti saporiti e colorati.

Dalla nostra parte vari ortaggi colorati, nel pieno del loro sapore e delle proprietà nutritive.

Ormai credo sia chiaro a tutti che la verdura e la frutta ha una stagionalità, questo indubbiamente dovuto al fattore climatico.

https://sian.aulss9.veneto.it/index.cfm?action=mys.page&content_id=959https://sian.aulss9.veneto.it/index.cfm?action=mys.page&content_id=959

Ingredienti per 4 persone:

360 gr di spaghetti

2 melanzane striate

20 datterini gialli

circa 30 foglie di basilico verde

sale nero

olio evo

una manciata di pinoli tostati

Procedimento:

Per prima cosa lava I pomodorini e la melanzana, quindi taglia la melanzana a cubetti e I pomodorini a metà.

Salta velocemente in padella I pomodorini con un filo di olio evo.

Cuoci anche le melanzane con filo di olio evo, sale e se serve portate a cottura con un po’ d’ acqua.

Lava il basilico e asciuga bene, versa le foglie nel boccale del frullatore a immersione, aggiungi 100 ml olio evo, pinoli e sale. Frulla il tutto.

Cuoci la pasta in abbondante acqua salata, scola e condisci con la crema di basilico, aggiungi poi melanzane e pomodorini.